Un “decalogo del rispetto” per (e da) gli studenti: il progetto di Fidapa e Fiocco Bianco Argento

Un rapporto da ricostruire, a partire dalle scuole. Il divario generazionale continua ad allargarsi, e la comunicazione tra giovani e meno giovani – termine volutamente generico – è sempre più complessa, o ancor meglio sempre meno efficace. Non è solo una questione “quantitativa”: è la qualità del dialogo che preoccupa, e le profonde differenze culturali e sociali complicano la ricerca di punti in comune su cui fondare il rapporto.

Ma non è tutto perduto: la società non si sta sgretolando, ma piuttosto attraversa un periodo di transizione complesso e di complessa comprensione; e se come detto non è affatto semplice capire quale percorso tracciare e come, il male maggiore come spesso accade risiede nell’inerzia, nell’indifferenza e nella resa incondizionata ai luoghi comuni. Qualcosa si può fare, soprattutto se si da spazio e parola proprio ai giovani, tanto lontani.

«Il progetto nasce per unire le generazioni, giovani e anziani, perché possano tendersi reciprocamente la mano e riabbracciarsi, per una vita di comunità migliore.» Questo l’intento che ha portato l’associazione Fiocco Bianco Argento e la sezione cagliaritana della Fidapa a curare la creazione del “decalogo del rispetto”, una guida pensata per gli studenti, in particolare per quelli delle scuole secondarie di primo grado, e che vuole coltivare una cultura propositiva, di dialogo e stima reciproca tra i più giovani.

A raccontarlo è la presidente di Fiocco Bianco Argento Maria Grazia Olla: «È un progetto che vuole supportare le scuole dove si sta evidenziando a nostro parere una mancanza di risposta all’educazione. La scuola è maestra di vita, e noi vogliamo aggiungere qualcosa all’ambiente. Abbiamo pensato al rispetto, perché pensiamo che sia necessario trattare la “materia” con diverse declinazioni: rispetto per donne, anziani, genitori e soprattutto per se stessi.»

In foto Maria Grazia Olla, presidente di Fiocco Bianco Argento. Odv

Qualcuno potrebbe storcere il naso: come possono i ragazzi accettare questo decalogo? Perché dovrebbe avvicinare le nuove generazioni a quelle passate? Manca un parte. «Sono stati gli stessi studenti ad aver redatto il decalogo», per la precisione gli alunni dell’istituto comprensivo “Giusy Devinu” di Cagliari, che attraverso un questionario somministrato dai docenti hanno raccolto le idee e lavorato in prima persona per la stesura del documento, che verrà presentato venerdì 30 maggio, ore 10, nella Sala Consiliare di Palazzo Bacaredda, sede del Comune di Cagliari.

«È una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo di questi ragazzi. Ma questo è solo il progetto pilota, che vogliamo sviluppare ancora meglio nel 2026. Stiamo contattando le scuole, e con grande piacere abbiamo trovato il supporto delle Istituzioni: dalla Presidenza del Consiglio Regionale e del Comune di Cagliari, che patrocinano il progetto, all’Assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Cagliari, e soprattutto all’Assessora Giulia Andreozzi che ha lavorato di persona per aiutarci nei contatti con gli istituti.»

Ora la parte più importante spetterà agli studenti del “Giusy Devinu”, chiamati a portare l’esempio, tracciando il percorso per il futuro. Nel presente il lavoro di Fiocco Bianco Argento continua, come da circa 10 anni a questa parte, sempre al fianco degli anziani che soffrono la solitudine e il distacco dai propri cari: «Proprio in questi giorni – racconta la presidente Olla – abbiamo rinnovato il nostro impegno con il Centro ascolto famiglia anziani, che si avvale delle competenze di un equipe multidisciplinare per aiutare le famiglie a comunicare meglio tra loro, alla ricerca di una riconciliazione. Ma tutte le nostre attività hanno il medesimo obiettivo: riportare la figura dell’anziano al centro del nucleo familiare, affinché possa godere dell’affetto dei propri familiari e dar loro in cambio esperienza, saggezza e soprattutto tanto amore.»

La locandina della presentazione del decalogo del rispetto

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