Volontariato e territorio: la nuova vita del Villaggio Normann


Un ex villaggio minerario sorto in un periodo storico in cui, in Sardegna come nel resto d’Italia, la società era fortemente classista. Più di quanto lo sia oggi. Il Villaggio Normann ha rischiato di scomparire del tutto, quando l’attività estrattiva è terminata. Oggi è tenuto in vita dall’omonima associazione culturale che si prodiga per organizzare eventi e iniziative durante tutto l’arco dell’anno. Pierluigi Carta e Laura Serra, componenti del consiglio direttivo, spiegano che cosa fa questa Odv dell’Iglesiente. «Attraverso buone pratiche, facciamo di tutto perché questo luogo abbandonato sia recuperato e fruibile a tutti. Siamo una quarantina di volontari, molti dei quali risiedono nel villaggio. Non ci sono servizi esterni, come i ristoranti, ma non mancano i servizi pubblici, a cominciare dalla raccolta dei rifiuti».

La vita al Villaggio Normann è familiare. «Siamo una piccolissima comunità all’interno di un bosco che si affaccia sul Golfo del Leone. Come tutte le organizzazioni di volontariato, la nostra fortifica i rapporti tra le persone. Non per questo ci isoliamo dal mondo, tanto più che siamo ad appena dieci minuti d’auto da Iglesias o da Gonnesa. Qui si respira un clima di reciproco aiuto».

Le rassegne richiamano turisti e appassionati da tutta l’Isola: eventi di musica, letteratura, filosofia, astronomia e altro ancora. Tra percorsi, natura e archeologia mineraria, c’è davvero tanto da vedere e valorizzare.

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