Rendere il servizio civile universale davvero accessibile a tutti, rafforzandone qualità e radicamento nei territori. È questa la linea indicata da Chiara Tommasini, presidente di CSVnet – l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv), intervenuta ieri in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera sul disegno di legge in materia di giovani e servizio civile.
Al centro dell’intervento, la necessità di passare da un’universalità “formale” a una universalità concreta: “Il servizio civile è oggi uno strumento solido e molto richiesto. Perché sia davvero universale servono risorse adeguate, programmazione stabile e capacità di sostenere l’aumento delle candidature”.
Con un impegno diretto nel Servizio civile di circa metà dei Csv – oltre 22.500 opportunità di impegno offerte ai giovani negli ultimi dieci anni grazie a più di 1.600 enti partner coinvolti – CSVnet ha richiamato il ruolo del terzo settore come infrastruttura territoriale del sistema. “Gli enti non sono solo attuatori dei progetti – ha spiegato Tommasini – ma soggetti che contribuiscono a costruire le politiche. Il loro radicamento nei territori è una condizione per il funzionamento del servizio civile su scala nazionale”.
Un passaggio centrale ha riguardato la qualità delle esperienze: investire sulla progettazione, migliorare l’accompagnamento dei giovani, rafforzare il monitoraggio dell’impatto e valorizzare le competenze acquisite durante il servizio. Sottolineato anche il ruolo degli operatori come figure educative e di orientamento.
Sulla semplificazione, CSVnet ha indicato una linea chiara: “Va perseguita, ma senza ridurre la qualità e senza indebolire il ruolo dei territori. Serve un sistema più semplice, ma anche equilibrato, con controlli sostenibili per gli enti”.
Il servizio civile è stato inoltre descritto come esperienza esperienza formativa e civica per i giovani, che ne traggono vantaggio anche in termini di competenze utili sul mondo del lavoro. Esempio concreto di come le politiche sociali possano contribuire a generare valore per la comunità.
Un passaggio è stato dedicato al Piano triennale 2026-2028 e all’obiettivo 16 dell’Agenda 2030: “Rafforza il servizio civile come spazio di educazione alla pace, in cui i giovani sperimentano responsabilità, convivenza e pratiche non violente nei territori”.
Infine, un richiamo alle politiche giovanili e al metodo: “La partecipazione va resa concreta. Serve una collaborazione aperta e plurale tra istituzioni, enti e territori per rafforzare il servizio civile e renderlo sempre più efficace per i giovani e per il Paese”.
L’intervento della presidente Tommasini è disponibile sull’apposita pagina del sito internet della Camera dei deputati.



