«Unità di intenti e valori»: questa la grande motivazione che ha spinto Casa Emmaus Iglesias e Casa dei Giovani Bagheria a collaborare per l’apertura de “Le due Isole”, centro di ascolto e orientamento per persone con problematiche legate alla dipendenza e tossicodipendenza. Il nome rappresenta il legame ormai longevo tra le due comunità di Sardegna e Sicilia, che si stringe ulteriormente grazie alla struttura inaugurata proprio in concomitanza con il 40° anniversario della Casa dei Giovani.
«Una sinergia nata anni fa che oggi si rafforza per contrapporsi all’emergenza crack e alla carenza di strutture in Sicilia, in particolare quelle per la cura di pazienti con doppia diagnosi, cioè che presentano anche disturbi di tipo psichiatrico», spiega Fernando Schirru, coordinatore della Comunità donne di Casa Emmaus. «Si reputava necessaria la presenza di un luogo dove le persone con dipendenze potessero essere ascoltate e indirizzate verso servizi adeguati ai loro bisogni, in concertazione con il settore pubblico, Dsm e Sert».

Per mettersi in contatto con le strutture il numero gratuito è il 349-9772081, attivo h24, a cui è possibile rivolgersi per iniziare il percorso riabilitativo. Si prosegue poi con i colloqui personali gestiti dalle équipe specializzate. «Il punto principale è lavorare sulla motivazione del paziente, per poi orientare verso la struttura più idonea in Sicilia o in Sardegna ed evitare i drop out», sottolinea ancora Schirru.
Il supporto di Casa Emmaus rappresenta una grande speranza per tutti i pazienti siciliani con doppia diagnosi, che finalmente potranno disporre di strutture per curare al meglio la propria riabilitazione. La cooperativa sociale di Iglesias in 35 anni di attività è diventata la casa per circa 10.000 ragazzi con problemi psichiatrici, dipendenze patologiche e disturbi alimentari, ma anche migranti, detenuti, minori o persone in gravi condizioni di povertà. La comunità sarda pensa già al futuro: «Stiamo ragionando su altri progetti di inserimento sociale e di miglioramento del centro crisi. Lavoriamo in maniera coesa ed unità, con generosità e rispetto nei confronti degli altri».
(articolo a cura di Riccardo Mascia)




