“Dall’io al noi”: il senso di comunità nel percorso formativo Arcat Sardegna

Cosa ha regalato ai 40 corsisti presenti la settima edizione del Corso monotematico “Sconfinamenti”?Sicuramente sostegno e conforto, ma anche un momento di sfogo e confronto sui tantissimi temi sociali che invadono televisioni e social network, e incupiscono le nostre giornate. 

D’altronde lo suggerisce il nome stesso: “Dall’io al noi”, perché solo unendo i singoli punti di vista si può prendere visione dell’intero contesto. È questa la filosofia che Arcat Sardegna (Associazione Regionale Club Alcologici Territoriali) ha posto alla base del suo percorso formativo, tenutosi dal 6 all’8 giugno presso la Casa Provinciale della Congregazione delle Figlie della Carità di Cagliari, co-progettato e sostenuto dal CSV Sardegna. 

«Ci si è incontrati per confrontarsi sul tema “Cambiare lo sguardo: dall’Io al Noi”, con le consuete modalità proprie di questa esperienza formativa, caratterizzata dal lavoro in piccoli gruppi e da momenti di riflessione comunitaria, secondo le pratiche del modello ecologico sociale – hanno spiegato i volontari dell’associazione – Ci si è soffermati a riflettere su come affrontare con sguardo rinnovato le sfide del disagio, della sofferenza e della cura, che sempre più spesso ci troviamo a fronteggiare nelle nostre comunità, e si è concluso che non ci si può più limitare a posare uno sguardo frettoloso o semplicemente curioso sulle difficoltà che tutti insieme stiamo attraversando; che questo cambiare lo sguardo è un impegno profondo, una chiamata all’azione perché solo dalla condivisione delle comuni esperienze si può imparare e crescere insieme.»

Uno scatto del corso “Sconfinamenti”

Il valore della comunità, del dialogo e della condivisione al centro di una formazione che ha come scopo la crescita non solo del volontario, ma anche e soprattutto della persona. È il sopracitato approccio ecologico sociale legato al metodo Houdolin, che prende il nome dall’eponimo psichiatra jugoslavo, padre delle comunità terapeutiche e del modello dei “Cat”, i Club Alcolisti in Trattamento. Ma per ricercare un diverso livello di efficacia, lasciare un segno profondo nel sociale, non è possibile restare all’interno del proprio Cat, è necessario – come in questo caso – creare momenti di incontro più ampi tra i diversi club affiliati: «Solo attraverso questo impegno, che è responsabilità e cura, si può costruire una società più compassionevole e giusta; in tal modo si può divenire una Comunità capace di cambiare insieme lo sguardo: di pensare con il “noi”, invece che con semplici “io” – raccontano gli attivisti di Arcat” – I partecipanti hanno condiviso il ricordo e l’insegnamento del prof. Hudolin che ricordava come “il cambiamento vero e proprio deve avvenire nella comunità locale e non è sufficiente quello che si ottiene nel club”, pertanto è necessario e urgente avviare, tutti insieme e a partire da ciascuno, fattive relazioni di cooperazione e di scambio continuo per prenderci cura piena del benessere comunitario, sollecitando in questo impegno anche le Istituzioni.»

Condivisione non solo trai club della stessa rete; il “noi” si allarga anche a chi sostiene dall’esterno il progetto, riconoscendone il valore e l’importanza. «Un sentito ringraziamento al Centro Servizi per il Volontariato CSV Sardegna per aver creduto in questa proposta formativa fornendo sia l’adeguato sostegno finanziario che l’intero corredo di materiali per la documentazione e la partecipazione attiva per un proficuo lavoro individuale e di gruppo; all’Associazione Albeschida ed agli amici-attori che, con la loro rivisitazione di “Uno, Nessuno, Centomila” di Pirandello hanno fatto vibrare le corde della riflessione restituendo un’immagine potente della nostra capacità di essere tanti e uno allo stesso tempo, e alla Superiora Suor Teresina e con lei alle Suore della Congregazione delle Figlie della Carità della Casa Provinciale di Cagliari, che con affetto e dedizione hanno ospitato ed hanno reso questa maratona formativa ancora più significativa.»

Appuntamento al 2026, sempre tra maggio e giugno, per l’ottava edizione di “Sconfinamenti”, con il tema “Radici e orizzonti: verso la pace e la giustizia sociale”.

In foto uno dei tanti lavori di gruppo svolti

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