Iva e Terzo settore, ecco che cosa cambierà per gli Ets dall’1 gennaio 2025

Che cosa cambierà dall’1 gennaio 2025 sotto il profilo dell’Iva nell’ambito del Terzo settore? Un approfondito servizio di Cantiere del Terzo settore, a firma di Chiara Borghisani, illustra le novità introdotte dal decreto legge n. 146 del 2021, con una serie di modifiche all’art. 4 del cosiddetto “Decreto Iva” (il Dpr n. 633 del 1972) che di fatto hanno riscritto integralmente il testo. Di fatto si prevede che le disposizioni contenute nel documento vadano ricomprese nel novero delle prestazioni oggettivamente nell’Imposta sul valore aggiunto, alcune nel regime di esenzione e altre confluite direttamente nel regime di imponibilità. Per avere il quadro di come sono cambiate le disposizioni di cui agli articoli 4 e 10 del Decreto Iva, è possibile consultare la tabella cliccando qui.

Tali disposizioni avrebbero dovuto entrare in vigore, inizialmente, il 1° gennaio 2022. Poi sono state prorogate all’1 gennaio 2024 e successivamente, con un susseguirsi di disposizioni di proroga, all’1 gennaio 2025. Va precisato che lo stesso decreto legge n. 146/2021 ha previsto una novità importante per Odv e Aps, introducendo la possibilità di utilizzare il regime forfettario dei contribuenti minimi per le operazioni rilevanti ai fini Iva svolte da queste due tipologie di enti. Tale previsione è entrata in vigore lo scorso primo gennaio ed è quindi già operativa.

Per leggere il servizio di Cantiere Terzo settore, cliccare qui.

Credits: foto di Ibrahim Boran su Unsplash

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