Cagliari: riparte “Attivi Insieme” il progetto di FAP Acli dedicato agli over 65

Non sopravvivere. Vivere più a lungo significa costruire le condizioni per vivere bene gli anni che si hanno davanti, mantenendo relazioni, interessi, autonomia e un ruolo attivo all’interno della propria comunità.

In Sardegna gli over 64 erano circa 280mila nel 2005, pari al 17% della popolazione. Oggi, a distanza di vent’anni, sono diventati oltre 428mila e rappresentano il 27% dei residenti, una quota superiore alla media nazionale, ferma intorno al 25%. Le proiezioni indicano inoltre che entro il 2055 gli ultra sessantaquattrenni potrebbero arrivare a costituire addirittura il 42% della popolazione sarda.

Un cambiamento demografico profondo, che rende sempre più necessario investire non soltanto nell’assistenza, ma anche nella prevenzione, nel benessere, nella socialità e nella partecipazione attiva delle persone anziane.

È in questo scenario che si inserisce “Attivi Insieme: la strada per la longevità”, il progetto rivolto agli over 65 organizzato dalla FAP ACLI insieme alle ACLI provinciali di Cagliari, con il contributo della Fondazione di Sardegna, che da settembre prende nuovamente il via con una nuova fase di attività sul territorio.

Il nuovo percorso coinvolgerà Cagliari, Elmas, Iglesias, Mandas, Cortoghiana e Decimomannu, portando nei diversi territori un programma di attività pensato per intervenire contemporaneamente sul benessere fisico, cognitivo, psicologico e sociale delle persone anziane.

L’obiettivo è promuovere un modello di invecchiamento attivo che vada oltre la semplice dimensione assistenziale e consideri invece gli anziani protagonisti della vita delle proprie comunità, creando occasioni concrete per muoversi, incontrarsi, apprendere, coltivare interessi e continuare a costruire relazioni.

Il programma alternerà attività motorie e dedicate al benessere, laboratori creativi e ricreativi, percorsi per allenare mente e memoria, passeggiate della salute, iniziative di scoperta e valorizzazione del territorio, incontri culturali e momenti di socializzazione. Un insieme di attività pensato non solo per trasmettere strategie e competenze, ma anche per aiutare i partecipanti a utilizzarle nella vita quotidiana e a inserirsi in una rete sociale stabile. È qui che emerge il valore dell’approccio integrato del progetto: creare continuità tra ciò che viene appreso durante gli incontri e la vita di tutti i giorni, favorendo così il mantenimento nel tempo degli effetti sul benessere biologico, psicologico e sociale già osservati nella precedente edizione.

Accanto alle attività più ricreative e aggregative è prevista anche una parte strutturata di accompagnamento e valutazione. I partecipanti saranno coinvolti in una valutazione iniziale e monitoraggio di apprendimento delle competenze, insieme a training metacognitivi e percorsi sulle life skills, con l’obiettivo di osservare l’evoluzione del percorso e lavorare sul mantenimento delle capacità cognitive, psicologiche e relazionali.

«Questa nuova edizione riparte dall’esperienza maturata nel precedente percorso di “Attivi Insieme”, che aveva coinvolto complessivamente circa 150 anziani, di cui 133 hanno partecipato con continuità alle attività proposte, mentre 39 persone sono state incluse nel campione di ricerca sul quale sono stati raccolti e analizzati i dati – spiega Francesca Garau, psicologa e referente del progetto –. I risultati ci hanno restituito segnali incoraggianti, con miglioramenti nelle capacità cognitive, in particolare memoria e attenzione, accompagnati da un lieve incremento del benessere psicologico e da una riduzione dei livelli di solitudine e dei sintomi depressivi. Ma uno degli aspetti più importanti del progetto è il suo carattere “ecologico” e di sistema: non ci limitiamo a insegnare strategie cognitive o competenze specifiche, ma lavoriamo perché queste possano essere utilizzate nella vita di tutti i giorni, inserendo allo stesso tempo le persone anziane in una rete di relazioni e occasioni di partecipazione. È proprio questa continuità tra ciò che viene appreso durante le attività e la quotidianità che può contribuire, come suggeriscono gli studi sul campo e come abbiamo osservato nella precedente edizione, al mantenimento nel tempo degli effetti sul piano biologico, psicologico e sociale. Considerando inoltre che i partecipanti partivano mediamente da buone condizioni, il valore del progetto emerge soprattutto sul fronte della prevenzione, del mantenimento e del rafforzamento del benessere, prima che possano manifestarsi fragilità più marcate».

In una regione nella quale l’allungamento della vita e la diminuzione delle fasce più giovani stanno modificando profondamente la struttura della popolazione, la sfida diventa quella di trasformare la longevità in una risorsa: non soltanto aggiungere anni alla vita, ma contribuire ad aggiungere qualità, relazioni e partecipazione agli anni.

«Con questa nuova edizione vogliamo fare un passo avanti, migliorando ulteriormente la proposta e lavorando soprattutto sulla sostenibilità del progetto, perché l’obiettivo è fare in modo che esperienze come questa possano avere continuità nel tempo. Anche per questo daremo la possibilità a chi partecipa e crede nel valore delle attività di sostenerci attraverso la delega FAP ACLI – dice Giacomo Carta, presidente delle ACLI provinciali di Cagliari –. Allo stesso tempo, però, i dati che abbiamo raccolto e quelli sull’evoluzione demografica della Sardegna ci dicono che non possiamo pensare di affidare tutto alla capacità del Terzo Settore di trovare risorse. Credo sia necessario un investimento sempre più strutturale da parte delle istituzioni sulle politiche per l’invecchiamento attivo. Investire in prevenzione, socialità e benessere significa migliorare la qualità della vita degli anziani, ma può rappresentare anche un’opportunità di sviluppo per i territori, creando nuovi servizi e nuove occasioni di lavoro, soprattutto per i giovani. È una sfida che riguarda tutta la comunità e sulla quale pubblico e Terzo Settore devono riuscire a lavorare insieme».

Le attività di “Attivi Insieme: la strada per la longevità” prenderanno il via nel mese di settembre 2026. La partecipazione è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili. Chi desidera in ogni caso sostenere le attività della Federazione Anziani e Pensionati delle Acli e contribuire alla realizzazione di iniziative dedicate alle persone anziane può scegliere, in maniera del tutto volontaria, di sottoscrivere la delega FAP ACLI. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il numero 337 110 4992 oppure scrivere all’indirizzo attivinsieme@aclicagliari.it.

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