Avviso alla popolazione: non abbiate timore, se la prossima settimana (esattamente venerdì 30 giugno) riceverete un messaggio di allerta intorno a mezzogiorno, con la dicitura “TEST IT ALERT”. Si tratterà soltanto della simulazione prevista dal ministero per la Protezione civile e le politiche del mare e dal dipartimento della Protezione civile. Rientra tra le attività di IT-alert, il nuovo sistema nazionale di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione di cui si sta dotando l’Italia. L’esperimento partirà due giorni prima: dal 28 giugno, infatti, grazie al lavoro svolto dalla Protezione civile nazionale in collaborazione con Regioni, Province autonome e Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani), i territori saranno coinvolti in test regionali per verificare le modalità di invio-ricezione del messaggio. Ecco il calendario delle date al momento previste: 28 giugno Toscana, 30 giugno Sardegna, 5 luglio Sicilia, 7 luglio Calabria, 10 luglio Emilia Romagna. Entro la fine del 2023 saranno effettuati i test nelle altre Regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano. Queste prove consentiranno di far conoscere IT-alert come nuovo sistema di allarme pubblico che, in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti, potrebbe raggiungere i territori interessati, integrando le modalità di informazione e comunicazione e gli strumenti già a disposizione.
Come previsto dalla Direttiva Ue 2018/1972 per i sistemi di allarme pubblico e dal Codice delle comunicazioni elettroniche italiano, il servizio verrà attivato in caso di gravi emergenze o di eventi catastrofici imminenti o in corso. Nel nostro Paese, al momento, la Direttiva del 7 febbraio 2023 del ministro della Protezione civile e delle politiche del mare prevede, nell’ambito delle competenze del Servizio nazionale della protezione civile, sei casi per i quali potrà essere impiegato una volta terminata la sperimentazione: maremoto generato da un sisma, collasso di una grande diga, attività vulcanica (relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli), incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica, incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (Direttiva Seveso), precipitazioni intense.
Terminata la sperimentazione, andrà a integrare le modalità di informazione e comunicazione già previste per informare la popolazione. IT-alert non sostituisce tutti gli altri strumenti di informazione d’emergenza, anche e soprattutto a livello locale, ma vi si affianca, nella convinzione che una comunicazione inclusiva e rivolta a tutti non possa che essere multicanale. Si tratta di uno strumento potente che consente di diffondere con tempestività le prime informazioni sulle possibili situazioni di pericolo, dando l’allarme a chi si trova nella zona interessata, ma non fornisce indicazioni rispetto all’esposizione individuale al rischio: per questo rimane fondamentale la diffusione di una cultura del rischio, attraverso la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, della conoscenza delle caratteristiche del proprio territorio, dei comportamenti da adottare e delle buone pratiche di protezione civile.
Il sistema dirama un messaggio di testo a tutti i telefoni cellulari presenti e attivi nell’area geografica a rischio, associato a un segnale sonoro diverso da quello delle classiche notifiche che riceviamo ogni giorno. In questa fase di sperimentazione è il dipartimento della Protezione civile che provvede all’invio dei messaggi IT-alert ma, come previsto dalla Direttiva del 7 febbraio 2023, tutte le componenti del Servizio nazionale di protezione civile potranno progressivamente utilizzare direttamente il sistema. Attraverso la tecnologia cell-broadcast, i messaggi IT-alert possono essere inviati a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata dall’emergenza. Il cell-broadcast funziona anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica.
Va tenuto presente che la tecnologia cell-broadcast presenta diversi limiti: è possibile che un messaggio indirizzato a un’area possa raggiungere anche utenti che si trovano al di fuori dell’area stessa (overshooting) oppure che in aree senza copertura il messaggio non venga recapitato. Inoltre, i dispositivi non ricevono i messaggi IT-alert se sono spenti o privi di campo e potrebbero non suonare se la suoneria è impostata in modalità silenziosa. In alcuni casi, l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi IT-alert.



