Educhiamo al rispetto: la battaglia di civismo condotta dall’Auser Calasetta

Un evento per combattere la sempre più travolgente maleducazione che sta colpendo non solo i giovani, ma tutta la nostra società. L’Auser Calasetta chiama i giovani del comune per parlare di rispetto ed educazione. In occasione della Sagra del Pilau, sabato 18 maggio, alle ore 17:30, presso l’aula consiliare di Calasetta, si terrà l’incontro dibattito “Educhiamo al rispetto”, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco Calasetta.

«Dobbiamo educare al rispetto verso il prossimo, le donne e gli ultimi, senza dimenticare le cose altrui», ha affermato il presidente Auser Calasetta, Antonio Cirronis. «Le associazioni di volontariato devono supportare l’evoluzione delle società, il cambiamento in meglio».

Per l’occasione sono previsti importanti relatori: dopo i saluti di apertura del presidente Cirronis, il contributo “Generazioni a confronto: azioni riflesse” della psicoterapeuta e consigliera comunale ai Servizi sociali Laura Farris; a seguire lo psicoterapeuta Giancarlo Labate tratterà “La violenza di genere come mancanza di rispetto per l’altro”; in chiusura l’assessora regionale della Pubblica istruzione, beni culturali, sport e spettacolo, Ilaria Portas, con il tema “Combattere disuguaglianza e violenza tra i giovani: progetti e azioni della Regione Sardegna”. Tra il pubblico ospiti speciali i bambini di terza della scuola secondaria di primo grado di Calasetta, che hanno trattato il tema in precedenza durante le lezioni.

Le porte saranno aperte a tutti, ma in particolare ai più giovani che hanno ancora tanto da imparare, e ai quali tanto si può insegnare. «Sta avvenendo un preoccupante cambiamento nella società», ha aggiunto il presidente Cirronis. «Possiamo notare una carenza di educazione civica, dovuta a tantissimi motivi diversi, che influenza un po’ tutti gli aspetti del vissuto, compresi la vita familiare e l’ambiente scolastico. Questi due spazi spesso non solo non riesco a lavorare in sinergia per una crescita sana dei ragazzi, ma anzi entrano in competizione. Il risultato è il sempre peggiore rapporto genitore-insegnante, una situazione che si sta replicando un po’ ovunque». L’evento di sabato 18 maggio è solo il punto d’inizio di un percorso che mira ad essere ben più lungo. «Partiamo dai più piccoli, che sono il futuro. Parliamo di temi importanti con i più giovani, consapevoli che possiamo far passare loro un messaggio importante. Ma stiamo già progettando il futuro, e nei prossimi mesi miriamo ad organizzare altri dibattiti con un focus più specifico su temi altrettanto rilevanti come la violenza di genere e quella sugli ultimi, gli anziani e le persone con disabilità».

(testo a cura di Riccardo Mascia)

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