Vivere la vita a vele spiegate, una filosofia con molteplici sfaccettature. Una metafora che evoca immagini di libertà e intraprendenza, ma che nasconde significati meno considerati, ma non per questo poco edificanti. Viaggiare in barca a vela è prima di tutto impegno, collaborazione e competenza: bisogna conoscere il mare e il mezzo, saper interpretare i segnali ed essere pronti a cambiare rotta qualora sia necessario, comunicando efficacemente con i compagni di viaggio. Di similitudini se ne potrebbero fare tante con il diabete: la persona diabetica, così come il buon marinaio, deve saper cogliere i segnali che il corpo da, gestendo al meglio una patologia non semplice, ma neanche escludente.
Intorno a questo concetto la Federazione Rete Sarda Diabete, l’associazione Diabetici Cagliari e Diabete Sulcis-Iglesiente Ets-Odv, in collaborazione con l’SSD Soliana Sailing, hanno organizzato “Sulla Cresta dell’Onda – Il Diabete in Vela”, iniziativa andata in scena sabato 21 settembre presso il porto turistico di Marina di Capitana, Quartu Sant’Elena. L’evento è stato supportato dai Centri di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari e dell’Asl n.7 di Carbonia-Iglesias, con i patrocini di Diabete Italia Odv, dell’AMD Associazione Medici Diabetologi e del Csv Sardegna (Centro Servizi Volontariato della Sardegna).
Un’esperienza che ha coinvolto due squadre da 6 membri l’una in una veleggiata non competitiva per il Golfo di Cagliari. I due equipaggi, formati da pazienti diabetici nonché volontari delle associazioni, sono stati accompagnati da medici diabetologi e istruttori specializzati nella disciplina, che hanno garantito lo svolgimento in sicurezza dell’attività sotto tutti i punti di vista. Nella mattinata i velisti d’occasione hanno potuto seguire una breve ma intensa lezione degli esperti formatori della Scuola Italiana Vela, che ha supportato il progetto, e successivamente proseguire la giornata con due uscite – una di prova, oltre la vera e propria veleggiata -, intervallate dal pranzo collettivo, importante momento conviviale. «Oltre all’aspetto tecnico legato alla navigazione, l’evento rappresenta un’opportunità di condivisione e sostegno reciproco – ha spiegato Riccardo Trentin, presidente della Federazione Rete Sarda Diabete Odv – I partecipanti hanno potuto confrontarsi con altri che vivono la stessa condizione, rafforzando il senso di comunità e supporto, essenziale per chi convive con il diabete.»

Al lato sportivo si affianca quello medico, con i partecipanti che hanno monitorato e tenuto sotto controllo i propri valori glicemici con i mezzi appropriati, dai sensori per la misurazione continua del glucosio, ai sistemi integrati microinfusore e sensore. I dati raccolti sono stati poi analizzati a fine giornata, in un momento di confronto sull’esperienza fatta e sulla giornata metabolica degli atleti d’eccezione. Ma la principale connotazione data dall’organizzazione rimane quella sociale: «La forza del gruppo permette di abbattere quelle barriere psicologiche che spesso derivano dal vivere con una malattia cronica”, ha sottolineato Diego Piras, presidente dell’Associazione Diabetici Cagliari Odv. Un pensiero confermato dal presidente dell’Associazione Diabete Sulcis Iglesiente Odv Fabio Sabeddu, che aggiunge: «L’evento ha dimostrato che il diabete non deve essere visto come un limite invalicabile. Attraverso lo sport è possibile affrontare le sfide con determinazione e vivere esperienze gratificanti.»
Sensibilizzare sui temi legati alla salute, si sa, è tanto importante quanto difficile. Per questo è fondamentale mettere in risalto il messaggio che le associazioni organizzatrici hanno voluto mandare a chi, come loro, convive con una patologia complessa come il diabete di tipo 1; non è facile, ma così come per la barca a vela, con la giusta conoscenza e il supporto dei compagni di viaggio, si può imparare a navigare anche questo mare.



