«I giudici del Consiglio di Stato pongono una pietra tombale e mettono la parola fine alle infondate richieste avanzate da Sardegna Solidale nei confronti della Fondazione Onc. Nonostante più volte i giudici amministrativi avessero respinto tutte le sue richieste, Sardegna Solidale si era rivolta al Consiglio di Stato che, con questa sentenza, condividendo le deduzioni difensive illustrate dalla Fondazione Onc, ha respinto definitivamente l’appello». Lo scrive in una nota diffusa oggi l’Organismo nazionale di controllo.
«Una vicenda lunga benché, sin dall’inizio, appariva chiaro che le pretese avanzate da Sardegna Solidale (con ricorso depositato al Tar Lazio nel mese di dicembre 2020), che chiedeva l’annullamento del provvedimento della Fondazione Onc di inammissibilità della Manifestazione di Interesse presentata a luglio 2019 dalla stessa Sardegna Solidale, fossero infondate», prosegue la nota. «Nella motivazione della sentenza pubblicata dal Tar Lazio, i magistrati amministrativi avevano respinto punto per punto le obiezioni sollevate da Sardegna Solidale, evidenziandone l’inconsistenza e l’infondatezza, tanto da condannare la ricorrente al pagamento delle spese di lite e mettendo invece in evidenza la legittimità dell’esame compiuto dall’Onc. In uno dei tanti punti respinti, i giudici del Tar avevano sottolineato come oggetto della valutazione era stata considerata la “controversa” trasformazione del Comitato in Associazione Sardegna Solidale. Nello specifico, i magistrati sottolinearono che “tale documento, tuttavia, oltre ad essere incompleto, era privo di qualsivoglia timbro, attestazione o altro che potesse attestarne l’autenticità, e non costituiva documento formale di trasformazione “ e ancora “ si evinceva, tra l’altro, che il Comitato promotore, al di là della sua denominazione, aveva già la forma giuridica di una associazione per cui non aveva senso logico, prima ancora che giuridico, la trasformazione in un’altra associazione”. Ad oggi, tra l’altro, Sardegna Solidale non ha ancora adempiuto a tutti gli obblighi di legge previsti per i soggetti cessati dalla gestione del CSV, recando quindi grave nocumento al volontariato sardo».
«Nonostante la sentenza del Tar Lazio, Sardegna Solidale si appellava al Consiglio di Stato che oggi boccia definitivamente ogni sua richiesta confermando la sentenza impugnata», conclude la nota dell’Onc. «Ancora una volta, anche all’esito dei giudizi amministrativi, emerge chiaramente che la verità è una sola: l’Onc ha svolto e svolge le proprie funzioni in conformità alle norme, ai principi e agli obiettivi del Codice del Terzo settore, con l’unico scopo di tutelare e rafforzare il volontariato e, in particolare, le persone che sono il pilastro dell’associazionismo».



