La parità di genere? Se ne parla tanto, di questi tempi, eppure c’è chi è stato antesignano e la rappresenta concretamente sin dal 1974. Fu proprio in quell’anno, quasi mezzo secolo fa, che in Italia nacque l’Agesci, la più grande organizzazione scout in Italia, figlia della fusione tra un’associazione interamente maschile (l’Asci) e una declinata al femminile (l’Agi). Non è un caso che esistano due capi, un uomo e una donna, che interagiscono senza mai pestarsi i piedi. E non è un caso che, per presentare l’Agesci Sardegna, facciamo una chiacchierata con Giovanni Aloe e Serenella Bronzini, i due massimi responsabili nell’Isola. Uno sta a Cagliari, l’altra a Sassari. Guidano un movimento che conta 50 gruppi e 3.582 tra capi, scout e guide, presenti in tutti i territori. Più 55 assistenti ecclesiastici: la quasi totalità dei gruppi, infatti, fa riferimento a una parrocchia.

«Uno dei valori che ha spinto le due associazioni a fondersi è stato il principio della co-educazione», sottolinea Giovanni. «Abbiamo la convinzione che i ragazzi e le ragazze possano e debbano crescere insieme: è un’esperienza che, dal punto di vista educativo, risulta più sana ed efficace. Un altro aspetto importante è la diarchia: sia a livello nazionale che regionale ci sono sempre due capi, un uomo e una donna, e sono entrambi fondamentali sia per i ragazzi che per le ragazze. È un po’ il modello della sacra famiglia, a noi cara perché siamo un’associazione cristiana e cattolica».
L’unità fondamentale, denominata “squadriglia”, è monosessuale: nella fascia d’età dagli 11 ai 16 anni, infatti, le attività prevedono una dimensione più “intima”, seppure ci siano i momenti di condivisione con le altre squadriglie. È pure il periodo dell’identificazione sessuale, un momento delicato per tutti. Il generale inglese Robert Baden-Powell, che nel 1907 fondò il movimento scoutistico, si ispirò alle bande giovanili che imperversavano per le strade di Londra, ma cercando di indirizzare i ragazzi a qualcosa di produttivo e sano sotto il profilo educativo.

L’Agesci, per tradizione, è presente in tantissime attività sociali oltre a quelle più tradizionali in ambito scout. «Negli ultimi tempi stiamo affrontando alcuni temi di grande attualità, a cominciare da quelli dell’accoglienza e della pace», spiega Serenella. «Riflettiamo molto, per esempio, sull’accoglienza nei nostri gruppi di ragazzi e ragazze di altre religioni: perché è vero che noi siamo cattolici ma è pur vero che non vogliamo discriminare nessuno. La C di Agesci (l’acronimo sta per Associazione guide e scout cattolici italiani, ndr) resta, ma la realtà ci chiama sempre più a dare proposte inclusive e condivise con le stesse famiglie. Sul tema della pace invece desidero fare una precisazione: non è che ne parliamo oggi perché l’Ucraina è più vicina a noi rispetto ad altri Paesi, è stato sempre un argomento che ci ha visti impegnati in maniera concreta».

C’è poi una tradizione, legata anche all’attività della parrocchia o della Caritas di riferimento, che spinge un po’ tutti i gruppi della Sardegna ad avere un’attenzione puntuale nei confronti delle famiglie o delle persone con vari disagi. La consegna di generi alimentari e di vestiario è una delle forme più diffuse di solidarietà. «Poi, naturalmente, accade che i nostri ragazzi crescano e trasferiscano l’esperienza scout nella società, come ha fatto Mattia Mulas, il presidente dell’Emporio della Solidarietà di Sassari», racconta Serenella. «Il modello è lo stesso, lui ha organizzato e professionalizzato quella iniziativa strutturandola meglio e in una sede più adatta».
Nell’ambito della protezione civile, l’Agesci ha sempre mostrato tutta la sua disponibilità. «Ma oggi vengono sempre più richieste competenze e professionalità», precisa Giovanni Aloe. «Quando si interviene, bisogna essere formati e informati, e disporre di adeguati dispositivi di protezione in base all’emergenza in cui interveniamo. L’Agesci ha al suo interno il settore protezione civile, composto da alcuni capi che hanno fatto un’apposita formazione. La sua natura principale è educativa, cerchiamo di insegnare ai ragazzi come agire in sicurezza. Sempre, a cominciare dai nostri campi. Noi ci mettiamo a disposizione delle istituzioni preposte, nell’ambito delle nostre competenze, ma è chiaro che oggi la protezione civile è estremamente professionalizzata e non prevede l’improvvisazione. Ci sta pure che, come è accaduto di recente per l’alluvione in Emilia-Romagna, partano a titolo volontaristico numerosi scout. Ma questo rientra nella sfera delle decisioni personali. Come associazione, infatti, siamo stati chiamati a dare una mano in altri servizi di supporto alla popolazione, per esempio nella gestione dei bambini, nell’animazione, nell’organizzazione della segreteria. Le cose che sappiamo fare, insomma. Di certo non andiamo a spegnere gli incendi, per restare alla nostra Sardegna. Altrimenti, anziché essere d’aiuto, rischiamo di diventare un problema in più».

