È Siligo la prima tappa di “Itinerari nei borghi”, il tour dei piccoli centri sardi organizzato dall’ASD In Sardegna – Cultura Sport e Territorio e dall’APS Camperisti Torres, in collaborazione con il comitato territoriale di Sassari UISP e il contributo della Fondazione di Sardegna. Partner di questa tappa il Comune e la Pro Loco di Siligo, la Fondazione e il Museo Maria Carta, Adventure guide, la Società Astronomica Turritana e Camper Club Tittiriola.
Le attività inizieranno sabato 4 maggio alle ore 10, con il comitato UISP di Sassari che porterà i giochi tradizionali sardi per le vie del comune. Alle ore 18 la visita guidata al planetario e alle 21 all’Osservatorio astronomico. Domenica 5 una lunga giornata, introdotta alle ore 9 dal Sindaco Giovanni Porcheddu che guiderà il trekking urbano, una passeggiata per le strade del paese accompagnata da storie e aneddoti. In contemporanea l’arche-trekking diretto al santuario nuragico di monte San’Antonio, guidato da Corrado Conca. A seguire, alle 10:30 il laboratorio enogastronomico “Il finocchietto selvatico” presso il centro sociale con Mario Sechi e Tommaso Sussarello; alle 13:30 il pranzo collettivo, preparato con prodotti del territorio, organizzato dalla Pro Loco Siligo; la visita al museo Maria Carta, guidata da Antonio Carta, alle ore 16; in chiusura, alle 18 presso piazza Maria Carta il concerto della band Double Dose.

Per accedere alle attività, tutte gratuite, è necessario prenotare il biglietto dal sito; una misura necessaria per dare il giusto risalto al borgo, ma in maniera sostenibile sia per l’ambiente che per gli abitanti: «Le attività sono studiate in maniera tale da poter raccontare adeguatamente il paese – spiega Rosario Musmeci, presidente dell’APS Camperisti Torres – Dare accesso ad un numero eccessivo di partecipanti non sarebbe corretto in primis da un punto di vista ambientale, aspetto a cui teniamo particolarmente, e non permetterebbe alle guide di raccontare la storia e la cultura locale nel migliore dei modi.» Una scelta che rispecchia perfettamente l’idea di turismo itinerante che l’associazione porta avanti e promuove dal 2009.
A metà tra etica ed efficacia, le varie tappe sono programmate per mettere sotto i riflettori luoghi, storie e persone ai margini del turismo di massa, ma che hanno una ricchezza culturale da condividere, tramandare e soprattutto valorizzare. Siligo, in questo contesto, non fa eccezione: «È un paese particolarmente interessante – spiega Musmeci – con una forte vitalità sociale e una grande ricchezza storica e culturale. Pensiamo al museo di Maria Carta, una delle più importanti cantautrici e poetesse dell’Isola; ma anche la memoria di un altro grandissimo autore come Gavino Ledda. Ha inoltre delle attrazioni degne di nota come il planetario e l’osservatorio astronomica, uno dei pochi in Sardegna. Consideriamo per altro che possiamo inserire e raccontare Siligo in un contesto più ampio come quello del Mejlogu, un sistema anch’esso significativo con un economia agro-pastorale e una serie di elementi che per tanto tempo hanno caratterizzato le zone più interne.»

Un punto di partenza per un progetto a lungo termine, in vista dell’annuale “Festival del turismo itinerante” prevista tra settembre e ottobre nella bassa valle del Coghinas. Ma prima il programma di “Itinerari nei borghi” ha tanto da offrire: «Partiamo da Siligo con un lungo viaggio che ci porterà a Ittireddu, Montresta, Bonorva, Ploaghe e in tanti altri posti da scoprire. Sono tutti piccoli centri caratterizzati dall’esigenza di un modello di accoglienza diverso rispetto all’attuale. Sono comuni che stanno via via perdendo cittadini, e che soffrono una condizione che deve essere superata se vogliamo ribaltare quelle previsioni che preannunciano una importante diminuzione dei residenti in tutta la Sardegna nei prossimi trent’anni, con l’entroterra principalmente coinvolto.»
Un turismo che non è “solo turismo”. Per comprendere a pieno il progetto bisogna partire da quello che è il presupposto fondamentale: attraverso un’attività prevalentemente ludica è possibile perseguire – e si spera raggiungere – importanti risultati socio-culturali. «Dobbiamo fare un percorso che dia anche consapevolezza delle comunità. Visitando tutti questi luoghi, lavorando a stretto contatto con i locali, speriamo di stimolare l’attenzione e la cura per un patrimonio spesso sottovalutato proprio da chi è abituato a vederlo e viverlo ogni giorno. Chiaramente tutto questo va supportato con azioni politiche generali, che riguardano l’intera regione, ma è necessario formare una coscienza comune, che parta da casa propria.»



