La cultura della legalità, e non solo quella della lotta alle mafie, unita alla scelta della donazione. Tra memoria e solidarietà, prosegue oggi il progetto “Dal sangue versato al sangue donato”, curato dall’associazione “Donatori Nati” della Polizia di Stato in collaborazione con l’associazione “Quarto Savona 15”. Quest’ultima è stata fondata ed è presieduta da Tina Montinaro: all’anagrafe Concetta Mauro Martinez, da tutti è conosciuta con il diminutivo del suo nome e il cognome del marito, Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, morti nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Giunta in Sardegna per la prima volta, l’iniziativa ha celebrato ieri la sua prima tappa a Cagliari ed è stato un successo di partecipazione autentica. Questa mattina il bis a Sassari (dapprima in piazza Italia, poi al Teatro Verdi con le scuole superiori), domani l’ultimo appuntamento a Oristano (alle 9:30 in piazza Roma, a seguire incontro con gli studenti nel vicino Teatro Garau).

Quarto Savona 15 era il nome in codice della Fiat Croma blindata su cui viaggiava la scorta del giudice Falcone. Alle 17:57 di quel drammatico giorno, la mafia siciliana fece esplodere 500 kg di tritolo al passaggio delle due auto su cui viaggiavano il magistrato, sua moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. I resti della vettura, custoditi in una enorme teca scortata dagli agenti della Polizia di Stato, sono sbarcati in Sardegna e vengono mostrati ai cittadini, invitati a unirsi ai rappresentanti delle istituzioni per queste giornate di riflessione e incoraggiamento alla donazione del sangue. Gli interventi di Tina Montinaro risultano coinvolgenti ed efficaci, ma non di meno sono le parole di Claudio Saltari, presidente nazionale di Donatori Nati.
Ieri, a Cagliari, la giornata si è rivelata intensa e ben organizzata. Iniziata nella sede di Tiscali, si è conclusa in piazza del Carmine, nel cuore del capoluogo sardo. Dopo aver svelato la teca e gli interventi istituzionali, Marcello ed Emanuela Loi (rispettivamente fratello e nipote dell’agente di Polizia Emanuela Loi che morì nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992) hanno consegnato a Tina Montinaro un bouquet di fiori a nome del questore di Cagliari, Rosanna Lavezzaro. Trentadue anni dopo, i sardi non hanno dimenticato.



