«La definizione del logo TandeMori è il risultato del sentire dei partecipanti all’attività, volutamente protagonisti dell’esperimento sociale. Ci siamo identificati in un peluche imperfetto, ma forte, diverso dai peluche standard, un mostriciattolo: una bambolina voodoo carica di potenza, quella stessa potenza mistica, ancestrale della bestia, del Mamuthones o dei Merdules che a tratti hanno grande potenza, ma incutono tanta paura. Noi siamo diversi, imperfetti, per certi aspetti “sfortunati”, ma abbiamo i super poteri e insieme diventiamo mitici eroi. Da qui la necessità di riportare sul logo, l’ambiente, protagonista dell’attività, che ci permette di stare per ore sul tandem: strade scoscese e impervie, le montagne, gli stagni, il mare. La Natura, che anche col vento e i 48°C è stata la sinfonia di lunghe e difficili pedalate, linfa vitale dell’attività. La Sardegna, paradiso incontaminato selvaggio di rituali antichi, di tradizione e simbologia pagana, è stata richiamata ed identificata fin da subito».

Carla Sirigu, esperta in grafica e comunicazione dell’associazione Domu Mia, spiega così il logo realizzato per caratterizzare l’attività con i tandem lanciata in queste settimane dalla operosa realtà di Muravera presieduta da Ninni Santus. Ieri notte, nel corso di una manifestazione riservata a tutte le società sportive della cittadina del Sarrabus, anche Domu Mia si è ritagliata uno spazio importante nella piazza principale. Il suo gazebo è stato un punto di riferimento per gli abitanti di Muravera e per i numerosi turisti che, dopo cena, si sono ritrovati in pieno centro per trascorrere qualche ora al fresco. I volontari, guidati dal coordinatore Andrea Camedda, hanno illustrato le peculiarità di questa iniziativa sociale sulle due ruote, resa possibile soprattutto grazie al finanziamento ottenuto dalla Fondazione Vismara e alla stretta collaborazione con i TanDemoni della Cycling Pangea di Mirano (Città metropolitana di Venezia).

«Noi siamo i Mori sui tandem, i TandeMori», sottolinea ancora Sirigu. «Ci riallacciamo agli ideatori del progetto, i TanDemoni, che pedalano in cerca delle origini della vita. Noi invece pedaliamo sull’Isola a contatto con le nostre origini antichissime. Nascono così quattro anime bestiali imperfette, dai tratti paleolitici, con la bandana da ciclista, mori animaleschi, mitici, antichi ma moderni. Rievocano graficamente il triangolo, il telaio del tandem, con occhi circolari come le 2 ruote del mezzo e il circolo vitale che ci rende bestiali e unici. I mori sono collocati a specchio, sulla scritta TandeMori, così come Guida e Atleta si rispecchiano sulla canna del mezzo tandem: senza questa reciprocità, non ci sarebbe movimento, non ci sarebbe vita. Questa disposizione dei mori forma una croce sul campo centrale proprio per rievocare la croce della bandiera della Sardegna, caricando così il logo di tutti i simboli che la nostra terra ha in sé. Essere speculari, mettersi al posto dell’altro, sentirsi in contatto spirituale ed energetico: questo è l’obiettivo della nostra attività di gruppo. Tutti i tandem vivono in simbiosi: da qui la necessità di avere un logo che, se moltiplicato come pattern, potesse generare nuove possibilità, quindi altro rispetto al singolo, diventare nuova energia pura e sconosciuta, quella che si crea pedalando in tandem tutti insieme: la vera essenza della terapia. Per il gruppo TandeMori comunicare è fondamentale. La guida e l’atleta possono convivere insieme sul mezzo tandem soltanto attraverso l’empatia e l’ascolto, per questo l’attività in ambiente preposto apre scenari interessanti dal punto di vista antopologico e sociale, e si pone come filosofia e identità del gruppo».

«Continuiamo con autentica convinzione a costruire reti con altre associazioni e organizzazioni sarde e della penisola», sottolinea il presidente Santus. «Il progetto “Pedala e vai!” consente a tante persone con disabilità di varia natura di vivere un’esperienza sulle due ruote, che altrimenti non potrebbero fare. Ovviamente, con l’ausilio delle nostre guide addestrate specificatamente. Questo consente l’inclusione sociale di tante persone di tutte le età. In questa direzione va anche la collaborazione avviata con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti, che sta sensibilizzando numerosi associati di tutto il Sarrabus Gerrei e invitandoli ad avvicinarsi al tandem. Con l’Uic stiamo portando avanti anche altre iniziative: abbiamo messo a sua disposizione la nostra sede per illustrare alla popolazione i servizi dell’ente e le opportunità riservate dalle normative vigenti a coloro che hanno gravi problemi alla vista».



