18 incontri totali, 6 associazioni coinvolte, quasi 100 volontari formati, che porteranno sul territorio nuove esperienze e competenze; sono questi i numeri di “Imparo per Agire”, l’importante corso di formazione che ha visto le sedi Auser di San Giovanni Suergiu, Iglesias, Masainas, Portoscuso, Villamassargia e Siliqua impegnate in un percorso, co-progettato con il Centro Servizi Volontariato (CSV) Sardegna, iniziato il 19 maggio scorso e che vedrà il suo atto conclusivo venerdì 3 ottobre. A far da teatro al gran finale per questa edizione di esordio la sede Auser San Giovanni Suergiu di via Vincenzo Bellini n° 2, che dalle ore 16 accoglierà i corsisti per tirare le somme di un’iniziativa che ha tutte le carte in regola per diventare esempio e apripista per esperienze simili nella grade rete delle Auser isolane.
L’onere e l’onore di introdurre la serata sarà a carico del presidente Auser San Giovanni Suergiu Sergio Madeddu, coordinatore del progetto; a seguire le testimonianze dei volontari delle sedi coinvolte, accompagnate dagli interventi dei formatori del corso. In coda spazio ai saluti istituzionali, a partire con le amministrazioni comunali che hanno sostenuto il progetto, proseguendo con gli interventi della presidente del Centro Servizi Sardegna ODV, ente gestore del CSV Sardegna, Lucia Coi, e del presidente regionale Auser Sardegna Andrea Curcas, che chiuderà la fase congressuale. Spenti i microfoni, seguirà un piccolo buffet per i presenti, pretesto perfetto per vivere un (ulteriore) momento conviviale per volontari e non.

Sarà compito arduo raccontare tutte le sfumature di “Imparo per Agire”, e non per una mera questione “quantitativa”: nei quattro mesi di corso, i volontari, tornati tra i banchi, hanno avuto la possibilità di ascoltare esperienze di spessore, confrontandosi con insegnanti di prim’ordine; tra professionisti formati in diritto, in reti di servizi territoriali, psicologia, informatica, senza dimenticare gli esperti locali del “Filo d’argento”, i formatori hanno avuto modo di mettere la loro esperienza a disposizione dei volontari e conseguentemente della comunità, grazie al supporto di una rete solida e soprattutto matura.
Non sorprende la dedizione di Auser nel puntare sulla formazione dei propri attivisti: come si può leggere nella Carta dei Valori «I’Auser è un’Associazione tesa alla valorizzazione delle persone e delle loro relazioni, ispirata a principi di equità sociale, di rispetto e valorizzazione delle differenze, di tutela dei diritti, di sviluppo delle opportunità e dei beni comuni».
Nondimeno troppo spesso il fondamentale ruolo della formazione viene messo in secondo piano, sottovalutando la difficoltà che si può riscontrare nell’adattarsi a nuovi contesti, a problemi moderni che vanno studiati con occhi diversi, abbandonando al passato vecchi schemi mentali; e non può passare inosservata l’evidente voglia di crescere e migliorare, anche dopo tanti anni di volontariato.
“Rafforzare gli aspetti operativi della rete, omogeneizzando e consolidando i processi di intervento rivolti alla popolazione anziana ed allargare la rete ad altre organizzazioni; accrescere le competenze dei volontari Auser aderenti all’iniziativa; aumentare la presenza e l’efficacia dell’azione volontaria verso gli anziani.” Negli obiettivi programmati per il corso è ben leggibile quanto la rete sia attenta alla cura di chi si prende cura, alla crescita del volontario e della persona; ed ecco che ciò che viene letto nella Carta dei Valori prende ancor più importanza, perché realmente impattante. D’altronde, come le stesse associazioni ricordano, non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti, ma di principi che motivano l’azione e le iniziative di tutti i volontari che collaborano all’interno delle Unità Locali Associative, in Sardegna e in tutta Italia.




