Scoprire il ‘700 sardo; è questo l’intento che l’Associazione di Promozione Sociale “Università dell’Ambiente, del Paesaggio e del Territorio” porta avanti con il ciclo di conferenze “Cagliari e la Sardegna nel Settecento attraverso le fonti documentarie”, realizzata nell’ambito del progetto culturale “Cagliari e la Sardegna nell’età dei Savoia: dal Regnum Sardiniae alla fusione con gli stati di Terraferma” e del programma del secondo ciclo incontri dedicato a “Cagliari e la Sardegna nel Settecento attraverso le fonti documentarie”.
Un’iniziativa che prevede nel complesso sei diverse conferenze che trattano, con temi e sfumature diverse, la storia dell’Isola durante il XVIII secolo. Giunti già al terzo appuntamento, mercoledì 26, dalle 17 alle 19 presso i locali della Fondazione di Sardegna, via San Salvatore da Horta 2 a Cagliari, i presenti saranno condotti in un viaggio nel passato attraverso l’arte del tempo, con “Artisti e committenti nel primo Settecento sardo”. Per l’occasione ad accompagnare il pubblico sarà la Prof.ssa Alessandra Pasolini, ricercatrice in Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Cagliari, si è occupata di iconografia e collezionismo, scultura lignea e marmorea, argenteria e tessuti, pittura locale e d’importazione nella Sardegna moderna. Presenta il giornalista Sergio Nuvoli. Introduce Stefano Basciu, Presidente dell’Università dell’Ambiente, del Paesaggio e del Territorio.

Nello specifico verrà trattato il primo trentennio del ‘700, segnato storicamente dalle turbolenze della guerra di successione e dal passaggio della Sardegna dal governo iberico a quello austriaco e poi a quello piemontese, che hanno causato un evidente mutamento di indirizzi e gusti artistici. La committenza isolana costituita da viceré, vescovi e canonici, nobiltà e ordini religiosi si rivolge ad artisti forestieri di varia provenienza e formazione presenti a Cagliari e attivi sul territorio. Architetti, stuccatori e marmorari liguri e lombardi, ingegneri piemontesi, frescanti e pittori romani e napoletani, intagliatori e doratori siciliani si alternano per rifornire le cattedrali e le chiese sarde di cappelle, altari lignei e marmorei, ornamenti preziosi.
Attraverso le immagini si potrà apprezzare in un sintetico panorama la poliedrica produzione artistica
ancora conservata nelle chiese cittadine. È fondamentale l’ausilio delle informazioni provenienti dalle carte
d’archivio, che mettono in luce alcuni personaggi protagonisti della scena oltre che importanti opere
andate perdute.
Prossimi appuntamenti con la rassegna mercoledì 9 aprile con la conferenza “Vedute di Cagliari”, e “Architettura nel Settecento a Cagliari”, che chiuderà il ciclo mercoledì 23 aprile.




