Fiera del libro, a Iglesias seimila visitatori in quattro giorni: una festa della cultura

Seimila persone tra bambini, ospiti e appassionati della lettura hanno partecipato alla nona edizione della Fiera del Libro di Iglesias, con un’ottima affluenza di pubblico nei quattro giorni di eventi, masterclass e laboratori che dal 16 (data di partenza di alcune attività collegate alla Fiera, il cui inizio è stato il 22) al 24 aprile hanno offerto tanti spunti di riflessione e momenti di approfondimento culturale, culminati il 25 aprile in un tripudio di magia con varie attività dedicate a Harry Potter.

A partire dal tema di quest’anno, comune a tutta la RetePym, l’Attenzione è stata declinata nei modi più svariati, come ha sottolineato Marco Belli in apertura del Festival. Non sono mancate critiche e autocritiche ad alcuni aspetti della società, a volte carente di attenzione verso le esigenze del cittadino: la poca cura del fondamentale rapporto tra insegnante e studenti, la disattenzione verso le censure e il potere usato illegittimamente, il disimpegno nella cura del territorio ne sono validi esempi.

In queste immagini, alcuni momenti della nona edizione della Fiera del libro di Iglesias

«Senza attenzione, nessun contenuto – per quanto ricco importante o urgente – può essere comunicato», commenta Livio Milanesio che ha seguito due masterclass con i ragazzi delle scuole coinvolte. «Eppure, viviamo tempi nei quali i motivi di distrazione sono infiniti, nei quali si scivola sempre più velocemente sulla superficie delle cose dedicando a ciò che ci si presenta davanti agli occhi solo uno sguardo affrettato. L’attenzione è diventata una merce sempre più rara, quasi introvabile. Per queste ragioni il tema dell’attenzione è cruciale, a cui va dedicato del tempo. Trovare il tempo e un luogo nei quali esercitare l’attenzione è un atto vitale per la cultura e per noi stessi, un atto controcorrente, coraggioso ma soprattutto necessario».

Anche don Antonio, parroco di Portoscuso, ha voluto approfondire il tema dell’attenzione attraverso la contemplazione della natura come esercizio di spiritualità e tensione a una complessità che non si può ridurre o sopprimere, nemmeno con l’uso incauto del linguaggio. Carmen Lasorella ha invece sottolineato come, facendo un po’ di attenzione, le diversità fra popoli non sono poi così nette e divisive.

Lucio Luca, in dialogo con Stefano Lamorgese, ha ricordato di prestare attenzione alla cronaca giudiziaria e a un particolare scandalo che ha investito l’Italia dell’Antimafia palermitana. Piergiorgio Pulixi, eccellente penna della scuola di Massimo Carlotto, ha ricondotto l’attenzione sulle due facce dell’amore, quello costruttivo e quello distruttivo, parlando anche di femminicidi e di tutte le vittime, anche quelle indirette, di un fatto di sangue, raccontando l’Italia dal punti di vista della cronaca nera.

Se Riccardo Cavallero, Matteo Pinna, Rocco Pinto e tanti librai e bibliotecari italiani (compr4si quelli che lavorano all’estero) hanno fatto il focus sullo stato dell’editoria e della distribuzione del libro nel territorio nazionale, Antonio Manzini ha focalizzato l’attenzione del suo nutrito pubblico al teatro Elettra sul ricorrente cortocircuito tra legge e giustizia, lasciando convivere ferocia e ilarità romanesca.

Matteo Giusti, invece, si è dedicato a un’ampia e ben argomentata panoramica sull’impegno italiano in Africa a livello militare, economico e geopolitico. «Un viaggio attraverso le trasformazioni del continente con la maggiore crescita demografica ed economica del globo», ha concluso Giusti, ospite ormai fedele della Fiera, proprio per sollecitare la necessaria attenzione del pubblico verso le questioni internazionali che sembrano lontane ma non lo sono.

«La cosa più impensabile dell’attenzione è che non la si conquista chiedendola, ma dandola», è stato il parere di Gianmarco Parodi al termine della sua esperienza dei laboratori di scrittura con gli studenti. «Questi giorni hanno rappresentato per me un insegnamento unico, mi hanno reso attento al particolare e fatto incontrare persone che me lo hanno insegnato. L’attenzione soprattutto dell’organizzazione, tutti i nomi, che hanno reso questo momento pieno di cose da dare, appunto».

«Durante la nona edizione della Fiera del Libro di Iglesias, abbiamo visto succedere qualcosa di straordinario alla città di Iglesias: il pubblico è diventato comunità e ha manifestato il piacere di partecipare, con moltissime iniziative spontanee, di stare insieme, di ascoltare (cioè prestare Attenzione), di ragionare sui temi proposti», commenta Eleonora Carta. «Ed è andata avanti per tutti e i quattro i giorni, in un crescendo costante e meraviglioso. Noi di ArgoNautilus crediamo di essere riusciti a catalizzare un’energia che sul territorio esiste e aspetta solo occasioni per manifestarsi. Se siamo stati bravi, lo siamo stati nel creare questa occasione; nel disegnare un programma che andasse incontro a gusti ed esigenze differenti; nel coinvolgere tutte le scuole del territorio, dall’infanzia fino alla Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias oltre che le biblioteche, tantissime librerie nazionali e internazionali, editori e operatori culturali. E nello scegliere libri importanti e significativi, nonché ospiti che hanno portato un contributo che è andato molto oltre il singolo intervento, e che hanno scelto di vivere la Fiera costruendola insieme a noi: portando sostanza, contenuti, entusiasmo e complicità».

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