Migliaia di sardi non sanno di avere una patologia oftalmica: lo dice uno studio Iapb

La Sardegna ha un altro primato negativo in Italia: quello dei casi di disturbi oftalmologici. Non bastasse il divario che separa il Sud dal Nord, in buona parte a causa del cattivo funzionamento di buona parte del sistema sanitario pubblico, nel caso della nostra regione entrano in ballo altri fattori, su tutti l’elevata incidenza del diabete in alcune patologie. Ma c’è una via d’uscita per uscire dal pantano delle chilometriche liste d’attesa, autentico collo d’imbuto: la soluzione è stata indicata questa mattina a Cagliari, nel corso della presentazione della tappa sarda del progetto “Vista in salute: nuovi modelli organizzativi per la prevenzione e la diagnosi precoce oftalmica nel Ssn”, a cura dello Iapb Italia Ets (sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità).

«Consapevolezza e divulgazione sono alla base della tutela della salute pubblica visiva, legata a tre patologie importanti, che sono poi quelle più invalidanti: glaucoma, maculopatia e retinopatia diabetica», sottolinea Tiziano Melchiorre, segretario generale dello Iapb Italia. «Queste malattie colpiscono le persone dai 40 anni in su. Il nostro progetto ha percorso tutta l’Italia, toccando 54 città. L’iniziativa, finanziata dal ministero della Salute, ci ha permesso di effettuare più di novemila controlli oculistici gratuiti. Tutte le regioni sono state coperte. Da questo progetto è venuto fuori il grande bisogno di salute e di accesso ai servizi pubblici di cura della vista, che oggi hanno enormi difficoltà a causa delle lunghe liste d’attesa. In Sardegna, il numero dei malati di queste patologie è superiore alla media nazionale. Il nostro progetto non era un’indagine statistica, ma questo elemento emerge comunque».

Tiziano Melchiorre, segretario generale dello Iapb Italia Ets

L’influenza del diabete non spiega questa differenza rispetto al resto del Paese. «Il glaucoma non è legato al diabete», conferma infatti Melchiorre. Evidentemente, il fattore genetico legato all’insularità pesa anche in questo ambito. E allora, che fare? Tutti gli interventi, che si sono succeduti nel corso della conferenza stampa all’Assessorato regionale della Sanità, hanno puntato su un elemento: la prevenzione. «Non ci siamo limitati a sollevare il problema, bensì abbiamo commissionato uno studio di economia sanitaria all’Università Bocconi di Milano per mostrare ai decisori politici regionali che, attraverso l’uso della tecnologia, si può guadagnare molto tempo da dedicare alla cura e allo sfoltimento delle liste d’attesa», precisa ancora il segretario generale dello Iapb Italia. «Abbiamo così dimostrato scientificamente che, soprattutto nella gestione della retinopatia del paziente diabetico, l’utilizzo della telemedicina ci consente di aumentare del 130% il numero dei pazienti che possono essere seguiti».

Il retinografo digitale portatile è uno strumento che costa alcune migliaia di euro e consente l’esame clinico del fondo oculare. È stato calcolato che, per soddisfare buona parte le necessità più urgenti dei pazienti, sarebbero sufficienti quattro milioni di euro per dotare di questa attrezzatura i 980 centri di diabetologia presenti in Italia. Senza contare l’apporto delle sedi territoriali dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti – Uic, ma anche gli ambulatori medici che, attraverso la telemedicina, in pochi minuti potrebbero collegarsi con i centri specialistici e fornire i dati senza intasare cliniche e ospedali. In questo modo, raddoppierebbe il numero dei pazienti visitati e sarebbero abbattute in maniera drastica le liste d’attesa. Non solo: sarebbero spese meglio le risorse finanziarie messe a disposizione da Stato e Regioni, anche nell’ottica del contenimento della spesa farmacologica. Un fattore non secondario, se si pensa che un quarto dei cittadini visitati in maniera casuale era convinto di godere di ottima salute e invece presenta patologie importanti mai diagnosticate in precedenza. Averlo scoperto per tempo, consentirà a molti di loro di rallentare il decorso della malattia.

L’Uic, in collaborazione con la Clinica oculistica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, domani (19 settembre) effettuerà controlli oculistici gratuiti con l’Ambulatorio mobile oculistico presso la sede Avis di via Talete 8, a Cagliari (orari: 9:30-13:30, 15-18:30). Lo screening è aperto a tutti, gratuito e seguirà unicamente l’ordine di arrivo dei pazienti.

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