Povertà minorile, Cagliari tra i territori coinvolti nell’iniziativa “Organizziamo la speranza”

C’è tempo sino al 17 ottobre 2024 per candidarsi a “Organizziamo la speranza. Iniziativa per il cambiamento nelle aree socioeducative strategiche”, promossa dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Entro quella data, gli enti di Terzo settore interessati dovranno iscriversi attraverso la piattaforma Chàiros (www.chairos.it) oppure cliccando qui.

L’iniziativa ha diversi obiettivi: ridurre la povertà minorile e garantire maggiori possibilità di mobilità sociale nell’età adulta e il pieno esercizio della cittadinanza; costruire e rafforzare una grande alleanza educativa per potenziare le capacità delle comunità educanti di 15 territori vulnerabili; sperimentare nelle aree socioeducative strategiche interventi multidimensionali per produrre un significativo e visibile miglioramento in termini di opportunità socioeducative e di benessere di bambini e adolescenti.

“Organizziamo la speranza” è stata annunciata lo scorso aprile dal viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, che è anche vicepresidente del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’intervento ha carattere sperimentale perché, per la prima volta in Italia, si è scelto di investire in modo intensivo e coordinato per mutare in positivo la scena educativa in alcuni territori caratterizzati da vulnerabilità ed esclusione sociale.

Tra le 15 aree figurano anche Borgo Sant’Elia, Nuovo Borgo Sant’Elia, San Michele, Mulinu Becciu, Is Mirrionis, Tuvixeddu-Tuvumannu a Cagliari. In generale, si tratta di porzioni di territorio all’interno delle grandi aree metropolitane e urbane del Paese: per individuarle si è tenuto conto dei dati disponibili sulle forme di povertà sociale, economica ed educativa e sul rischio di coinvolgimento dei minorenni e delle loro famiglie nei circuiti dell’illegalità, nonché delle indicazioni raccolte da parte di Regioni, Comuni e ambiti territoriali sociali che collaboreranno all’iniziativa.

Le comunità educanti dei territori destinatari dell’iniziativa sono chiamate a sviluppare, con il contributo di tutti i suoi attori, interventi di ampio respiro per sostenere bambini e ragazzi nella costruzione dei propri percorsi di vita, attraverso l’accesso a stabili e multidimensionali opportunità, a partire dagli spazi per il gioco, la socializzazione, lo sviluppo dei talenti. Al centro di questo processo, vi è la sperimentazione di modalità stabili di lavoro integrato: sono sollecitate le realtà del Terzo settore, in primis quelle radicate nel territorio di riferimento, e gli attori pubblici. In tal modo le reti educative possono costituire un motore di sviluppo economico, culturale e sociale, facendo leva sulle risorse interculturali e di attivazione civica presenti nell’area.

L’iniziativa è strutturata in due fasi. Nella prima, “Con i Bambini” raccoglierà le adesioni formali da parte delle amministrazioni comunali e degli ambiti territoriali sociali coinvolti e acquisirà le manifestazioni di interesse da parte delle organizzazioni di Terzo settore che intendono partecipare alla progettazione degli interventi sperimentali per il rafforzamento dei sistemi socioeducativi nelle 15 aree. Gli Ets interessati, come detto, dovranno presentare la propria candidatura entro ottobre. Nella seconda fase, gli enti di Terzo settore ammessi, in collaborazione con gli enti pubblici e le agenzie educative del territorio, lavoreranno alla progettazione degli interventi, cui si darà avvio nei primi mesi del 2025. A settembre è in programma un webinar di presentazione tecnica dell’iniziativa: data e modalità di partecipazione saranno comunicate tramite il sito e i canali dell’impresa sociale Con i Bambini.

In Italia i minorenni che vivono in condizione di povertà relativa sono oltre due milioni, pari al 22% della popolazione minorile residente. Accanto alla povertà economica si affianca anche una povertà sociale e relazionale determinata da condizioni di fragilità della coppia genitoriale o di un genitore, con difficoltà di accudimento dovute a problematiche individuali (disagio psicologico, disturbi psichiatrici, ecc.) o sociali (dipendenze, commissione di reati, ecc.). Per quanto riguarda i percorsi di apprendimento, secondo una recente indagine longitudinale del ministero dell’Istruzione e del merito, che ha preso in considerazione il periodo compreso tra il 2012 e il 2022, dei 583.644 alunni presenti in classe il primo anno di corso a settembre 2012, dieci anni più tardi avevano abbandonato il sistema scolastico (senza conseguire un titolo di studio in regola o in ritardo) ben 96.177 alunni, pari al 16,5% del contingente iniziale. Anche la quota dei cosiddetti Neet, secondo gli ultimi dati Istat (2023), si attesta al 20% di giovani dai 15 ai 29: quasi 1,7 milioni di ragazzi e ragazze.

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