La campagna “eMobility Tour”, ideata da Legambiente in collaborazione con A2A, si è chiusa ieri con la tappa di Cagliari. Ideata con l’obiettivo di fare il punto sulla rete di ricarica nel nostro Paese e promuovere soluzioni tecnologiche per accelerare la transizione elettrica della mobilità, la campagna intende sfatare i diversi falsi miti nati attorno all’uso dell’auto elettrica, sottolineando come la rete di ricarica stia crescendo ad un ritmo sostenuto in tutto il territorio italiano.
Alla tavola rotonda che si è tenuta alla facoltà di Ingegneria e architettura hanno preso parte Yuri Marcialis, assessore alla mobilità del Comune di Cagliari, Fabio Pressi, Ceo di A2A e-Mobility, Franco Pinna, Dicaar Università di Cagliari, Stefania D’Arista, responsabile pubbliche relazioni del Ctm, Luisa Lusso, presidente del circolo Legambiente di Cagliari, Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna, Simone Nuglio, responsabile ufficio Mobilità di Legambiente, Roberto Scacchi, responsabile Mobilità di Legambiente, Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna.

Nel corso della mattinata si è parlato anche di qualità dell’aria, spazio urbano, sharing mobility. Tra i settori che maggiormente contribuiscono all’emissione di gas serra, infatti, figura proprio quello dei trasporti. In particolare, la mobilità rappresenta la prima fonte emissiva di ossido di azoto e tra le principali di particolato. Negli ultimi tre decenni, secondo i ricercatori, l’unico settore a vedere una crescita delle emissioni di gas serra è stato proprio quello dei trasporti, con un aumento del 33,5% tra il 1990 e il 2019: le autovetture sono fra i mezzi più climalteranti e generano il 60,7% del totale delle emissioni di CO2.
«È necessario accelerare la transizione verso la mobilità elettrica e sostenibile», ha dichiarato Giorgio Querzoli. «Seppure la nostra associazione sostenga che il pilastro della mobilità sostenibile è un trasporto pubblico capillare, efficiente e accessibile a tutti, riteniamo che l’auto continuerà ad avere un importante ruolo nella mobilità quotidiana di molti cittadini, sia nelle aree urbane che in quelle interne. Dunque, è necessario creare rapidamente le condizioni per una transizione del settore, rassicurando gli utenti sulla possibilità di poter disporre ovunque di centraline di ricarica integrate nel tessuto urbano».
I vantaggi ambientali delle auto elettriche rispetto alle endotermiche sono conclamati, a partire dalle emissioni zero allo scarico. «È opportuno ricordare come il nostro Paese sia al primo posto della classifica europea per morti premature legate all’inquinamento atmosferico», ha proseguito Querzoli. «Dunque, è necessario mettere in campo tutte le necessarie misure per far trovare le nostre città pronte alla sfida della prossima direttiva sulla Qualità dell’aria (2030) che, come sappiamo, porrà limiti di esposizione ai principali inquinanti prossimi a quelli suggeriti dall’Oms».
Legambiente, durante la tavola rotonda, non ha mancato di lanciare un appello e una sfida a tutti i Comuni sardi, in particolare quelli ad alta vocazione turistica, proprio nella prospettiva di una rapida dotazione di infrastrutture di ricarica, unitamente a politiche di mobilità in grado di garantire aria pulita, spazio urbano fruibile e vivibilità, soprattutto nei mesi di maggior afflusso di turisti da tutto il mondo.
La sfida della transizione dei trasporti e della mobilità è strettamente connessa a quella dell’approvvigionamento energetico che, come noto, sarà determinante nel raggiungere la neutralità climatica secondo la road map del Green deal europeo. In questo percorso, è importante che la Sardegna punti sempre di più sulle fonti rinnovabili abbandonando le fonti fossili. Nel contesto del mix energetico italiano, ad oggi l’Isola è una regione a forte trazione energetica fossile. Il maggior contributo, prendendo come anno di riferimento il 2022, arriva dal carbone, seguito dal petrolio. A questa capacità fossile si accompagnano 1.095,72 MW di eolico, con una produzione di 1.660 GWh (pari al 18% della domanda), 1.141 MW di solare fotovoltaico e 1.357,20 GWh di produzione elettrica (ossia il 15,2%), nonché 467,85 MW di idroelettrico con 426,57 GWh di produzione.
«La Sardegna sta già pagando il prezzo degli effetti dei cambiamenti climatici: quest’anno abbiamo una criticità forte per quanto riguarda la siccità, una situazione da affrontare urgentemente», spiega Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna. «La transizione energetica è necessaria proprio per fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico, ma non va messa in concorrenza con il necessario cointeressamento delle comunità e con la tutela del paesaggio che, delle comunità, custodisce l’identità. Vogliamo metterci in gioco in primo piano, dialogando con cittadini, istituzioni e imprese, anche nell’ottica di vigilare che il processo di cambiamento avvenga nella maniera più giusta. Siamo consapevoli infatti che gli impianti, se da una parte coinvolgeranno una minima parte del territorio regionale, dall’altra insisteranno localmente sul territorio e dovranno essere quindi il risultato di una convergenza tra le esigenze di produzione e le aspettative delle comunità locali. Legambiente deve impegnarsi nel compito difficile, spesso anche impopolare, di rappresentare gli interessi generali, puntare al compito non impossibile di conciliare gli interessi sociali con quelli della tecnologia e del paesaggio con i suoi valori e la sua funzione culturale ed economica».
Nel corso della tappa conclusiva dell’“E-mobility tour; il futuro è già qui”, è stata inoltre presentata la nuova infrastruttura di ricarica di A2A E-mobility pensata per i centri urbani italiani, tenendo conto delle loro caratteristiche e delle necessità degli abitanti. Le colonnine City Plug rappresentano un nuovo paradigma di ricarica, a bassa potenza, diffusa e con energia 100% green. L’alimentazione dei veicoli elettrici avviene grazie a una tecnologia innovativa e non richiede spazi di sosta dedicati. Le dimensioni ridotte e il design minimale le rendono perfettamente integrabili con l’arredo urbano.



