Troppe morti nelle strade: a Iglesias parte “A Natale ti regaliamo sicurezza”

A Natale ti regaliamo sicurezza” è molto più di uno slogan, soprattutto come questo contrassegnato da troppi incidenti stradali, in molti casi mortali. Ed è proprio dal tragico evento costato la vita ai 17enni Aurora Marcia e Riccardo Lai, lo scorso 24 novembre alle porte di Iglesias, che la Polizia locale della città mineraria ha sciolto ogni indugio e dato vita a un’iniziativa che andrebbe replicata negli altri 376 Comuni dell’Isola: una campagna informativa e formativa destinata a bambini e ragazzi, in verità rivolta a tutta la popolazione. Al fianco del corpo di Polizia anche l’associazione “Alberto Riccaboni” di Iglesias, costituita dai due genitori poco dopo la prematura scomparsa del loro figlio.

«L’amministrazione comunale di Iglesias ha voluto promuovere questa iniziativa a pochi giorni dall’introduzione delle nuove norme del Codice della strada, prevista per il 14 dicembre 2024», ha sottolineato oggi il comandante Davide Ullasci nel corso di una conferenza stampa in municipio. «Cercheremo di prendere contatto con tutto quel mondo giovanile che solitamente è difficile avvicinare. Senza prediche o minacce di sanzioni, bensì spiegando loro quali e quanti rischi si corrono oggi sulle nostre strade. Faremo un lavoro capillare nelle scuole e per la strada. Nella speranza di evitare altri incidenti, come quelli che recentemente hanno strappato giovani vite».

«Il Comune di Iglesias, da tempo, sta portando avanti una serie di interventi che accrescono la sicurezza stradale», ha precisato Francesco Melis, vicesindaco con deleghe alla Polizia locale e viabilità. «Negli ultimi due anni e mezzo, con i soli rialzi pedonali, abbiamo registrato un decremento di incidenti pari all’80%. Abbiamo previsto i nonni vigile in prossimità delle scuole e fatto alcune modifiche importanti alla viabilità cittadina, sempre per lavorare nella prevenzione. Siamo stati tutti giovani, sappiamo bene che a una certa età non si presta la dovuta attenzione alle regole e alle norme. Vogliamo dialogare soprattutto con i più giovani: per questo motivo da domani, 7 dicembre, nella centralissima piazza Quintino Sella ci sarà un presidio dei nostri agenti».

Angela Scarpa, assessora alle Politiche sociali e inclusione sociale, ha poi sottolineato che «questo progetto è coerente con la nostra mission, ma l’iniziativa è frutto di un lavoro interassessoriale, e va in un’ottica educativa e non repressiva. Desideriamo che la Polizia locale non sia vista come un nemico. Questo intervento dev’essere un esempio per la nostra comunità. Confidiamo in un uso più consapevole dei social da parte dei giovanissimi: in rete, spesso girano dei video che mostrano gare di velocità sulle strade urbane ed extraurbane. Così non si educa alla sicurezza».

L’intervento non riguarda soltanto chi sta alla guida di un’auto, bensì su scooter, monopattini a motore (anche se, in questo caso, i meno prudenti sono gli adulti e non i giovani) e biciclette. «Tutto nasce da un progetto di educazione stradale nelle scuole primarie e secondarie di Iglesias», ha spiegato Luana Vacca, assistente di Polizia locale. «Vogliamo portare un messaggio importante, consapevoli che soprattutto i bambini sono delle spugne: ricevono e a loro volta educano gli adulti, spesso redarguiscono i loro genitori quando li vedono commettere delle infrazioni al Codice della strada. Nelle nostre intenzioni c’è il forte desiderio di coinvolgere presto anche le altre forze di polizia del territorio».

Enrico Riccaboni, padre di Alberto (scomparso nel 2018 a soli 20 anni, a causa di uno scontro frontale sulla S.S. 126, all’altezza di Gonnesa), è intervenuto per ultimo in un clima di profonda commozione. Il ricordo di quell’incidente è ancora vivo, a Iglesias. «La nostra associazione ha aderito a questa iniziativa con entusiasmo perché vogliamo testimoniare quanto sia doloroso, e non solo per i familiari, una perdita del genere», ha commentato. «La vita non può trasformarsi in una roulette russa: desideriamo farlo capire a tutti, ma soprattutto ai più giovani. Devono comprendere che, a causa delle imprudenze, se non ci scappa il morto si possono comunque avere conseguenze permanenti gravi. Se riuscissimo ad evitare anche un solo incidente, potremmo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo».

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