Sconfinamenti 2026: a Cagliari tre giorni per riflettere su pace e giustizia sociale

Si è conclusa domenica 28 giugno, a Cagliari, l’VIII edizione del Corso Monotematico SCONFINAMENTI 2026, promosso da ARCAT Sardegna OdV con il supporto del CSV Sardegna. L’iniziativa, dal titolo “Radici e orizzonti: insieme verso la pace e la giustizia sociale”, ha riunito partecipanti provenienti dalla Sardegna e da diverse regioni italiane in un intenso percorso di formazione, confronto e condivisione.

Per tre giorni famiglie, volontari, servitori-insegnanti e componenti dei Club Alcologici Territoriali hanno approfondito il tema della pace come responsabilità quotidiana, riflettendo sul ruolo delle comunità locali nella promozione della giustizia sociale, della solidarietà e della partecipazione.

Tra i momenti più significativi del corso, la rappresentazione teatrale Il Dio Barbuto, proposta dall’Associazione Albeschida OdV, ha offerto un’importante occasione di riflessione sulle fragilità umane, sui pregiudizi e sulle diverse forme della violenza, favorendo un dialogo partecipato tra i presenti.

L’iniziativa si è svolta presso la Casa Provinciale delle Figlie della Carità di Cagliari, la cui accoglienza ha contribuito a creare un clima favorevole al lavoro e alla condivisione. Fondamentale anche il sostegno del CSV Sardegna, che ha accompagnato il progetto sia sotto il profilo organizzativo sia attraverso il supporto alla partecipazione e alle attività formative.

L’edizione 2026 si è conclusa con la consapevolezza che la costruzione della pace passa attraverso l’impegno quotidiano delle persone e delle comunità. Un percorso che trova nel volontariato, nella cittadinanza attiva e nella corresponsabilità strumenti concreti per promuovere relazioni più inclusive e una società più giusta.

Al termine dei lavori è stato annunciato anche il tema della prossima edizione di SCONFINAMENTI 2027: “L’arte dell’incontro: Club aperti e stili di vita responsabili per la cura di sé, dell’altro e della casa comune”, un invito a proseguire il cammino verso comunità sempre più accoglienti, solidali e capaci di generare benessere condiviso.

LA VOCE DEI PARTECIPANTI

Condividiamo testimonianze, emozioni e riflessioni che raccontano meglio di ogni sintesi il significato di Sconfinamenti 2026.

«Spesso sono talmente immerso nei miei pensieri che mi rende difficile accogliere ciò che mi sta intorno. Penso quanto sia ingiusta la vita rispetto a … Poi quando rallento mi accorgo che non sono solo. Anche quando sono solo so che non sono solo. Quando non sono solo, quando mi relaziono, quando condivido il mio stato, il mio essere, il mio pensiero, mi accorgo di quanto siano piacevoli aspetti che resterebbero al buio. Insieme, in gruppo, in famiglia, nella comunità posso trovare pace, giustizia, possiamo trovarla insieme» [Beppe L.]

«Ancora una volta l’appassionato impegno, soprattutto di Francesco e Marcella che hanno lavorato all’organizzazione di questa nuova edizione di Sconfinamenti, ci ha permesso di essere qui. Un impegno che avrebbe meritato più ampia adesione ma su ciò ci sarà modo di confrontarci. La presenza di amici di altre regioni ha come sempre ampliato lo sguardo e la conoscenza alle esperienze oltremare. Il tema proposto per queste giornate, ci ha fatto soffermare con emozione sulle nostre radici, personali, familiari, culturali e sulla comune base dell’approccio ecologico sociale da cui tutti siamo partiti. Lo sguardo però deve poi spostarsi verso il futuro, l’orizzonte, come l’obiettivo che vorremmo raggiungere. Questo ci richiama al nostro impegno verso la comunità, al nostro ruolo attivo e partecipe per il cambiamento culturale e per proseguire e mantenere viva quella tensione e attenzione verso la pace e la giustizia sociale. A noi che ci siamo stati grazie! Grazie ai ragazzi di Albeschida, grazie per i contributi, per il dono delle storie personali, per le emozioni vissute, per l’arricchimento formativo». [Caterina C.]

«Leggerezza, aperta al dialogo! Mi ha aperto un mondo che non conoscevo, completamente sconosciuto! Un Club di persone molto competenti nel comprenderci, soprattutto ascoltare! Qual è la pace che vorrei? La pace del Mondo; vorrei non sentire parlare di guerra … Bambini che la loro vita non la vivranno mai! Che non vedranno un tramonto, un gioco, il mare, le montagne e tutto quello che è la VITA. Non sentiranno mai l’amore dei genitori e non riusciranno ad assaporare la Pace! Vorrei trovare la mia pace interiore che non ho! E costruire quella giustizia che non sento pienamente. Ma spero di riuscire a lavorare su me stessa e passo dopo passo arrivare ad una pace; come un artigiano conquista il suo lavoro costruendolo giorno per giorno (lo sono stata per 53 anni). Questo Club che ho conosciuto (poco) voglio continuare a percorrere un cammino insieme per una pace nella semplicità dell’amore» [Anna R.] «Quando nel mio gruppo ho visto che conoscevo solo una persona ero preoccupata; poi mi sono resa conto che praticamente abbiamo una cosa che ci accomuna e che ci fa sentire in famiglia. mi ha colpito la metafora dell’apertura della finestra che potrebbe essere interpretata in due modi: a. aprire la finestra per far entrare aria nuova (cambiamento); b. aprire al mondo esterno i Club per farsi conoscere oltre le quattro mura (vedi testimonianza di gruppo lettura nel parco). La domenica non sono potuta essere presente per motivi di lavoro ma in generale mi sono trovata in un ambiente sereno e amichevole. Saluto tutto e grazie agli organizzatori e al loro impegno affinché tutto riuscisse al meglio» [Sandra A.]

