I concerti dell’Oma Community Music di Carbonia, la carica dei 100+1

Prosegue l’estate dei concerti nel Sulcis Iglesiente in compagnia dell’Oma Community Music di Carbonia. Dopo l’esordio stagionale che si è tenuto lo scorso 2 luglio a Nuxis, altri tre appuntamenti sono in programma nel corso di questo mese (tutti con inizio alle 21:30): il 5 agosto in piazza Quintino Sella a Iglesias, il 18 agosto all’Anfiteatro di piazza Marmilla a Carbonia e il 26 agosto nel Lungomare Cristoforo Colombo di Portoscuso. Tre scenari completamente diversi tra di loro ma ugualmente significativi per il messaggio che propone questa laboriosa realtà diretta dal Maestro Paolo De Liso, musicista, docente e ricercatore musicale, che ha escogitato per i suoi allievi un sistema di insegnamento basato sulla reciprocità pedagogica del dialogo e sullo sviluppo delle capacità naturali delle singole persone, ognuna con la propria diversità. Nel tempo ha messo su un’orchestra di oltre un centinaio di elementi, che non sono musicisti professionisti ma vengono formati all’interno dei corsi che la stessa Oma promuove e gestisce: con grande passione e tenacia stanno ottenendo egregi risultati.

L’Oma Community Music opera nel Sulcis Iglesiente da circa una decina d’anni: dapprima come scuola di musica, poi nelle scuole primarie e secondarie con laboratori di musica e riciclo dei materiali e, in seguito, in modalità itinerante nei paesi di tutta la provincia. Gli allievi, di ogni età e provenienza, vanno a confluire in un’autentica Big Band che si esibisce nelle piazze più importanti del territorio, fino a superare, nel 2019, i 100 musicanti. Va precisato che il Maestro De Liso lavora soprattutto nei quartieri che hanno meno spazi di ritrovo per i giovani.

Oltre agli strumenti musicali tradizionali si è aggiunta l’opera innovativa di Sergio Meloni, attraverso le “disinneddas”, uno strumento ideato e realizzato per disegnare e “far suonare” le tracce del disegno, descrivendo con suoni e colori originali ogni brano musicale. L’effetto che si ottiene è una vera e propria serie di fotogrammi unici sui quali rimane l’impronta delle emozioni suscitate nel corso del concerto.

La comunità culturale Oma (acronimo che significa Opus Music & Art) rappresenta un modello, un esempio virtuoso, una realtà identitaria di coesione sociale e sviluppo sostenibile applicato alla realtà in continuo cambiamento, secondo la prospettiva del raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.

La Oma Community Music partecipa alla campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione del progetto “Salute unica e cittadinanza scientifica” promossa dal ministero della Salute. Il progetto Oma, infatti, è oggetto di uno studio pilota di ricerca-azione partecipata della Scuola di specializzazione di Psicologia della salute dell’Università di Cagliari e viene di volta in volta presentato in contesti accademici riconosciuti di rilevanza nazionale e internazionale.

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