Agricoltura sociale: porte aperte nelle fattorie sociali italiane
Madre e bambino interagiscono con un asino in un recinto all'aperto.

Tre giorni immersi nel verde, tra degustazioni, workshop e percorsi di inclusione sociale. L’Associazione nazionale BioAgricoltura sociale e i suoi soci aprono le porte delle biofattorie sociali dislocate in tutto lo Stivale. Un weekend che permetterà ai visitatori di conoscere da vicino una realtà ancora poco conosciuta, ma già in crescita: i dati del Rapporto sugli operatori dell’agricoltura sociale (AS) nella normativa delle Regioni italiane, realizzato dal Centro Politiche e Bioeconomia del CREA, racconta un aumento di 156 operatori iscritti negli elenchi regionali in tutta Italia negli ultimi quattro anni (dai 208 del 2020 ai 364 del 2024).

Eppure «Sentiamo l’esigenza di fare conoscere questo mondo multiforme di aziende e di solidarietà al Paese per tessere nuovi rapporti di collaborazione e offrire a chi ne ha bisogno delle opportunità di inclusione» sottolinea l’associazione, che dal 2018 aggrega quella parte di aziende agricole che cercano di coniugare l’agricoltura biologica con i programmi di inclusione sociale, con l’obiettivo di costruire comunità inclusive che favoriscano l’interazione e il rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Per questo il 4, 5 e 6 aprile le porte di oltre 40 biofattorie speciali in tutta Italia saranno aperte al pubblico, per scoprire tra una degustazione e l’altra un nuovo modo di lavorare e rispettare la terra, in simbiosi con la comunità. 

«L’agricoltura sociale è un fenomeno in continua crescita nel nostro Paese – si legge nel comunicato dell’associazione – L’Istat ha censito oltre un migliaio di esperienze, che sono nate negli ultimi decenni nelle aziende agricole e nelle cooperative sociali. Le Fattorie Sociali sviluppano programmi di inclusione lavorativa e sociale, progetti di formazione ed educazione ambientale e alimentare, nonché interventi di riabilitazione e cura della persona, offrono i loro servizi a persone con disagio sociale, relazionale e con disabilità psico-fisica. Inoltre realizzano progetti per migliorare la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile del territorio.»

L’open day di aprile rappresenta una preziosa occasione per scoprire alcune delle realtà coinvolte in questo percorso innovativo; un’opportunità che sarà possibile cogliere anche in Sardegna grazie alla comunità “Il Seme”, pronta ad accogliere gli interessati in tre diverse strutture: nel Comune di Santa Giusta (OR), le Fattorie Sociali “Il Seme” (Loc. Corte Bacca) e “La Hormiguita” (Loc. Perdixeddas), aperte tutto il weekend dalle 10 alle 18 durante il quale verranno proposti percorsi esperenziali e laboratori artistici, e degustazioni delle produzioni gastronomiche; nel comune di Oschiri (OT) coinvolta venerdì 4 – sempre dalle 10 alle 18 – la Fattoria Sociale “Oasi de sos Anghelos” (Loc. Coghinas), – legata al “progetto gesper” della comunità – che proporrà percorsi esperenziali agro-ecologico forestali e il laboratorio del miele, oltre che le classiche degustazioni.

Per maggiori informazioni è possibile contattare le strutture agli indirizzi segnalati nella brochure.

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