C’è un momento in cui anche la Chiesa chiama a raccolta. È capitato per esempio alcuni anni fa, quando in Sardegna arrivò un consistente gruppo di migranti eritrei, che per alcuni giorni vagarono per le strade attigue al porto di Cagliari. Non avevano neppure la percezione della dislocazione geografica della Sardegna, non sapevano di stare su un’isola. Al punto che, molti di loro, cercarono di prendere un treno per Roma o per Milano. Fu a quel punto che l’allora arcivescovo Arrigo Miglio chiese all’Agesci di dare una mano alla Caritas per allestire alla Fiera di Cagliari un punto di accoglienza dove poter dormire e lavarsi. In poche ore fu predisposto un campo che accolse 300-400 persone.
Il core business resta comunque l’educazione nella fascia d’età dagli 8 ai 20 anni. Anche in ambito sociale. Perché è importante aiutare il prossimo nel momento del bisogno, ma poi deve restare un seme piantato nel terreno fertile dell’animo dei ragazzi. Qualcosa che resti per tutta la vita, anche una volta terminato questo percorso.
Le occasioni di crescita sono molteplici. Per esempio, dall’1 al 12 agosto è in programma il 25° World scout Jamboree, il ritrovo mondiale che si rinnova ogni quattro anni e quest’anno richiamerà 50mila partecipanti. E a novembre i venti ragazzi sardi dell’Agesci che torneranno dalla Corea del Sud restituiranno quella straordinaria e concreta esperienza di cittadinanza globale nel corso dell’assemblea regionale (nella foto sotto il momento in cui la presidente del Consiglio comunale di Quartu Sant’Elena, Rita Murgioni, consegna a Marco Carta del gruppo Quartu 1 e Lorenzo Vacca di Quartu 3 un simbolico riconoscimento quali ambasciatori della città, portatori di pace e testimoni dell’identità e della cultura locale). «La quotidianità ci porta a fare attività nei territori, ma ogni tanto è importante incontrarsi e confrontarsi», è il commento di Giovanni Aloe. «In occasione dei 50 anni dalla nostra fondazione, nel 2024 ci incontreremo a Verona: circa 20-25mila capi si interrogheranno sul presente e sul futuro dell’Agesci. Per esempio: siamo per la pace. Sì. Ma nella pratica di tutti i giorni, che cosa facciamo?».

Ecco, qual è il senso di essere scout in questi tempi complessi? Una risposta la dà Serenella Bronzini, e Giovanni si dice d’accordo: «È lo stesso di sempre. Perché la società si evolve in continuazione ma i nostri valori restano gli stessi. Forse, su alcuni versanti, c’è più impegno rispetto a prima perché i ragazzi oggi hanno molte alternative, le proposte a loro disposizione sono tante. Noi insegniamo loro ad essere autonomi, a sapersi comportare in certe situazioni. Non siamo soltanto “quelli che vanno per i boschi”. Cerchiamo di trovare delle soluzioni a certe problematiche ed essere un punto di riferimento, in un periodo storico in cui anche le famiglie attraversano un momento difficile, a volte con equilibri precari. Diamo un modello, poi sta ai ragazzi decidere se fa al caso loro. Certo, rispetto a trent’anni fa un calo nei numeri c’è stato, ma i tempi sono davvero cambiati e un raffronto è improponibile».
Credits: foto gentilmente concesse dall’Agesci Sardegna e dal Consiglio comunale di Quartu Sant’Elena
















