“Tutelare e rivalutare la figura dell’anziano nella società”: è questa la missione che Maria Grazia Olla porta avanti da quasi 10 anni tramite l’associazione “Fiocco bianco argento”, di cui è presidente. Un percorso ricco di impegni e sacrifici, di progetti che hanno avuto il grande merito non solo di supportare i meno giovani, ma di coinvolgerli, mettendoli al centro dell’azione associativa. Ulteriore dimostrazione della bontà del lavoro svolto è il premio “Ninetta Bartoli” che la Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) ha consegnato alla presidente Olla lo scorso 2 marzo, presso l’Aula consiliare del Municipio di Cagliari. Il tema della premiazione, “La forza delle fragilità”, è sufficientemente eloquente per spiegare i motivi della scelta.
«Purtroppo per tanti anni la figura dell’anziano è stata abbandonata dalla società, subendo il peggior maltrattamento sociale: la solitudine, causa di tante patologie riconosciute», spiega Olla. «Oggi abbiamo conseguito un premio ambito e inaspettato, e per questo ringraziamo la presidente Ida Gasperini e tutta la Fidapa. Noi abbiamo sempre tutelato quelli che sono i diritti della persona anziana che devono essere garantiti, come sancito dalla Carta Europea dei diritti e delle responsabilità delle persone anziane. E continueremo a farlo».

La negligenza della comunità nei confronti della classe agée non può essere trascurata, e sono preoccupanti i connotati sociali che la situazione assume. Non esistono soluzioni facili a problemi complessi, e questo caso non fa eccezione; ma se ognuno ripercorresse il proprio vissuto, forse riscoprirebbe quanto è stato importante il ruolo che ha avuto nella crescita personale chi ha qualche primavera in più. «Ho sempre rispettato gli anziani perché sono stati una parte fondamentale della mia educazione, ed è per questo che è nata Fiocco bianco argento. L’anziano è importante per la famiglia e per il sociale. Crediamo sia un valore inestimabile, utile alla comunità per la sua esperienza e conoscenza della vita. Basti pensare alla figura dell’artigiano che insegna la professione all’apprendista, oppure all’artista che influenza con la propria arte il giovane, ma anche – e soprattutto – al volontariato, perché anche questo va trasmesso di generazione in generazione».
Proprio sul termine “trasmettere” bisogna porre l’attenzione. Nei rapporti intergenerazionali si riscontra una grave difficoltà nel comunicare. Se l’esperienza senile è da sempre uno dei valori aggiunti della società, perfettamente rappresentata dall’immagine del vecchio saggio, ora la frattura creatasi tra generazioni ha allentato i legami, e l’isolamento ne è diretta conseguenza. «La corsa sociale di questi ultimi anni ha purtroppo creato una frattura che ai miei tempi non esisteva. Per noi è importante recuperare questo rapporto, soprattutto quello all’interno della famiglia nella quale l’anziano deve essere reinserito e rivalutato», commenta Olla.

