Associazione sarda paratetraplegici – Asap, Arcadia Sardegna Odv, Cittadinanzattiva Sardegna: sono alcune delle principali realtà del Terzo settore sardo che ieri hanno dato vita, a Cagliari, alla tavola rotonda “Una nuova cultura dei diritti di cittadinanza, dell’universalità, dell’uguaglianza e dell’autonomia”, organizzata con il patrocinio del Comitato italiano paralimpico in occasione del 18esimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Al centro della discussione l’introduzione del nuovo Nomenclatore tariffario nazionale, che deve essere ancora recepito dagli uffici della Regione Sardegna. Tante le criticità, soprattutto quelle legate alle gare d’appalto per ausili e protesi, da decenni improntate al massimo ribasso. Un sistema da cambiare, non solo per le associazioni dei pazienti ma anche per i medici (quelli di Medicina generale, i fisiatri, gli ortopedici, i logopedisti), i tecnici ortopedici e molte aziende che producono i materiali destinati ai pazienti stessi. Perché, hanno detto a più voci, «abbassano la qualità dei dispositivi e mortificano le professionalità». A nocumento dei pazienti, compresi quelli con patologie molto gravi.

I lavori, coordinati da Nicola Grandesso, vicepresidente dell’Asap, hanno ruotato sull’esigenza di vedere riconosciuti i diritti delle persone con disabilità, ma anche dei familiari e in particolare dei caregiver. Ruolo riconosciuto anche dall’innovativa della legge regionale n. 12 del 2023, che però attende ancora le norme attuative e le relative risorse finanziarie che possano darle gambe. Tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa che si è tenuta alla Mem di Cagliari hanno avanzato alcune proposte, tra cui l’istituzione di un tavolo tecnico che possa individuare una via percorribile a favore dei pazienti e dei loro familiari.




