È possibile portare in Sardegna i colori dell’Africa? I toni accesi e vividi, una grande festa per gli occhi. No, non è possibile replicarne la bellezza; ma forse un pezzetto del Continente si può trovare anche sull’Isola, racchiuso nella stoffa.
«È difficile comprendere la bellezza e la fantasia dell’Africa attraverso le immagini, soprattutto con le tristi rappresentazioni che ne danno i media e le televisioni – spiega Maria Rosaria Cadelano, presidente dell’associazione Alpo (Alleviare La Povertà) – Il nostro compito è quello di valorizzarla e riscoprirla creando possibilità di incontro e dialogo, come faremo in occasione della mostra di tessuti africani intitolata “Percorsi”, che inaugureremo venerdì 26 presso la nostra sede di via Principe Amedeo 22/a, Cagliari.»
Un’esposizione che vuole essere un’occasione per parlare di multiculturalità, di stereotipi e di come intraprendere un percorso di crescita verso una società più inclusiva e aperta. Ma se da una parte si ragiona sulla Sardegna e l’Italia del futuro, dall’altra il pensiero torna in Africa. «I protagonisti della mostra saranno i Wax, noti tessuti a cera africani dal quale si ottengono capi di abbigliamento utilizzati per feste e cerimonie. Sono ormai accostati al continente africano, ma in realtà sono originari dell’Indonesia, ed importati solo successivamente dagli Olandesi prima in Ghana, poi nel resto del Continente. L’amore per i colori e le fantasie dei tessuti fu immediato, e ora rappresentano la gioia e l’allegria di questo popolo.»

La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente dal martedì al sabato, dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 20, fino al 10 agosto. Per l’occasione questi pezzi unici saranno a disposizione del pubblico, e i più interessati potranno portarsi a casa un Wax originale, previa una donazione che servirà a supportare la nuova iniziativa di Alpo: la costruzione di un pozzo in Senegal. «Grazie ai rapporti che abbiamo creato nel tempo, durante tutte le iniziative che abbiamo attivato e continuiamo a svolgere nel continente africano, siamo riusciti a portare in Sardegna questi bellissimi indumenti, tutti originali. Speriamo di riuscire a stimolare l’interesse delle persone con questa mostra, e di raccogliere fondi per la costruzione del pozzo. Chi è interessato può portarsi a casa uno di questi manufatti con una piccola donazione per una buona causa. Questo progetto è molto importante per noi, ma non è facile da realizzare. Abbiamo cercato un modo creativo e interessante per raccogliere i fondi, ma anche per creare un momento di dialogo tra le persone, nel quale raccontare l’Africa colorata e solare: quella che abbiamo conosciuto noi dell’associazione»
L’impegno di Alpo nella lotta contro la povertà si completa di un altro tassello con il pozzo, che va ad aggiungersi alla pluralità di iniziative poste in essere dall’ODV: «Attualmente stiamo portando avanti il sistema di sostegno a distanza per i bambini del Congo e del Ruanda, con circa 40 bambini coinvolti nelle scuole. Abbiamo poi un progetto di olivicoltura in Marocco, che stiamo per terminare. Tornando in Sardegna invece stiamo progettando, nella zona di Ardauli, la mostra del giocattolo africano, che partirà probabilmente all’inizio dell’anno scolastico, e per la quale abbiamo già raccolto più di duecento giocattoli originali africani. Per quanto riguarda il museo dei Wax, nonostante la chiusura programmata per il 10 agosto, verrà ripreso dopo le vacanze e arricchito ulteriormente, non solo con nuove stoffe, ma con altri capi tipici della tradizione africana».