Curare le modalità di comunicazione è essenziale, non solo in questo specifico caso ma più in generale nel terzo settore. Nei trascorsi personali della presidente Olla, l’associazione pesca la carta vincente. Maria Grazia racconta: «Io sono una giornalista pubblicista, che nel corso del tempo ha lavorato per le principali emittenti televisive sarde, realizzando e presentando tanti progetti. Ho provato a mettere al servizio del Terzo settore la mia esperienza professionale, riuscendo a promuovere la figura dell’anziano al pubblico attraverso canali televisivi come Tele Costa Smeralda (Tcs), che spesso mi ha supportata. Nel campo del volontariato ci sono “capitata”. In Fiocco bianco argento ho riversato tutta la mia professionalità, tutti i contatti di una vita, per far sì che l’anziano venisse rivalutato».
Spesso si è portati a pensare che la comunicazione televisiva sia monofase: da una parte si trasmette il messaggio, dall’altra lo si riceve. È vero nella maggior parte dei casi. Maria Grazia, però, ha voluto sfidare questo paradigma: «L’anziano va informato di quelle che sono le attività sociali o pubbliche per sollevarlo dalla solitudine. Il mezzo più adatto è sicuramente quello televisivo. A questo scopo, uno dei nostri ultimi progetti è stato “InformAnziano”, una serie di interviste e approfondimenti prodotto in collaborazione con FederFarma e trasmesse su Tcs, dove abbiamo cercato di divulgare tutte le informazioni più importanti per il pubblico di una certa età, soprattutto per quanto riguarda le modalità di acquisto e utilizzo dei farmaci».
Un progetto ambizioso, che colma un deficit informativo importante. È quindi questa l’essenza di “InformAnziano”? Solo in parte. La vera componente rivoluzionaria del format risiede nella conduzione delle varie puntate, affidata per l’appunto agli anziani stessi che vengono messi al centro della scena. «In questo, e in ogni altro progetto, è l’anziano il protagonista principale. Nel percorso svolto sinora, i nostri presentatori d’eccezione si sono confrontati con figure come il presidente regionale dell’Inps e l’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi. Una particolare idea che abbiamo realizzato è stata “Gioco Quiz”, un gioco telefonico nel quale si sono divertiti a porre domande ai propri cari su vari argomenti, dallo stato di salute alla dieta».
Ecco che il paradigma è cambiato: grazie al supporto delle reti televisive, l’anziano non è più solo fruitore, mero recettore di ciò che viene scelto per lui. Diventa il principale attore coinvolto nella sensibilizzazione e divulgazione, creando contenuti utili in primis a sé stesso.

Un grande contributo al percorso di Fiocco bianco argento è stato dato ancdhe dall’ambiente ecclesiastico: «La nostra associazione fa parte della Consulta diocesana del volontariato, grazie soprattutto a monsignor Ottavio Utzeri che ci ha accolti nel contesto diocesano approvando appieno la nostra missione. In particolare, ha supportato il progetto del numero anti-solitudine che portiamo avanti sin dall’inizio della nostra avventura. Questo recapito (tel.: 070-7539281) ha l’obiettivo di aiutare chiunque abbia bisogno di una telefonata per avere un po’ di compagnia. I nostri volontari prendono parecchie telefonate, e tra i fruitori ci sono anche giovani, perché pure loro sentono questa necessità».
Il numero anti-solitudine è stato il primo passo di un corso cresciuto e maturato nel tempo, insieme alla consapevolezza di poter fare di più per la società. In continuità con questo è nato il servizio di accompagnamento, operato con un Fiat Doblò che l’associazione ha in comodato d’uso dalla diocesi di Cagliari. Il servizio, in funzione anche nei week end, scorta chi ne ha l’esigenza per visite mediche, piuttosto che in farmacia o a fare la spesa.
Durante la pandemia, questo numero è stato utilizzato per un altro servizio, molto particolare: «Durante il periodo Covid abbiamo creato un canale di comunicazione con i parenti degli anziani residenti all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in modo da poterli informare sullo stato di salute dei loro cari», racconta Olla.

Il lavoro di Fiocco bianco argento e della sua presidente non si ferma. La forza dell’associazione e di Maria Grazia risiede, probabilmente, nel continuare ad innovare proponendo nuove sfide per tutti i volontari dell’ente. In ordine di tempo, ma non di importanza, il prossimo obiettivo è quello di supportare l’istituzione del Garante per i diritti dell’anziano. «È stata inoltrata alla Regione una proposta di legge per l’istituzione di questa figura, basata su quanto sancito dall’art. 25 della Carta europea dei diritti e delle responsabilità delle persone anziane. In particolare, dice che l’anziano ha diritto alla sua dignità di Uomo, alla sua integrità fisica, alla sua salute, alla sua sicurezza, ma soprattutto alla sua libertà. Speriamo che ora si possa concretizzare questa proposta».
Olla e Fiocco bianco argento continuano la loro opera, che dev’essere intesa non tanto come un lavoro a favore dell’anziano in senso stretto, ma della società tutta. «Attraverso il nostro lavoro, attiviamo progetti e politiche sociali nel quale l’anziano è mentore, perché è una figura importante nella società, a partire dalla famiglia. Se ridessimo loro questa importante funzione, sono sicura che vivremmo tutti meglio».



