La gastronomia “NoiAltri”: a Cagliari l’inclusione sociale si fa (bene) anche così

Inaugurata nei giorni scorsi a Cagliari, in via Pergolesi 9°, la gastronomia inclusiva “NoiAltri”. È un progetto innovativo che promuove l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, con l’obiettivo di creare un ambiente accogliente e accessibile a tutti, dove le persone possano vivere un’esperienza di inclusione sociale e alimentare, annullando le diversità e diventando parte integrante della comunità.

Vi lavorano la chef Enrica, l’aiuto chef Valentina, i banconieri Eleonora e Alessio, gli addetti alla cucina e al banco vendita Rachele, Andrea, Valentino e Michela, insieme alla coordinatrice Vanessa. Ufficialmente l’attività aprirà al pubblico lunedì 4 marzo.

Una delle due cucine della gastronomia inclusiva “NoiAltri” di Cagliari

«Siamo tra i primi in Sardegna a curare un progetto di inclusione lavorativa di questo tipo», sottolinea Valentina Meloni, presidente della cooperativa sociale “NoiAltri” e vicepresidente della coop Controvento, associata alla Legacoopsociali. «Siamo passati dall’essere “gli altri”, gli emarginati sociali, ad avere un’identità nostra. Questo progetto è una costola di Controvento: infatti i ragazzi svolgono e continueranno a svolgere quotidianamente le attività al nostro centro diurno, dove hanno potuto fare un percorso di formazione lungo due anni. Tutte le persone, compresi i clienti, qui devono sentirsi accolte senza dover mettere da parte le caratteristiche personali o le diversità. Potranno non solo immergersi in questa esperienza inclusiva ma anche degustare prodotti alimentari di qualità, tra cui i piatti tipici della tradizione sarda, prodotti senza glutine e lattosio, piatti vegani e vegetariani. Abbiamo dedicato un’attenzione particolare alle intolleranze alimentari e a quanti fanno scelte nutrizionali differenti».

«Ci siamo affidati a un gruppo di professionisti», spiega William Salis, presidente della cooperativa sociale Controvento. «E noi, che siamo operatori del sociale, siamo partiti nella penisola per confrontarci con realtà strutturate di altre località d’Italia, le quali ci hanno dato spunti di crescita. Potrebbe sembrare un azzardo, ma in verità abbiamo studiato con attenzione le attitudini dei nostri ragazzi durante i laboratori al nostro centro diurno. Ne abbiamo selezionato cinque, per cominciare, ma non è detto che in un prossimo futuro non si possa dare la stessa opportunità ad altre persone meritevoli».

In questi giorni è partito un fundraising il quale, si spera, consentirà di acquistare un mezzo che nei prossimi mesi permetterà di effettuare la consegna a domicilio. Coloro che desiderano fare una donazione, possono cliccare l’apposito bottone al sito della cooperativa NoiAltri.

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