L’appuntamento è per sabato 29 marzo, ore 10, nella sede sassarese della Fondazione di Sardegna in via Carlo Alberto 7; ma sarà solo l’inizio di un lungo percorso. Opolis, l’Osservatorio sulle Politiche della Sicurezza e Prevenzione della Criminalità targato Iares Acli, debutta nel weekend con un evento di presentazione aperto al pubblico. Sul palco a dirigere i lavori il vice presidente Acli della Sardegna Giuseppe Fresu, che modererà gli interventi degli ospiti d’eccezione: Marco Calaresu, professore di Scienza Politica all’Università di Sassari e Responsabile scientifico dell’Osservatorio, Vania Statzu, direttrice scientifica dell’Istituto Acli per la Ricerca e lo Sviluppo (IAReS), e Moris Triventi, professore di Sociologia all’Università di Milano. Presenti anche le istituzioni, con la partecipazione di Giacomo Spissu, Presidente della Fondazione di Sardegna, Giuseppe Mascia, Sindaco di Sassari, Daniela Falconi, Presidente di Anci Sardegna e Silvio Lai, Deputato della Repubblica Italiana.
Sul tavolo le aree sul quale l’osservatorio ha intenzione di concentrarsi, sostanziate in quattro interventi prioritari: in primis fornire ai decisori politici strumenti basati su evidenze scientifiche per sviluppare strategie più efficaci, e diffondere più in generale conoscenze scientifiche nel campo della sicurezza e della prevenzione della criminalità; non meno importante analizzare le politiche di sicurezza, con particolare attenzioni alla Sardegna, e proporre soluzioni innovative per una sicurezza integrata e rispettosa dei diritti fondamentali dell’individuo. Un compito non facile in una Regione nel quale, secondo i dati del Ministero, le città appaiono sicure, ma la crescita delle disuguaglianze sociali, il degrado urbano e le minacce digitali alimentano nel cittadino un senso di insicurezza sempre più pressante. «In un periodo in cui il tema della sicurezza è sempre più al centro del dibattito pubblico, Opolis si pone come punto di riferimento per colmare il divario tra sicurezza percepita e sicurezza reale, proponendosi – si legge nel comunicato – come strumento in grado di analizzare e monitorare le problematiche attuali e di prevedere scenari futuri in materia di sicurezza.»




