Inaugurata ieri in via del Porto, a Oristano, Casa Sea Scout, la nuova sede dell’associazione che si occupa con successo, da anni, di persone con disabilità intellettivo-relazionali in tutta la provincia. «Inauguriamo un sogno, finalmente», ha commentato la presidente Rita Taris. «Casa Sea Scout è dotata di tanti spazi, alcuni di questi saranno oggetto di lavori nei prossimi mesi: realizzeremo una piscina, il percorso sensoriale, un luogo in cui si potrà camminare e allenarsi. Nei prossimi mesi però lavoreremo su un altro grande obiettivo: il “Dopo di Noi”. Ormai se ne parla tanto ed è bene che si inizi questo lavoro con le famiglie dei ragazzi».
«Abbiamo un’ampia palestra e possiamo fare tante attività, dalla posturale a quella con gli attrezzi», ha spiegato ai numerosi presenti Davide Mastinu, uno degli atleti di Sea Scout. «Questa nuova casa ci piace. Qui riusciremo a preparare bene Power Of Sport per l’estate 2025». Prima di questo importante evento, però, il 7 dicembre i ragazzi saranno impegnati in una rappresentazione teatrale con la compagnia Pressapoco.

Intanto gli spazi interni sono tutti operativi: dalla cucina («dove i nostri ragazzi imparano l’autonomia nella preparazione dei cibi per se stessi e per gli altri», ha sottolineato la presidente Taris), alla sala mensa, dove la convivialità è sempre la protagonista. «Molto importante la presenza delle aule in cui si possono fare le terapie comportamentali, una più grande e una più piccola. C’è la stanza che i ragazzi e le ragazze chiamano la zona beauty, ovvero una sala delle autonomie: qui tutti imparano a prendersi cura di sé, si va dalla cura dei capelli a quella del make up. I ragazzi imparano, ad esempio, a farsi la barba. Spesso vengono sottovalutati e quindi assistiti, in realtà sono in grado di fare da soli dopo che imparano, come tutti. Noi di Sea Scout abbattiamo i muri della disabilità per fare in modo che la qualità della vita di questi ragazzi possa essere alla pari di quella dei loro coetanei».
«A Casa Sea Scout l’associazione sportiva, l’associazione di volontariato e la cooperativa convivono in 750 metri quadrati di spazi al chiuso e settemila metri quadri di parco, che ci consentono di unire e poter svolgere diverse attività per dare una risposta simultaneamente alle esigenze dei nostri ragazzi», fa notare il fondatore di Sea Scout, Riccardo La Porta. La cosa più bella è vedere i ragazzi vivere un ambiente creato da loro. Tra i tanti obiettivi futuri, c’è anche il progetto della residenzialità, che diventerà un progetto concreto e non resterà solo sulla carta».
«Ringraziamo quanti sono venuti a trovarci, la risposta delle autorità e dei cittadini è stata incredibile», commenta Betty Taris, vicepresidente di Sea Scout. «Vedere i nostri ragazzi emozionati per questa giornata e impegnati nell’accoglienza di tutti, è una grande soddisfazione. Qui li aiuteremo a realizzare i loro sogni, ci proveremo e lo faremo per loro».
Credit: foto Uber Pictures




