La cooperativa sociale “La Clessidra” sabato scorso ha festeggiato i suoi primi 25 anni di attività fatti di progetti, sacrifici, impegno, ostacoli e successi. L’ex Mulino Cadoni di Villacidro è stato lo scenario dell’evento che ha visto una partecipazione numerosa di pubblico. Le note e le parole della musicista Veronica Maccioni, con il brano “La Lirona” della tradizione orale messicana, ha dato il via alla manifestazione coordinata dalla giornalista Marinella Arcidiacono. Le testimonianze di alcuni soci e lavoratori hanno confermato il senso della mission d’insieme e di comunità nella sua accezione di appartenenza e famiglia, che si fondano sulla cura della relazione tra persone.

La Clessidra parte da un’esperienza di volontariato e oggi è un punto di riferimento nel territorio che pone al centro il benessere delle persone e delle comunità. Presenti all’incontro: Marco Urbì, assessore allo sport del Comune di Villacidro; Fabio Onnis, presidente Confcooperative Cagliari; Antonello Pili, presidente regionale Federsolidarietà; Luisa Pittau, coordinatrice Plus Sanluri; Francesco Spiga, sindaco di Vallermosa; Elena Pala, vicepresidente La Clessidra.
L’essere costruttori di comunità è stato il tema su cui si è dialogato nel corso della tavola rotonda moderata da Andrea Lorenti, amministratore della società Poliste. Sono intervenuti: Stefano Granata, presidente nazionale Federsolidarietà; Manuela Murru, funzionario del Centro regionale di programmazione; Andrea Lorenti, amministratore della società Poliste; Dimitri Pibiri, presidente La Clessidra; Vittorio Pelligra, docente di Scienze economiche e statistica dell’Università di Cagliari.

«Sono stati 25 anni di crescita continua e sperimentazioni in diversi ambiti dei servizi alla persona», ha detto Dimitri Pibiri. «Nasciamo con i servizi rivolti alla cura degli anziani, che oggi si sono evoluti in una attenzione particolare, non solo nei confronti di chi non è autosufficiente ma nel cercare di accompagnare la popolazione adulta ad un invecchiamento sano e attivo e al mantenimento di una buona qualità della vita. Subito dopo ci siamo cimentati nei servizi per la prima infanzia; oggi è uno dei settori nei quali siamo leader in Sardegna: gestiamo numerosi servizi e diversi coordinamenti pedagogici territoriali e, grazie alle alte competenze presenti, eroghiamo anche proposte formative all’esterno. L’ulteriore step è rappresentato dall’ingresso nei servizi educativi verso minori e famiglie. In quest’ambito siamo impegnati in progetti rivolti a diverse forme di disagio: sociale, fisico, economico. Le difficoltà non sono mancate ma i momenti di crisi non ci hanno mai impedito di reagire e ripartire con sempre più determinazione. Il nostro il sogno è quello di completare la nostra sede sociale. Per noi vuole dire dare una casa ai nostri soci, ma soprattutto ospitare servizi di qualità e dare nuove risposte ai cittadini, in un ambiente bello e ecologicamente sostenibile. In particolare, vorremmo realizzare un centro diurno per non autosufficienti che oggi non trovano risposte nel territorio».
La festa è continuata per tutto il pomeriggio di sabato con un laboratorio di musicoterapia a cura di Veronica Maccioni e Ottavio Farci e lo spettacolo teatrale “Il viaggio di sabbia” con Giuseppe Diana e Ignazio Pepicelli Diana.








