Capoterra, il 21 aprile Amici di Sardegna propone la Giornata ecologica a Maramura

Il Comune di Capoterra, di recente, ha concesso 10 ettari del compendio della laguna di Santa Gilla (che ricade nel territorio di sua competenza) all’organizzazione di volontariato “Amici di Sardegna”, che da anni è impegnata nella salvaguardia funzionale di vari territori dell’Isola e, nello specifico, ha collaborato attivamente alla realizzazione del primo Ecomuseo della Laguna. Quest’ultimo, realizzato alla fine degli anni ’90 al Consorzio ittico di Santa Gilla, in località San Simone, è stato operativo per oltre dieci anni e ha registrato un discreto numero di presenze. I locali sono poi stati richiesti dalla Regione, che avrebbe dovuto eseguire urgenti e improrogabili lavori di restauro.

«Ciò nonostante, Amici di Sardegna ha continuato nel tempo a realizzare una serie di attività di promozione e salvaguardia della laguna (visite guidate, laboratori, ecc.), anche in collaborazione con altre realtà come Amici della Laguna, Centro di coordinamento ambiente Sardegna, Pro Loco di Cagliari, Soprintendenza archeologica, Autorità portuale, Conservatoria delle coste, Fai, Wwf, Università di Cagliari e scuole di ogni ordine e grado di tutta l’Isola», sottolinea Roberto Copparoni, presidente dell’associazione. «Con questa concessione rinnovabile, Amici di Sardegna Odv cercherà di collaborare con tutti gli operatori che hanno interessi sulla laguna (Ceas, pescatori, agricoltori, operatori turistici) e con i residenti e quanti hanno a cuore questa straordinaria parte del compendio lagunare».

In quest’ottica si colloca la Giornata ecologica organizzata a Maramura per domenica 21 aprile alle ore 10. L’appuntamento è fissato all’area parcheggi del percorso Life, vicino al Pontile dell’ex Rumianca (chi giunge da Cagliari deve percorrere la S.S. 195 e, al km 9,200, svoltare a destra per entrare nell’area parcheggi).

«Il desiderio è quello di fare in modo che tutti si sentano investiti, più che di un generico interesse legittimo, di specifici diritti e doveri universali che stanno alla base del nostro vivere insieme, ovvero il rispetto delle risorse naturali e umane, nonché la fruizione e l’eventuale uso produttivo responsabile delle stesse, siano esse pubbliche o private», spiega Copparoni. «Vorremmo bonificare l’area e installare pannelli didascalici plurilingue sulle specificità di questa parte di laguna, senza trascurarne i suoi aspetti antropologici. Successivamente organizzeremo delle visite guidate e, su richiesta anche dei lavoratori, visite informative sulla flora e fauna lagunare e sulle tradizioni legate alla pesca».

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