Un progetto condiviso per tutelare a scuola i diritti dei minori con diabete di tipo 1

La Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Sardegna, Carla Puligheddu, ha convocato nel suo ufficio di Cagliari una rappresentanza di associazioni di persone con diabete per parlare del progetto “Diabete e Scuola”. Alla guida della delegazione il presidente della Federazione Rete Sarda Diabete, Riccardo Trentin, con la vicepresidente Carol Tola. Per la Garante è necessario che ci sia la condizione affinché al bambino con diabete venga riconosciuto il diritto a una piena e sicura inclusione in contesti scolastici, educativi e formativi.

La Sardegna è l’area geografica con maggiore incidenza di diabete di tipo 1 al mondo in età scolastica. Questa caratteristica rende ancora più urgente una soluzione al problema, inevaso da quando è scaduto il protocollo d’intesa tra l’assessorato alla Sanità e l’Ufficio scolastico regionale relativo al “Percorso di inclusione dell’alunno con diabete nell’ambito scolastico”. Tale protocollo aveva una durata triennale per il periodo 2015-2018, ma non è stato rinnovato.

«L’accoglienza scolastica dell’alunno affetto da diabete è un momento delicato e cruciale, perché influenza in modo determinante la sua crescita e il suo inserimento sociale», commenta Trentin. «In classe, l’alunno deve poter controllare la glicemia, assumere l’insulina e gestire eventuali crisi iper o ipoglicemiche in condizioni di normalità e serenità. Tuttavia, ciò non è sempre realizzabile autonomamente, pertanto la scuola ha il dovere di vigilare anche sulla salute dei propri studenti».

Ad accompagnare Trentin anche il vicepresidente di Diabete Italia, Marcello Grussu, che ha ricordato come in molte altre regioni siano già attivi e funzionanti i protocolli Scuola/Diabete, e il presidente di Aniad Sardegna, Benedetto Mameli, il quale ha presentato un protocollo Scuola/Diabete redatto e aggiornato da insegnanti, associazioni di genitori con figli con diabete, persone con diabete, medici diabetologi pediatri, tutto in collaborazione con la Asl 5 di Oristano e l’associazione Cittadinanzattiva.

La Garante ha condiviso e recepito tutte le osservazioni e considerazioni fatte e auspicato la risoluzione del problema con l’avvio di un tavolo tecnico istituzionale che cercherà di far nascere un’intesa tra associazioni, istituzioni sanitarie, comunità scientifica della diabetologia pediatrica e Ufficio scolastico regionale. «Sono convinta che i minori con diabete di tipo 1 non si debbano sentire diversi rispetto ai propri coetanei e che l’inclusione scolastica vada di pari passo con il diritto alla cura, alla salute, all’istruzione e a un sano sviluppo psicofisico», ha detto la Garante. «Occorre avere insegnanti informati e formati sul diabete, in una regione che ha il record mondiale di diagnosi della patologia in età evolutiva. Scuola e diabete è la strada più efficace nell’ottica del progresso sanitario, dell’inclusione e della non discriminazione delle diversità».

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