A poco più di un mese dal Natale, l’Asd Pirri ha sfornato una nuova iniziativa di impegno sociale. Quest’anno si intitola “Facciamo squadra per l’Anffas” e consiste nella vendita di pochette della società rossoblù, il cui ricavato andrà devoluto all’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, molto attiva anche in Sardegna.

«Esprimiamo la sensibilità del gruppo dirigente della nostra associazione sportiva dilettantistica dedicando, ogni anno, un evento a favore di una delle più importanti realtà che operano nell’Isola a favore delle persone meno fortunate o con particolari patologie», spiega Stefano Siddi, direttore sportivo dell’Asd Pirri. «Conosciamo molto bene e apprezziamo l’impegno quotidiano dell’Anffas, perciò stiamo stimolando le famiglie dei bambini e ragazzi del nostro settore giovanile affinché acquistino le pochette realizzate di recente, in due versioni: beige e azzurra. Ciascuna costa 10 euro: un prezzo accessibile ai più. Vorremmo arrivare alla somma che consenta di acquistare un flipper, da donare ai bambini dell’Anffas. L’anno scorso hanno ricevuto un calciobalilla, quest’anno vogliamo sostituire il flipper che si è guastato alcuni mesi fa. È un piccolo gesto che, tuttavia, può regalare un sorriso e un po’ di gioia a tanti bambini».

Prima della pandemia l’Asd Pirri aveva aiutato l’Astafos, l’Associazione sarda tutela assistenza fanciulli oncoematologici sardi presieduta da Ugo Mancini, la quale gestisce una casa a Mulinu Becciu che ospita gratuitamente le famiglie che si recano a Cagliari per le cure dei loro bambini che necessitano del ricovero al reparto di oncoematologia pediatrica. «Per l’occasione, avevamo messo in vendita una serie speciale di magliette da calcio preparate appositamente per questa iniziativa», sottolinea Siddi. «Dopo la fine delle misure restrittive causate dal Covid, l’anno scorso è stato possibile portare a termine una nuova iniziativa, una raccolta fondi a favore dell’ospedale pediatrico microcitemico “Antonio Cao” di Cagliari. Siamo consapevoli che sono tantissime le realtà del Terzo settore che avrebbero bisogno di un aiuto. Noi abbiamo preferito sostenere soprattutto coloro che seguono i bambini malati o con particolari fragilità».






