Rispetto dell’ambiente: a Quartu Sant’Elena una nuova opera di Manu Invisible

Un’opera d’arte che vuole essere da monito per un maggiore rispetto dell’ambiente. Il murale realizzato dallo street artist Manu Invisible, inaugurato questa mattina a Quartu Sant’Elena, fa bella mostra di sé nella grande rotatoria del Margine Rosso, snodo nevralgico tra la spiaggia del Poetto e le vie Fiume, Leonardo da Vinci e viale Europa. Di sicuro, attira l’attenzione degli automobilisti di passaggio. È stato commissionato da Cittadinanza Attiva Oikos nell’ambito del progetto “AmaQuartu”, inserito nell’ambito della rassegna “Ripensare la città”, realizzata dalle associazioni e finanziata dal Comune di Quartu Sant’Elena.

Cittadinanza Attiva Oikos nasce con l’obiettivo di creare una rete per dare voce, e per quanto possibile anche delle risposte, ai problemi ambientali locali, ma non solo. La maggior parte dei soci è composta da cittadini quartesi, molti dei quali da tempo impegnati nel volontariato e in altre attività sociali. Una sinergia importante che, negli ultimi tre anni, ha permesso all’associazione di raccogliere e differenziare circa 50 tonnellate di rifiuti abbandonati nell’ambiente.

Nel caso specifico, l’opera murale di Manu Invisible è ispirata alle idee di “Compito” e “Responsabilità”. Il bravo artista ha sposato la proposta di Cittadinanza Attiva Oikos, raffigurando un fondale composto da flora e fauna marina, pericolosamente minacciate da un inquinamento diffuso che rischia di rovinare permanentemente l’intero pianeta. La mano di un bambino compone un castello di sabbia sottomarino, prezioso simbolismo che proietta la giusta responsabilità riguardo il futuro alle nuove generazioni.

L’inaugurazione del murale è stata un’ottima occasione per coinvolgere le giovani generazioni che, prima del taglio del nastro, hanno partecipato a un’ulteriore iniziativa di sensibilizzazione ambientale. Quasi un centinaio gli studenti del liceo artistico “Brotzu” di Quartu hanno aderito alla passeggiata ecologica con pulizia della spiaggia del Margine Rosso programmata per il primo mattino, alla quale ha partecipato anche Manu Invisible. Lo stesso artista sardo sarà il loro coordinatore nel progetto volto alla realizzazione di altri murales al Margine Rosso, sempre dedicati all’ambiente.

«Il murale è un’opera ben riuscita grazie al coinvolgimento di tutti», commenta Manu Invisible. «Sono tante infatti le persone che ci hanno messo la faccia, che ci hanno messo sacrificio. Mi è stato chiesto di proseguire il lavoro fino all’angolo della strada, un’iniziativa molto lodevole, visto anche il luogo che andiamo a riqualificare, dove transitano ogni giorno tantissime auto e quindi tantissime persone. È quindi un’ottima tavolozza per lanciare dei messaggi costruttivi e validi come quello della lotta all’inquinamento e della tutela ambientale. Lo faremo, continueremo il lavoro, rispettando la fascia cromatica dei blu, che raffigura e dà l’impatto del contesto paesaggistico circostante. Sono pronto a dare il mio contributo in una call di talenti che vogliono esporre le loro bozze di progetti».

«Iniziative come queste sono importantissime per sollecitare la sensibilità dei cittadini e chiedere loro anche un aiuto», spiega il sindaco Graziano Milia. «È evidente che di fronte a emergenze così complesse, così grandi come l’inquinamento del mare non possiamo pensare che sia sufficiente l’intervento delle istituzioni. Occorre una consapevolezza diffusa tra la popolazione e soprattutto tra i più giovani, altrimenti è una battaglia che non riusciremo a vincere. È da parecchio che sosteniamo i progetti di questo tipo delle associazioni. Il nostro auspicio è che nascano anche altre realtà capaci di rafforzare questo sentimento e questa consapevolezza di cui abbiamo sempre più bisogno per tutelare la natura e l’ambiente, e per salvarci dai cambiamenti climatici».

«Anche se il murale fa riferimento al mare e alla vita marina, perché la Sardegna è circondata da un mare meraviglioso con tante specie da proteggere, la salvaguardia e la protezione dell’ambiente interessano tutti i luoghi», ammonisce il presidente di Cittadinanza Attiva Oikos, Michele Randaccio. «Dobbiamo ricordarci che il mare non inizia dove vediamo l’acqua; inizia già alle vicinanze dei fiumi e anche dentro la città. Nel caso di Quartu quello che gettiamo per strada nel centro storico, ad esempio, facilmente può finire nello stagno della zona protetta del Molentargius, nelle acque, quindi, e poi nel mare. Come associazione e anche come cittadini virtuosi proviamo a dare l’esempio per creare una forte mobilità collettiva. Il futuro è nelle nostre mani, per un mondo migliore dobbiamo lasciare impronte “pulite”».

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