Sindrome fibromialgica, a Sassari un evento-spettacolo di cabaret riflessivo dell’Aifs

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica (Fm), è una condizione medica cronica caratterizzata da dolore e rigidità muscolo-articolare diffusi di cui allo stato attuale ne soffrono tra 1,5 e due milioni di italiani. Disturbi del sonno, sensazione di stanchezza, dolori al torace, rigidità mattutina, parestesie, cefalea, difficoltà di concentrazione e disturbi della sfera affettiva sono alcuni dei sintomi caratteristici.

«Una malattia invadente che incide sulla salute di tantissime persone ma la cui diagnosi risulta ancora complessa in quanto i sintomi sono simili ad altre patologie, specialmente di origine reumatica», ci spiega Daniel Contu, referente per i pazienti della Sezione di Sassari dell’Aifs (Associazione italiana Sindrome fibromialgica). «Inoltre, anche una volta diagnosticata, non rientra nei livelli essenziali di assistenza in quanto non riconosciuta come malattia invalidante».

Dopo aver partecipato a un meeeting nazionale dell’Aifs lo scorso settembre, un gruppo di persone ha deciso di far nascere anche la sezione sassarese dell’associazione. Per garantire supporto e vicinanza alle persone affette da questa sindrome è stato attivato fin da subito uno sportello d’ascolto gratuito che lo scorso mercoledì è stato ospitato nella sede del Csv Sardegna di Sassari. E sabato 14 dicembre, presso l’Hotel Leonardo Da Vinci, si svolgerà il primo evento: un modo per farsi conoscere nel territorio ma anche un momento di condivisione con un “Cabaret riflessivo sul linguaggio analogico delle emozioni” che sarà condotto da un “ospite misterioso”.

«Le emozioni giocano su di noi un peso enorme», aggiunge Contu. «Hanno il potere di mitigare o peggiorano il nostro stato doloroso. L’evento di sabato sarà un’occasione fondamentale per dialogare e confrontarsi con enti, istituzioni, associazioni e cittadini ma anche per provare a comprendere con un pizzico di ironia momenti e situazioni vissute da chi purtroppo deve combattere con questa sindrome ogni giorno». (Laura Caggiari)

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