«Innanzitutto è doveroso ringraziare Marcella e Francesco che hanno tanto insistito che partecipassi a questi incontri, oserei dire a Ben Ragione!!!! Questi giorni di “SCONFINAMENTI” mi ha fatto entrare in una cerchia di Fortunati, perché l’argomento “Radici e orizzonti: in cammino verso la pace e la giustizia sociale”, mi ha dato l’opportunità di fermarmi a riflettere su argomenti che sono di stretta attualità. Avendo un forte senso della Giustizia, poiché nella mia vita lavorativa ho subito forti ingiustizie, come il mobbing, le riflessioni, scaturite dai confronti nei gruppi singoli e poi in condivisione con tutti i partecipanti al corso, li porterò con me rielaborandoli, ma avendo ancora “Sete” di confrontarmi, di comunicare, di avere cura delle parole che sono state dette con pensieri che reputo “Alti”, come Il senso di giustizia sociale, che ha perso ogni significato generale ed è per questo che mi piacerebbe concretizzare quanto emerso dagli incontri, affinché le parole RADICI ORIZZONTI, PACE E GIUSTIZIA SOCIALE siano un monito e un obiettivo dove arrivare sia in prima persona, ma anche portare tali riflessioni verso l’opinione pubblica. Abbiamo alle porte della nostra nazione un popolo in guerra, una guerra non voluta ma purtroppo subita, che sembra lontana anni luce, la guardiamo nei social e scorriamo video di gattini che fanno le fusa a immagini di bambini feriti nel corpo e nell’anima, che hanno perso i loro cari e di nuovo ricette di cucina……come se niente fosse, non ci riguardano. Affinché le Radici, base fondamentale di un popolo, di una cultura di un’etnia non vengano annientate, come sembra essere l’obiettivo di chi non vuole la LIBERTÀ DI CONFRONTO E PENSIERO, nella prospettiva di un’ Orizzonte di Pace ma che invece ha ingordigia di ingiustizia, di dolore di strazio e HA SOLO L’OBIETTIVO di Sovrastare sempre il più debole. Per questo motivo mi piacerebbe fare una proposta affinché si parta con una raccolta f irme di tutti i Club d’Italia al fine di portare la nostra solidarietà al popolo Ucraino e alle popolazioni in guerra perché anche se risulta una goccia nel mare, la nostra voce e il nostro appoggio sia sempre presente ed incondizionato per una pace sociale e globale.» [Maria Antonietta F.]

«Come sempre mi trovo in difficoltà nel metter le mie riflessioni finali dopo un Corso monotematico. Innanzitutto devo fare i miei complimenti agli organizzatori perché mi sono trovato benissimo. Il format è quello collaudato con i gruppi autogestiti che trovo indispensabili nella continua formazione per i membri di Club. Anche la scelta del film [Il potere della parola] e del gruppo teatrale [Albeschida OdV] sono stati oggetto di riflessioni e completamente azzeccati per il tema proposto. Prima volta per me in Sardegna dove ho ritrovato vari amici e conosciuto altre persone molto gustose che mi fanno pensare che il prossimo anno sono quasi costretto a tornare. Anche se non ho parlato molto nei gruppi, c’è una mia difficoltà in generale, ho tentato di recepire i concetti di pace e giustizia sociale a partire da me stesso per poi riportarlo nel Club e nella Comunità. È un po’ di tempo che mi vengono dei dubbi sulle mie capacità di Servitore Insegnante e di membro di Club, ma quando esco dai corsi di formazione trovo l’energia e la spinta per tentare di essere una risorsa migliore» [Arrigo S.]

