La Lila avverte: «Attenti, non abbassiamo la guardia: l’Aids è di nuovo in crescita»

Nei giorni scorsi, per le vie del centro di Cagliari, si è svolta la manifestazione “Lila Walking”, che la sezione locale della Lega italiana per la lotta contro l’Aids ha introdotto circa 12 anni fa e che è prepotentemente tornata di grande attualità in quest’ultimo periodo. Negli ultimi anni, infatti, anche a causa della lotta globale contro il Covid, i progressi verso gli obiettivi di contrasto all’Hiv hanno registrato una battuta d’arresto, come peraltro è accaduto per tante patologie gravi. Le risorse economiche a disposizione si sono ridotte bruscamente insieme alle azioni di prevenzione, di conseguenza milioni di vite umane sono esposte a rischio.

Il passaggio del corteo per “Lila Walking” in via Garibaldi, a Cagliari

I dati Unaids mostrano un grosso squilibrio: dall’inizio della pandemia, oltre 85 milioni di persone hanno contratto il virus e 40 milioni di persone sono morte per patologie Aids correlate; oggi nel mondo vivono circa 45 milioni di persone con Hiv conclamato; solo nel 2022 sono state registrate 1,3 milioni di nuove infezioni; all’inizio del 2023 poco meno di 30 milioni di persone (il 76% del totale delle PlwHiv) hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Non basta: oltre che nei Paesi più poveri, anche in Occidente non hanno accesso alle cure più di 10 milioni di persone con Hiv: anche per questo motivo, oltre 650mila persone sono morte per Aids nell’ultimo anno.

Il report dell’Istituto superiore di sanità del 2023 dichiara che, nel 2022, in Italia sono state notificate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv, ma sono oltre 2.000 se si tiene conto dei ritardi di notifica. L’incidenza nazionale è pari a circa 3,7 nuove diagnosi per 100mila residenti. Il dato per la Sardegna è di 31 nuove diagnosi nel corso del 2022, con una incidenza pari a 2,1 per 100mila residenti.

Il fiocco rosso è il red ribbon della lotta all’Aids nel mondo e vuole rappresentare il ricordo delle persone morte negli anni. «Per noi simboleggia quelle persone morte in Sardegna negli anni ‘90/2000», sottolinea Brunella Mocci, presidente della Lila Cagliari. «In quel periodo fummo una delle regioni italiane più colpite rispetto al peso demografico. Per noi, il fiocco rosso e le luci accese sulla gradinata del Bastione di Saint Remy, a Cagliari, a formare un fiocco luminoso, sono il simbolo di memoria di cui abbiamo voluto mantenere vivo il ricordo, ma anche un modo per sensibilizzare al problema dell’Hiv e delle diagnosi in risalita nell’ultimo anno e, soprattutto, far sentire le persone con Hiv e le loro famiglie (che non si espongono alle manifestazioni) meno sole».

Brunella Mocci (al centro) e gli altri associati con il grande drappo rosso della Lila

Mocci spiega inoltre che «durante il biennio Covid le attività di Lila Cagliari si sono ridotte ma non si sono mai fermate, per riprendere a pieno regime durante tutto il 2022 e 2023. Questo anche per supplire alla carenza di offerta analoga dei servizi sanitari che oggi scontano il grave sforzo nel contrasto alla pandemia. Dopo la sospensione, molti servizi di prevenzione e assistenza verso le persone Hiv+ ancora oggi, dopo quasi due anni, stentano a raggiungere i livelli pre-pandemici».

Altri
Contenuti