Seduti intorno a un libro. Non è il titolo di un romanzo bensì la nuova iniziativa che ha per protagonisti i soci dell’Associazione parkinsoniani di Nuoro, i quali da quattro mesi a questa parte si riuniscono nella loro sede per un’ora e mezza di lettura. A dirla così, sembra una trama troppo semplice, che non dà ragione della bellezza dell’esperienza che chi legge e chi ascolta sta vivendo.
Il lunedì e il venerdì i soci si ritrovano per partecipare alla proposta formativa per l’anno 2023-2024. L’Associazione parkinsoniani Nuoro, sempre molto attiva nel garantire ai suoi soci attività formative ed esperienze di gruppo significative, ha aderito positivamente alla proposta della formatrice Carla Colomo di poter svolgere con loro le proprie ore di tirocinio del Master in lettura ad alta voce condivisa. Con tale dicitura si fa riferimento a un metodo sperimentato all’interno della cattedra di Pedagogia sperimentale dell’Università di Perugia, diretta dal professor Federico Batini. Questo metodo è stato definito attraverso l’esperienza pluridecennale sul campo di sperimentazione delle pratiche di orientamento narrativo di gruppo e poi della lettura ad alta voce condivisa in contesti educativi, di istruzione, sociosanitari, professionali e di volontariato, e si è giovato del contributo di migliaia di educatori e insegnanti, orientatori e operatori. Dal mese di ottobre la formatrice ha assunto la responsabilità del gruppo dei soci con malattia di Parkinson e non, impegnandosi in una relazione di cura educativa, di recupero, di assistenza, di potenziamento, di sviluppo. Presta la sua voce e il proprio corpo, mettendosi a disposizione del gruppo e delle storie, facilitando il confronto, la discussione e l’ingresso nelle storie di tutti i partecipanti. Due volte la settimana, dunque, il gruppo si riunisce in via Bach, a Nuoro, nella sede dell’Associazione per ascoltare la lettura di un libro.

Nell’ottica della progressività, uno dei principi del metodo, le proposte di lettura hanno riguardato inizialmente brevi albi illustrati, racconti di lunghezza progressiva e di complessità crescente, sino ad arrivare ai romanzi interi. Dopo la lettura, e talvolta anche durante, il momento della socializzazione è parte integrante e imprescindibile del metodo: i partecipanti, infatti, si confrontano con vivacità sul contenuto di quanto ascoltato, sulle suggestioni che ha provocato, sui rimandi, le connessioni tra la storia del libro e la propria storia, la propria esperienza della vita, il vissuto personale. Nel progredire dell’attività, continuano ad affinare l’orecchio all’ascolto e ad arricchire di profondità i loro interventi, in una pluralità di voci rispettose le une delle altre.
Ciò che si legge smuove il cuore, fa trepidare, simpatizzare con i personaggi, ma sollecita anche l’aspetto cognitivo: si ragiona, infatti, si fanno ipotesi, si ricorda, si associa un ricordo, una situazione ad un’altra, si affina il linguaggio, e si stimola la competenza verbale per rendere chiaro a tutti e motivare il proprio punto di vista. Insomma, si sollecitano le aree di sviluppo cognitivo legate alla memoria immediata, al linguaggio, all’attenzione e alla memoria differita. In questi mesi, l’incontro di lettura ha consentito, inoltre, di cementare un gruppo che aspetta il momento in cui poter stare insieme anche con la condivisione di una tisana calda e qualche dolce, in un clima di simpatia e affetto che mette in luce la specialità di questi uomini e donne, sicuramente segnati dalla malattia, ma non disposti ad arrendersi ad essa. La dimensione di gruppo, infatti, è un efficace antidoto alla solitudine dentro la quale si sentono rinchiusi tanti malati e i loro familiari. Il saluto, alla fine dell’incontro, è sempre un arrivederci alla prossima storia. Insieme, ancora, intorno a un libro.



