Dall’1 luglio è operativa la riforma del lavoro per le associazioni e società sportive dilettantistiche. Il provvedimento, contenuto nel combinato disposto dai decreti legislativi n. 36 e n. 39 del 2021, aveva dato vita ad un percorso lungo e complesso, peraltro già avviato con la legge delega n. 86 del 2019, la quale aveva assegnato al Governo il compito di intervenire per un rinnovamento strutturale del modello giuslavoristico sportivo italiano e, più in generale, del quadro complessivo dell’ordinamento sportivo italiano, tenendo al centro il principio fondamentale della specificità dello sport. In questi anni hanno offerto un prezioso contributo anche gli enti di promozione sportiva e gli organismi di rappresentanza delle associazioni sportive, oltre il Coni, il Cip e il Forum del Terzo settore.
È un cambiamento epocale che conferisce piena legittimità e le dovute tutele a centinaia di migliaia di lavoratori italiani del mondo dello spor. Come tutte le novità (che, a dire il vero, sono state numerose nell’ultimo periodo per l’intero Terzo settore), occorrerà un periodo di assestamento anche per fare fronte agli adempimenti di natura burocratica e amministrativa. Per questo motivo, anche il Centro servizi per il volontariato della Sardegna offre consulenze gratuite a tutte le associazioni interessate. Si sta lavorando ad introdurre nuove semplificazioni che agevolino il compito di tutte le realtà del sistema sportivo. Per questo motivo, il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, e la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, hanno lavorato di concerto ad ulteriori integrazioni e miglioramenti della riforma. Dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni, sono attesi i pareri delle Commissioni competenti di Camera e Senato, prima di passare il testo all’approvazione dell’Aula.
Tra le novità introdotte, emergono alcune semplificazioni degli adempimenti, il potenziamento del Registro tenuto dal dipartimento per lo Sport con l’aggiunta di nuove funzioni, la previsione di norme specifiche per i giudici di gara e per i dipendenti pubblici, intervento in materia di Irap sulla determinazione della base imponibile, la creazione di un Osservatorio nazionale sul lavoro sportivo. Non mancano, tuttavia, le preoccupazioni di molti addetti lavori. Al punto che lo stesso ministro Abodi, di recente, ha ammesso: «Quello che abbiamo prodotto in questi mesi, e che continueremo a produrre con ulteriori correttivi, non è sicuramente il modello perfetto. Condivido per primo le preoccupazioni di un mondo a cui il Governo guarda con molta attenzione perché gestore di politiche pubbliche. Tutti insieme stiamo mettendo in condizione associazioni e società sportive dilettantistiche di comprendere il reale impatto che avrà questa norma sacrosanta, che riconosce diritti e dignità al lavoro sportivo e consente ai datori di lavoro di vedere semplificati gli adempimenti. Entro il 10 luglio arriverà il nuovo correttivo a cui abbiamo lavorato con la collega ministro del Lavoro Calderone, che devo ringraziare molto perché ha riconosciuto pienamente la specificità dello sport, confermando e rafforzando semplificazioni procedurali che soltanto noi avremo. Useremo le prossime settimane e i prossimi mesi per alfabetizzarci e per migliorare le norme. Per questo sarà fondamentale l’impegno degli organismi sportivi e delle loro reti. Ci sarà un cuscinetto temporale che il ministero del Lavoro regolerà in termini di non sanzionabilità, una sorta di moratoria al 31 ottobre, con l’impegno di poterla estendere a tutto il 2023, un periodo in cui eventuali errori negli adempimenti non verranno sanzionati, mentre a giorni ministero del Lavoro e dicastero dello Sport emaneranno una specifica circolare come se le norme e le procedure previste dal nuovo correttivo entrassero in vigore già il 1° luglio. I primi versamenti previdenziali, laddove dovuti, potranno essere regolarizzati ad ottobre, il libro unico del lavoro sarà attuativo alla fine dell’anno, sei mesi dopo l’entrata in vigore della riforma, per agevolare il processo di cambiamento. Andremo insomma avanti con la logica del rilascio progressivo e, nel frattempo, continueremo a confrontarci con il sindacato per arrivare anche ad un contratto tipo di cococo sportiva».
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