Salpa oggi dal porto di Cagliari la “Nave Italia”, il brigantino a vela più grande del mondo, partito ad aprile dal porto di La Spezia per l’annuale campagna di solidarietà promossa dalla Fondazione Tender to Nave Italia. A bordo sino al 15 luglio, insieme all’equipaggio della Marina Militare, ci sarà anche un gruppo di diabetici tipo 1 insulino dipendenti (foto d’apertura), eterogeneo per sesso, età e provenienza geografica, guidato da un team medico, che dovrà affrontare la sfida di conciliare le tempistiche imposte dalla malattia con quelle della vita di bordo. Ciò permetterà di valutare la capacità di adattamento e di utilizzo delle tecnologie avanzate per abituare il paziente a gestire la malattia anche lontano da strutture mediche di supporto, cercando di ridurre gli ostacoli che si frappongono alla già complessa patologia che in Sardegna è particolarmente diffusa.

Per cinque giorni i 15 partecipanti veleggeranno nel mare della Sardegna, impegnandosi a non “abbandonare” la nave, con l’obiettivo di imparare a gestire il diabete anche in una situazione problematica scandita dalle numerose attività di bordo. A supportarli sarà un team specialistico, costituito dal dottor Giancarlo Tonolo (direttore dell’Unità operativa di diabetologia della Asl Gallura e responsabile del progetto) e altri sanitari, presenti sia a bordo che, in collegamento telematico, dalla terraferma. Il programma è stato proposto dalle associazioni Diabete Zero Odv e Janasdia.
Il progetto prevede una collaborazione d’eccezione con il team Luna Rossa Prada Pirelli, il challenger italiano che parteciperà alla 37esima America’s Cup: per l’occasione ieri sera ha aperto le porte della sua base logistica cagliaritana agli imbarcati per una visita guidata e salirà a bordo del brigantino, durante la settimana di navigazione, per realizzare insieme all’equipaggio della Marina Militare un laboratorio marinaresco.

«Insieme alle equipe impegnate valuteremo le capacità di adattamento in una condizione diversa da quella di tutti i giorni, lontano dalle strutture sanitarie e dalle farmacie, coadiuvati dalla telemedicina grazie al collegamento con operatori in grado di supportare i pazienti da terra», spiega il dottor Tonolo. «Deve cominciare a passare il messaggio che il diabete non è una malattia che limita le possibilità lavorative o ricreative: le insuline moderne riducono drasticamente gli episodi di ipoglicemia e oggi possediamo device che garantiscono una somministrazione “intelligente”, permettendo al paziente di dedicarsi ad attività un tempo proibite. All’inizio non sarà semplice, ma l’obiettivo di questo progetto è proprio quello di imparare a fronteggiare gli imprevisti e districarsi fuori dalle routine. Il mare è un ottimo elemento di paragone come per il nostro corpo, bisogna imparare a conoscerlo e abituarsi a fronteggiare gli eventi esterni come il cambio di vento o le correnti, proprio come accade nella vita dei pazienti che devono affrontare una variazione della glicemia».

Coloro che partecipano al progetto hanno svolto una fase di training: nelle settimane che hanno preceduto la partenza si sono svolti incontri individuali e di gruppo centrati sull’alimentazione, con particolare attenzione alla gestione di situazioni anomale in cui, per varie ragioni, non è possibile assumere i pasti regolarmente, condizioni frequenti nella vita di bordo. Inoltre, sono stati effettuati briefing tra i pazienti e i diabetologi, finalizzati a rendere i partecipanti più consci di come il sistema opera con loro per raggiungere l’obiettivo di un buon compenso metabolico, conciliabile con qualsiasi tipo di attività, senza paura delle complicanze croniche o dell’ipoglicemia. I dati che saranno raccolti nel corso della navigazione saranno trasmessi all’equipe di terra.

Le principali aree di intervento di Diabete Zero Odv sono informazione, diagnosi precoce, ricerca, prevenzione, supporto psicologico e assistenza. Con questo progetto, cofinanziato dalla Fondazione Tender to Nave Italia, l’associazione isolana intende realizzare anche altri obiettivi che caratterizzano la sua mission, in particolare, promuovere il ricorso alla telemedicina e rafforzare il rapporto pubblico-privato. «Siamo davvero onorati di partecipare a questo ambizioso progetto», dichiara il presidente di Diabete Zero, Francesco Pili. «Siamo sempre pronti ad avviare e sostenere iniziative che creino reti tra soggetti pubblici e privati: le attività di sensibilizzazione, prevenzione e cura possono essere realmente efficaci solo se realizzate in collaborazione tra istituzioni, strutture sanitarie e associazioni di pazienti».
Diabete Zero Odv è un ente senza scopo di lucro, fondato nel 2011. È nato grazie a un gruppo di volontari uniti dall’impegno nel sociale. In pochi anni, l’associazione è diventata un punto di riferimento in tutta la Sardegna per coloro (cittadini, istituzioni, ricercatori) che sono impegnati ad assistere e supportare i sardi affetti da diabete e le loro famiglie.
Credits: foto di Merlofotografia per Fondazione Tender to Nave Italia





