I conflitti nel mondo si moltiplicano anziché attenuarsi. Una corsa agli armamenti che soddisfa soltanto gli industriali del settore ma complica il dialogo tra i popoli. Una preoccupazione che riguarda tanti, anche coloro non direttamente coinvolti nelle guerre, al punto da spingere Papa Francesco a prendere posizione in più di un’occasione. «Quando Dio ha fatto l’uomo, ha detto di prendere la terra, di farla crescere, farla bella. Lo spirito della guerra è il contrario: distruggere, distruggere… distruggere tutti. Uomini, donne, bambini, anziani, tutti», ha detto il Pontefice.
Le Acli regionali della Sardegna, in linea con la visione di Papa e con il loro lavoro di sempre, hanno deciso di proporre un “PerCorso di educazione alla pace” aperto a tutti. L’iniziativa si articola in quattro momenti formativi e un concerto per la pace destinati a giovani, formatori, insegnanti, genitori e a tutti coloro che svolgono il ruolo di educatori, formalmente o informalmente. Lo scopo è quello di favorire la pace ed il rispetto degli altri mediante il sostegno delle giovani generazioni e di chi svolge ruoli educativi. Attraverso questo percorso, si intende fornire strumenti teorici e pratici per la cura della comunità, dell’ambiente e del mondo in generale, favorendo la gestione nonviolenta delle relazioni e l’accettazione della diversità in ogni sua forma.
Si partirà il 4 aprile con una riflessione introduttiva e articolata sulla geopolitica e sulle molteplici cause dei conflitti attualmente in corso nel mondo. Il percorso proseguirà con un laboratorio sulla gestione nonviolenta dei conflitti, che permetterà ai partecipanti di sperimentare in maniera attiva e concreta le tecniche della nonviolenza. Attraverso questo workshop si intende promuovere l’uso di strumenti concreti sulla gestione positiva delle differenze e dei conflitti interpersonali. Il terzo appuntamento sarà focalizzato sulle caratteristiche della violenza, sulla differenza tra violenza e conflitto, sulle tecniche volte a favorire lo sviluppo della competenza conflittuale. Infine, sarà illustrato il metodo “Litigare bene”, ideato da Daniele Novara, fondatore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, come antidoto alla violenza. Prima della fine del corso ci sarà un Concerto per la Pace con il Coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari. Il quarto ed ultimo appuntamento sarà dedicato al racconto dell’attuale e concreto esempio di azioni volte all’ affermazione della verità e giustizia sociale e portate avanti dal collettivo “El Periscopio”. Si tratta di un’associazione civile formalmente costituita nel 2003 in Argentina da un nutrito gruppo di ex prigionieri politici detenuti, tra il 1974 ed il 1979, nel carcere di Coronda (provincia di Santa Fe). A rappresentarli saranno presenti Augusto Saro e Ana María Egüez, due dei 70 autori del libro “Grand Hotel Coronda”. Quei giovani che allora avevano tra i 16 ed i 35 anni, sono oggi veterani dell’ultima dittatura civile-militare, sopravvissuti al terrorismo di Stato che ha prevalso in Argentina tra il 1976 e il 1983.
Il programma del corso
– Giovedì 4 aprile: sede Acli di Cagliari, via Roma 173 – ore 16:30
Primo incontro: Geopolitica dei conflitti. Uno sguardo sulle guerre attualmente presenti nel mondo, tenuto da Matteo Meloni.
– Martedì 23 aprile; sede Acli di Cagliari, via Roma 173 – ore 15/19
Secondo incontro: Introduzione alla gestione nonviolenta dei conflitti, a cura di Iole Madeddu.
– Sabato 4 maggio: Teatro Sant’Eulalia di Cagliari, via del Collegio 2 – ore 9/14h e 14:30/17:30
Terzo incontro: L’alfabetizzazione al conflitto come educazione alla pace, condotto da Daniele Novara e Marta Versiglia.
– Giovedì 9 maggio: chiesa Sant’Eulalia di Cagliari, via del Collegio 2 – ore 20:30
Concerto per la Pace del Coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari, diretto dal Maestro Giovanni Andreoli
– Venerdì 14 giugno: sede Acli di Cagliari, via Roma 173 – ore 18:30
Quarto incontro: presentazione del libro “Grand hotel Coronda. Racconti di prigionieri politici sotto la dittatura argentina, 1974-1979”.
Da sempre la Acli si adoperano come operatori di pace. Questo vuol dire studiare per capire meglio il mondo, applicare tecniche per migliorare le relazioni umane ed evitare conflitti, sviluppare una coscienza critica su ciò che avviene nella propria realtà o a livello internazionale.




