L’italiano non si impara solo sui libri, ma anche – e soprattutto – attraverso l’incontro e lo scambio reciproco. È questo il cuore di “Peer Linguistici”, un progetto d’avanguardia promosso dal Labint (Laboratorio Interculturale per l’Integrazione – Olbia ODV), in coprogettazione con il Liceo Mossa e il Centro Servizi per il Volontariato CSV Sardegna. In questa sinergia virtuosa, il Liceo Mossa ha messo a disposizione spazi, attrezzature ed esperienza pedagogica, mentre il CSV ha garantito le risorse tecniche e finanziarie necessarie.
Attuato per la prima volta tra febbraio e maggio 2026, il progetto risponde a un bisogno reale del territorio di Olbia, città dalla fisionomia sempre più multiculturale. L’iniziativa trasforma radicalmente il modello educativo tradizionale: qui sono gli studenti stessi a diventare docenti dei propri coetanei, promuovendo il dialogo interculturale e valorizzando il volontariato giovanile.

Il percorso ha coinvolto 18 studenti liceali nel ruolo di peer educators, impegnati a supportare 26 studenti tra gli 11 e i 18 anni non italofoni, provenienti da 15 Paesi differenti e 5 diverse scuole cittadine coinvolte. Per ricoprire questo incarico, i giovani tutor hanno affrontato un training intensivo di 29 ore, focalizzato su didattica innovativa per l’Italiano L2 e sul contrasto dei bias cognitivi, per prevenire atteggiamenti discriminatori.
L’azione pratica si è articolata in due corsi da 30 ore ciascuno (livelli A1 e A2). La forza del metodo risiede nell’integrazione: 4 docenti certificati e 5 volontari dell’associazione hanno operato in costante sinergia con i peer educators, garantendo un supporto personalizzato e di alta qualità.
“Peer Linguistici” dimostra come un’azione locale mirata possa generare un impatto sociale profondo. Oltre al potenziamento linguistico, il progetto agisce come un moltiplicatore educativo allineato agli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030.
Il modello, per la sua efficacia e sostenibilità, si presenta come un sistema rivoluzionario altamente replicabile in altre comunità che desiderano investire sull’integrazione e sul protagonismo giovanile.




