Emporio della solidarietà, a Sassari un’associazione che si occupa degli “invisibili”

Si chiama “Emporio della solidarietà”, da anni a Sassari è un punto di riferimento per tutto il territorio e si basa su un modello sempre più diffuso in tutta l’Italia, una forma di contrasto alla povertà che si rivolge a persone in situazioni di disagio socioeconomico. Vuole essere una risposta alle vecchie e nuove povertà, che comprende anche quelle persone che hanno competenze e capacità scivolate fuori dal mondo lavorativo e la crescente quota di lavoratori e pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, soprattutto in questi ultimi anni caratterizzati dalla pandemia e dalla crisi economica che ha investito l’intero pianeta.

Qualche numero aiuta a inquadrare meglio il lavoro di questa associazione. Nel 2021 è stato raggiunto il picco delle spese fatte all’Emporio (859), a fronte di una media che negli anni precedenti si era assestata tra le 500 e le 600 spese. Nel 2022 è stato registrato un calo (672) ma la situazione è monitorata con grande attenzione. Fortunatamente, è aumentato in proporzione il volume dei prodotti donati che, nel 2021, è stato quantificato in 21.014 euro.

«Cerchiamo di dare un volto a tutti quegli “invisibili” non facilmente intercettati dai Servizi sociali e dal volontariato storicamente impegnato nel contrasto alle povertà», spiega Mattia Mulas, presidente dell’Emporio della solidarietà (foto sotto). «Il nostro progetto è nato nel 2014 nella parrocchia di San Paolo, a Sassari, prima iniziativa nel suo genere in Sardegna. Attraverso un sistema di crediti, assegnati in base al nucleo familiare e al reddito, diamo la possibilità di fare gratuitamente la spesa nel nostro market. I donatori vengono indirizzati verso le scelte da fare, perché i nostri scaffali devono essere forniti di tutti gli articoli necessari per le famiglie. Quando un prodotto è in eccedenza, suggeriamo di donare altri articoli. All’Emporio, le persone e le famiglie in difficoltà socioeconomica possono ricevere un aiuto per raggiungere piccoli obiettivi di miglioramento rispetto alla situazione che stanno vivendo. E vi assicuro che, dal lockdown in poi, il numero è salito enormemente».

Ci sono diverse modalità d’intervento che coinvolgono tanti volontari. Intanto, va precisato che ogni persona sceglie quali prodotti prendere gratuitamente dagli scaffali del market, come accade in un qualunque esercizio commerciale. «Non offriamo un pacco preconfezionato, bensì una vera e propria spesa», precisa Mulas. «In questo modo gli utenti che entrano all’Emporio percepiscono un’atmosfera di assoluta normalità. È un aspetto fondamentale, in quanto curiamo la dignità delle persone. Ed è pure una scelta educativa. Ad ogni utente, dopo un colloquio preliminare, viene consegnata una tessera personale che viene ricaricata periodicamente, in base alla composizione familiare e alla situazione economica. Ognuno di loro può fare la spesa ogni due settimane, rientrando nel budget messo a disposizione. Ogni prodotto ha un costo, espresso in crediti».

Ma c’è un altro aspetto che contraddistingue l’Emporio della solidarietà da altre realtà che operano nel territorio nazionale: il pagamento delle utenze o dell’affitto di casa e l’accesso a contributi economici in cambio di ore lavorative nelle diverse attività dell’Emporio. «Non è e non vuole essere un intervento di stampo assistenzialistico: chiediamo soltanto di prestare un servizio per la collettività. Io aiuto te, tu aiuti me. Anzi, loro. Tra i servizi figurano la gestione del magazzino, la cura dei locali dell’Emporio, lavori di giardinaggio e la gestione degli spazi verdi che ospitano l’Emporio. Le persone che vengono a lavorare da noi non stanno mai da sole, bensì in gruppo: perché anche l’idea di creare comunità tra di loro per noi è fondamentale».

L’aspetto educativo si presenta in tante vesti, in questa consolidata realtà di Sassari. «Non offriamo soltanto un servizio per le persone in difficoltà. E non è un impegno che si concentra nel periodo di Natale. Siamo aperti tutto l’anno e cerchiamo di dare un esempio chiaro ai bambini e ai ragazzi: promuoviamo un messaggio di solidarietà che deve arrivare ai cuori della gente. Per questo motivo lavoriamo con numerosi progetti nelle scuole, per esempio con i percorsi alle elementari del nostro quartiere: in particolare, mi riferisco al “Miracolo di Natale” e all’iniziativa “Commessi per un giorno”, che vede i bambini più piccoli alla scoperta dell’Emporio e delle sue attività».

L’associazione nata a San Paolo ha avuto in gestione dal Comune il Centro del riuso, nel quale è possibile trovare una serie di prodotti per la casa (ad eccezione degli elettrodomestici) che vengono donati dalle famiglie della città e del territorio. «Il superamento delle disuguaglianze sociali, però, passa anche e soprattutto attraverso l’istruzione», sottolinea il presidente Mulas. «In una famiglia che vive situazioni di disagio economico, spesso i costi legati all’acquisto di materiale scolastico sono insostenibili. Per questo motivo, dal 2018 raccogliamo in collaborazione con diverse cartolerie della città materiale scolastico che poi doniamo ai più bisognosi, in rete con i Servizi sociali e le scuole del quartiere».

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