Locatelli: «Disabilità, la Sardegna è un esempio per i piani personalizzati»

Il primo amore non si scorda mai. E il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, non si è di certo dimenticato della lunga esperienza all’Anffas, l’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, nella quale ha svolto anche il ruolo di direttore, in Lombardia. Infatti, alla sede Anffas di Selargius, ieri mattina ha aperto la sua full immersion di due giorni in Sardegna, per conoscere di persona alcune delle più belle realtà del Terzo settore isolano. Il ministro Locatelli, ha accolto con piacere l’invito dell’Associazione Bambini Cerebrolesi – Abc Sardegna. Ieri mattina ha visitato anche due sedi di Domus de Luna (Exmè e Codice Segreto), prima della pausa pranzo alla Locanda dei Buoni e Cattivi, dove lavorano numerose persone con disabilità seguite dalla stessa Fondazione di Ugo Bressanello. Di pomeriggio l’inaugurazione del Laboratorio di vita indipendente di Abc Sardegna, in via Giudice Mariano 49, a Cagliari. Successivamente, il ministro Locatelli si è recato a poche centinaia di metri di distanza, al THotel, per partecipare al primo dei due convegni organizzati dall’associazione presieduta da Luisanna Loddo (l’altro è in programma oggi a Sassari (Palazzo della Provincia, sala Angioy, inizio alle 17:30), entrambi sul tema “Progetti individuali per le persone con disabilità: si può fare!”.

Non meno impegnativa la giornata di oggi, con le visite in Ogliastra (OgliastraInForma, a Lanusei) e Nuorese (Progetto Uomo, a Nuoro), prima di recarsi a Sassari. La notizia rimbalzata nella notte di avantieri da Roma, in merito all’approvazione alla Commissione V del Senato dell’emendamento all’articolo 40 del disegno di legge di bilancio sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, si inserisce alla perfezione in questa due giorni sarda. Ieri pomeriggio, intrattenendosi con i giornalisti delle testate regionali, Locatelli ha infatti sottolineato che «l’istituzione del Fondo unico Disabilità è un grande risultato, ma c’è ancora tanto da fare. Dobbiamo semplificare ulteriormente le procedure per le persone con disabilità e i loro familiari. Non è accettabile che debbano rimbalzare da un ufficio all’altro, come se non fossero di per sé sufficienti e faticose le problematiche che affrontano ogni giorno. Oppure, che le persone con disabilità gravissime debbano sottoporsi ogni anno ad accertamenti medici. È comunque in corso un cambio di prospettiva, ed è inarrestabile».

«Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione del ministro Locatelli tutta l’esperienza della Sardegna con questi momenti dedicati alla progettazione individualizzata per le persone con disabilità che, grazie alle battaglie partite dal basso, da oltre 20 anni vede la nostra isola e le sue istituzioni sociali e politiche quale eccellenza italiana nel settore», ha commentato con una punta di legittima soddisfazione Luisanna Loddo, presidente di ABC Sardegna. «Adesso è il momento che lo Stato italiano renda disponibili i progetti di vita per le persone con disabilità per tutta l’Italia: siamo sicuri che la Sardegna nel suo complesso (dalle famiglie alle persone con disabilità, dalle istituzioni alle imprese sociali e al mondo del Terzo settore) possa offrire un contributo di esperienza a tutto il Paese».

Da sinistra: il ministro Alessandra Locatelli, Francesca Palmas e Marco Espa (Abc Italia)

«Ringraziamo il ministro Locatelli per la sua sensibilità e per aver accolto il nostro invito», ha detto Marco Espa, presidente di ABC Italia. «Ora occorre il sostegno di tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione compatti, affinché siano individuate altre risorse. La Sardegna, da anni, propone un modello che può essere replicato in tutta l’Italia. Ma, per riuscirci, occorrono ulteriori fondi. Che non possono arrivare direttamente da questo ministero, in quanto è senza portafoglio».

Il ministro Locatelli ha annunciato che il 1° gennaio 2025, in sei province italiane, partirà una sperimentazione che sarà accompagnata dalla necessaria formazione (questa in tutto il territorio nazionale) degli operatori della pubblica amministrazione che si occupano di disabilità, in modo che dal 1° gennaio 2026 possano essere applicate in maniera uniforme le normative e le leggi di settore.

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