Musica all’Hospice di Cagliari: sabato 3 maggio la visita dei Tenores di Bitti

Un weekend speciale all’Hospice di Cagliari, in compagnia dei Tenores di Bitti “Remunnu ‘e Locu”. Sabato 3 maggio, ore 17, il noto quartetto canterà per i pazienti di via Jenner: un’occasione incredibile visti i tanti impegni degli artisti nuoresi, resa possibile dagli sforzi dell’associazione “Giorno per giorno”. «L’idea nasce dalla volontà di alcuni nostri volontari, i più giovani, di provare a portare qualcosa di diverso in struttura – ha raccontato la presidente dell’associazione Renata Agliata – Tramite le conoscenze di uno dei nostri ragazzi siamo riusciti a contattare i Tenores, che si sono mostrati subito disponibili e gentili. D’altronde capita spesso che figure di questo tipo accetti di buon cuore gli inviti alle nostre manifestazioni, vogliono supportarci.»

Un gesto ne scontato ne banale quello dei tenori, ma l’entusiasmo intorno alle iniziative di “Giorno per giorno” non nasce per caso: è il risultato di un percorso iniziato nel 2012, maturato dall’aver sperimentato personalmente cosa significhi per i pazienti trascorrere l’inverno della propria vita in una struttura, percorrendo – delle volte in solitudine – un percorso che purtroppo è già segnato. 

Questa di fatto è la funzione dell’Hospice: una struttura di ricovero extra-ospedaliero destinata all’assistenza di malati, generalmente oncologici, che fornisce cure esclusivamente palliative.

Ma non significa che la permanenza debba per forza essere triste e solitaria: «Con l’associazione cerchiamo di andare nelle camere a dare compagnia ai malati, organizziamo laboratori e, come in questo caso, momenti artistici tra teatro e musica. Sono eventi che alleggeriscono situazioni difficili, e nel tempo abbiamo creato un ambiente più sereno e familiare grazie anche a manifestazioni come quella del 3 maggio.»

Non è solo musica: è un momento di convivialità, a cui seguirà un aperitivo condiviso con i presenti e l’esposizione dei lavoretti fatti dai pazienti durante i laboratori. Sarà occasione per raccogliere fondi – ovviamente spontaneamente offerti – che l’associazione usa per portare avanti la propria azione. «Contribuiamo alle spese della struttura, cercando di soddisfare richieste di medici, ospiti e volontari. È questo l’ambiente che abbiamo creato, nel quale si condivide e si trascorre il tempo insieme.»

Da dove proviene la forza per portare avanti una missione così speciale non è facile da capire. Certo è che per svolgere un compito delicato servano discrezione, empatia e una sensibilità fuori dal comune: «Prima di entrare bussiamo sempre, anche in senso figurato – continua la presidente Agliata – È importante per noi capire i momenti che vivono i pazienti, capire quando sono aperti alla nostra presenza e quando no. Qualcuno ha bisogno di tempo per aprirsi e accettare il nostro aiuto.» 

Anche le famiglie sono coinvolte nelle attività di “Giorno per giorno”, e proprio per loro è stato pensato il laboratorio di elaborazione del lutto, svolta nel salone concesso all’associazione dall’Hospice stesso. Ma non meno importante durante la permanenza in struttura è il coinvolgimento degli affetti negli eventi e nelle attività; il fine ultimo non cambia: creare un ambiente confortevole. «Noi vogliamo a nostra volta creare una famiglia, un posto in cui sentirsi a casa, dove la permanenza è conviviale e “leggera” per quanto possibile. Queste persone meritano di trascorrere in serenità gli ultimi momenti di vita.»

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