Servizio Sanitario Regionale, diabete: al via la copertura medica per il glucagone spray

Una vittoria per le quasi 13mila persone affette da diabete di tipo 1, oltre che per i circa 14mila pazienti con diabete di tipo 2. Il glucagone spray nasale avrà copertura medica da parte del Servizio Sanitario Regionale. A deciderlo la Giunta regionale che lo scorso giovedì 26 settembre ha approvato il provvedimento, definito “all’avanguardia nel panorama sanitario regionale e nazionale” dall’Assessore della Sanità Armando Bartolazzi. 

Grande soddisfazione anche per il mondo del Terzo Settore, soprattutto per la Federazione Rete Sarda Diabete, in prima linea dal giorno uno su questo fronte: «Un plauso all’iniziativa della Giunta – spiega il presidente Riccardo Trentin – Siamo molto soddisfatti del raggiungimento di questo importante obiettivo. Ringraziamo la Governatrice Alessandra Todde e l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi per aver accolto in tempi rapidissimi l’istanza che abbiamo presentato noi come Rete.»

In foto il presidente Federazione Rete Sarda Diabete Riccardo Trentin

Il glucagone spray è utilizzato nel trattamento di ipoglicemie gravi, tali da mettere a rischio la vita del paziente. Nella casistica assume un ruolo molto importante a supporto di tutte quelle categorie di pazienti per i quali non è possibile una somministrazione parentale del farmaco, ma anche per alcune categorie specifiche come minori in età pediatrica e adolescenti in età scolare per i quali si rende necessario un intervento di emergenza.

Per ottenere il farmaco sarà necessaria una prescrizione diabetologica specialistica, con oneri a carica del Servizio Sanitario Regionale. La prescrizione specialistica sarà effettuata attraverso il Piano terapeutico e la distribuzione del farmaco avverrà in esclusiva erogazione diretta per il tramite delle farmacie ospedaliere delle ASL. Grazie alla delibera il farmaco sarà quindi accessibile gratuitamente ai quasi 30mila sardi portatori di diabete, per un presidio classificato in fascia C dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), e quindi totalmente a carico del cittadino.

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