Un fiocco giallo che lega la comunità, stringe i cittadini intorno a una causa tanto importante quanto poco considerata. È il fiocco giallo dell’endometriosi, simbolo della consapevolezza – ancora non completamente maturata – riguardo la patologia; gialla sarà anche Guspini nel mese di marzo, in occasione del “Mese della consapevolezza sull’endometriosi”, organizzata dall’associazione Il Mercatino dei Sogni: 31 giorni durante i quali tutti gli aderenti all’iniziativa potranno mostrare il loro supporto addobbando vetrine, portoni, finestre, cancelli, o più semplicemente adattando il proprio outfit, col colore che più di tutti rappresenta questa causa.
«Anche quest’anno stiamo lavorando e lavoreremo tutto il mese per colorare Guspini, casa nostra – racconta Giovanna Maria Tommasi, presidente dell’associazione – ormai è una tradizione, e negli anni i concittadini non hanno fatto mancare la vicinanza e il supporto per questo nostro progetto. È il frutto di tutti gli sforzi e i sacrifici fatti nel tempo. Non è stato semplice, ma alla fine abbiamo creato la nostra rete di amicizie e di sostenitori.» Una festa prolungata, che arriverà al culmine il 29 marzo con l’ormai consueta “Marcia in giallo per l’endometriosi”, durante la quale gli attivisti sfileranno per tutto il paese diretti verso la panchina dedicata alla patologia in viale di Vittorio, dipinta di giallo nel 2021 dai volontari de Il Mercatino dei Sogni.

Un gesto, anche quest’ultimo, condiviso con la comunità; ma non deve sorprendere la coesione innescata dall’azione della presidente Tommasi: è solamente il raccolto di una semina iniziata in tempi remoti, quando ancora l’attenzione non era rivolta all’endometriosi. «Ho iniziato a occuparmi di sociale tanto tempo fa. Per 40 anni ho prestato tutte le mie energie in oratorio; è stato un capitolo importante della mia vita, ma ad un certo punto ho capito di doverne aprire un altro. Il Mercatino dei Sogni nasce come Aps (Associazione di promozione sociale) nel 2012, con l’obiettivo di fare qualcosa per i più giovani, perché purtroppo in pochi fanno veramente qualcosa per loro. Per un paio d’anni ho dedicato il mio tempo ai ragazzi e alle ragazze della comunità, tra feste ed eventi, attività ludiche e culturali. Ma il destino aveva altri programmi per me: per via di vicissitudini personali ho dovuto scontrarmi con un sistema sanitario spesso poco preparato e assente, soprattutto quando si parla di patologie come l’endometriosi. Ho scoperto, in prima persona, quanto sia difficile per pazienti e famiglie accedere e farsi riconoscere dei diritti che dovrebbero invece essere garantiti.»
Chissà quante altre persone hanno conosciuto, loro malgrado, i patemi espressi dalla presidente Tommasi. I dati forniti dal Ministero della Salute (aggiornati al 2024) raccontano una patologia più comune di quanto si possa pensare: in Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva, e interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le diagnosi conclamate sono almeno 3 milioni, con un picco tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. Come lo stesso Ministero asserisce, solo per la diagnosi il percorso è lungo e dispendioso: secondo il Centro Nazionale Endometriosi il tempio medio per una diagnosi corretta e di circa 7-8 anni, duranti i quali la malattia non viene supportata da adeguati trattamenti. L’Osservatorio per le Malattie Rare stima che in Italia l’endometriosi abbia un costo medio globale per donna di 9.579 euro, di cui 6.298 euro sono legati alla perdita di produttività (costi indiretti), mentre 3.113 euro sono i costi stimati per spese di assistenza sanitaria (costi diretti).

Ma l’ostacolo più grande, spesso, è la poca preparazione in materia: «Quando nel 2014 ho iniziato la mia opera di sensibilizzazione sull’endometriosi ho da subito capito che l’argomento era sconosciuto ai più. Ho dovuto fare enormi sacrifici e sforzi per informarmi autonomamente, reperendo informazioni da tutta Italia e non solo. Ma non è stato un tentativo vano: nel tempo la mia curiosità, e non di meno la mia ostinazione, mi ha permesso di entrare in contatto con professionisti del settore. Ora ho i giusti mezzi, e soprattutto le conoscenze adeguate per aiutare non solo i miei cari, ma anche le tante ragazze che soffrono e che non sanno come muoversi. Oggi seguiamo circa 250 ragazze in tutta la Sardegna, e abbiamo aperto uno sportello A.M.A. di ascolto presso la nostra sede in via Togliatti n.1, Guspini, che mette disposizione uno staff di specialisti per indirizzare alle migliori cure.»
Nonostante siano ormai 13 gli anni di attività ancora tanto c’è da fare, ma indubbiamente non mancheranno gli sforzi della presidente e dall’associazione per migliorare le condizioni delle pazienti affette da endometriosi: “Vivo con il cellulare in mano. Non è facile, ma vogliamo continuare ad aiutare queste ragazze. Il mese di marzo sarà parecchio movimentato, ma sono sicura di avere il giusto spirito e il giusto supporto per portare avanti l’opera de Il Mercatino dei Sogni.»



