Nei giorni scorsi Cagliari ha ospitato l’Assemblea generale di Arsinoe. Alla Fondazione di Sardegna sono convenuti numerosi studiosi dall’estero per conoscere da vicino il caso sardo. L’impresa sociale “Lavoro insieme”, stakeholder di Arsinoe, il 4 ottobre ha presentato al Molino Secci di Senorbì il progetto “Terre ritrovate”, la piattaforma e la filiera dei produttori locali come buona prassi di agricoltura sociale.

Arsinoe – Climate resilient-Regions through systemic solutions and innovations è un progetto internazionale che comprende nove casi studio con 41 partner da tutta l’Europa e dal bacino del Mediterraneo, per un budget complessivo di 15 milioni di euro. Il progetto mira a sviluppare strategie adattative basate sull’innovazione tecnologica e sociale e affrontare tutte le sfide imposte dai cambiamenti climatici, dalla sicurezza alimentare ed energetica all’inquinamento urbano ed extraurbano.
L’agenzia regionale Agris è l’ente coordinatore di “Terre ritrovate”, unico progetto per l’Italia, portato avanti in collaborazione con Crs4, Università di Cagliari, Pmi Blue Gold e le Università di Tours (Francia) e Monaco (Germania). Il caso isolano è incentrato sull’agricoltura e sul mantenimento della sicurezza alimentare attraverso pratiche ecosostenibili basate sull’utilizzo razionale di risorse genetiche, suolo, acqua e fonti di energia rinnovabile. Al centro vi è la coltura più caratteristica del Mediterraneo: il grano duro, con le filiere locali per la produzione di pasta e pani tipici dell’Isola.



