Sabato 9 novembre a Cagliari il 15° Congresso regionale di Acli Sardegna

Sabato 9 novembre al Caesar’s Hotel (via Darwin, Cagliari) si terrà il 15° Congresso regionale della Acli della Sardegna. I lavori inizieranno alle ore 9 con l’accreditamento di delegati e invitati, per poi proseguire con una riflessione spirituale, l’apertura ufficiale e la relazione del presidente regionale Mauro Carta. Alle 12.30 ci sarà l’apertura del dibattito congressuale e, dopo il pranzo, si proseguirà con l’approvazione della mozione finale, degli ordini del giorno e delle proposte di modifiche statutarie. Alle 16 apertura dei seggi e votazioni.

La traccia congressuale, che porterà al congresso nazionale previsto dal 29 novembre al primo dicembre 2024, evidenzia scenari e priorità perseguite in questi anni per poi soffermarsi sulla sfida di fondo del coraggio della pace e su alcune nuove priorità. Le priorità hanno visto l’Associazione rinverdire il proprio essere movimento educativo e sociale della società civile, insieme ad altre realtà, ecclesiali e non. Valorizzando la mole di dati ed esperienze dei servizi e delle proprie attività associative si sono moltiplicate le occasioni per mobilitarsi e fare proposte sulla pace, il lavoro, il welfare, le politiche familiari, il Terzo settore, le disparità e le discriminazioni di genere e nei confronti dei migranti, la questione giovanile, la difesa della Costituzione (La via maestra), contro il premierato e lo smembramento del Paese in tanti staterelli (Autonomia differenziata).

«La sfida principale cui dar voce in questo momento è la Pace, ripudio della guerra e richiesta che la comunità internazionale e l’Europa si facciano forza di pace per bloccare i conflitti in corso e aprire percorsi verso una pace giusta e sicura; la pace come nostro impegno culturale e politico per essere servizio e segno di speranza, partendo dall’incontro con e tra le persone, in circoli, servizi, progetti, nella preghiera e nell’ecumenismo; la pace come scelta per rilanciare a fianco di Ipsia il nostro impegno con i migranti, per scegliere l’ecologia integrale e affrontare insieme crisi ambientale e crisi sociale», si legge in una nota delle Acli Sardegna.

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