«Mi vedo costretto a ripetermi: questa modalità di incontro con il mondo dei club, mi piace, dà la possibilità a chiunque, anche a chi non fa “ancora” parte del mondo dei club, di partecipare attivamente ai lavori esponendo il proprio pensiero, sono convinto che questi incontri facciano solo del bene a tutto il movimento, perché negli “anziani” rimette in moto l’entusiasmo che ci aveva indotto ad abbracciare questa metodologia e nei nuovi un coinvolgimento che li spinge ad approfondire la conoscenza di Hudolin e della metodologia ecologico sociale. Come sempre Francesco e Marcella sono stati bravissimi in tutta la preparazione dell’evento, sempre pronti e disponibili per ogni eventualità, ottima la scelta del film che ci ha indotto a riflettere sul ruolo del servitore insegnante visto le similitudini con il ruolo di Denzel Washington nel film, così pure la rappresentazione teatrale di Albeschida con la loro rappresentazione del Dio barbuto. La location è sempre perfetta con le suore che sono davvero sempre molto disponibili con la gentilezza che le contraddistingue. Infine ringrazio di cuore gli amici venuti dal “continente“: hanno arricchito l’incontro di esperienze diverse dalle nostre e questo è sempre molto importante e formante, quasi non ci hanno fatto sentire la mancanza dei Trentini che per anni sono stati nostri ospiti fissi e graditi, purtroppo quest’anno per loro non è stato possibile partecipare per diversi motivi, speriamo di riaverli con noi nelle prossime occasioni. Per concludere un grazie a tutti con l’impegno di rivederci in Sardegna a Sconfinamenti 2027 il prossimo anno, un abbraccio» [Renzo M.]

«Salto tutti i preamboli dei ringraziamenti. Sono felice di essere qui a questo Corso con voi! Mi piace molto la modalità di aprire il corso a persone che non fanno parte dei Club perché portano nelle discussioni un bagaglio di esperienze e ‘novità’ che altrimenti non avremmo la possibilità di conoscere (unica cosa è che dovrebbero arrivare subito al gruppo del venerdì perché poi il sabato, al gruppo del mattino, si deve tornare indietro per spiegare le discussioni precedenti). Niente da dire sui tempi e sulle modalità del Corso. Alla fine credo che abbiamo capito che lavorare per la pace deve partire dal nostro cambiamento. Sarebbe bello che il prossimo anno, qui a Sconfinamenti, potessimo riflettere un momento su cosa abbiamo fatto e/o cambiato personalmente nell’anno per promuovere la pace in noi e attorno a noi! Però i ringraziamenti devo farli con tutto il cuore a Francesco e Marcella per l’impegno nell’organizzazione (e a tutti quelli che hanno collaborato con loro) e, come disse Hudolin, «…e infine vi prego di continuare!» Un abbraccio forte e caldo a tutti!» [Paola F.]

«Tornerò a casa con il ricordo degli sguardi che ci siamo scambiati, con il ricordo delle parole giuste che abbiamo utilizzato e della bellezza che nasce solo quando ci si ascolta davvero. In questi tre giorni a Cagliari, intorno al tema Radici e orizzonti: insieme verso la pace e la giustizia sociale mi è parso che siamo stati capaci di andare ben oltre il semplice ‘discutere’. Abbiamo condiviso un pezzo di strada. Il clima è sempre stato così: franco, aperto, profondamente attento. Ci siamo presi comune cura dei nostri pensieri, li abbiamo visti prender forma lentamente, e abbiamo scoperto che le nostre radici sono forti e che gli orizzonti, se guardati insieme, fanno meno paura. La mia gratitudine la rivolgo a ciascuno, senza distinzione: grazie per averci messo la testa, ma soprattutto il cuore e le emozioni. Grazie per la generosità con cui ci siamo raccontati e per l’energia che ho percepito in ogni momento, in ogni pausa caffè, in ogni sorriso, prima durante e dopo i nostri lavori: è stato certo un Corso Monotematico ma, ancor più, è stato un corroborante abbraccio collettivo. Torno alla mia vita stanco sì, ma con il cuore e l’anima leggera e una certezza in più: la pace e la giustizia sociale non sono solo traguardi da raggiungere, ma un modo di camminare insieme che abbiamo già iniziato a sperimentare qui. Se posso avanzare una proposta relativa al tema da approfondire per il prossimo SCONFINAMENTI, mi piacerebbe qualcosa che suonasse in tal modo: “L’arte dell’incontro: Club aperti e stili di vita responsabili per la cura di sé, dell’altro e della casa comune”. Abbiamo più volte in questi giorni sottolineato l’importanza di costruire relazioni e stringere legami con il variegato mondo dell’associazionismo solidale, il nostro modo di SCONFINARE davvero. Allora il prossimo passo potrebbe essere proprio questo: mostrare come i Club siano laboratori permanenti di Educazione Ecologica e quanto il pensiero di V. Hudolin, e il suo modello ecologico sociale, sia ancora prezioso per noi tutti e per l’intera società. Un cordiale Grazie a tutti, restiamo in cammino.» [Francesco B.]

«Ogni volta che partecipo a Sconfinamenti mi sento grata per aver scelto questo gruppo di persone per bene, con cui condivido temi che arricchiscono di senso la mia esistenza. È uno dei pochi spazi in cui respiro la volontà di migliorare le relazioni con assertività. Assertività, una parola il cui significato ho imparato qua. Ringrazio sentitamente gli organizzatori e tutti i partecipanti per aver trattato il tema della pace, della giustizia sociale e delle radici, argomenti a me molto cari, necessari da condividere.» [Corina L.]

«Giugno 2026, la prima volta a “Sconfinamenti”, invitati da Marcella e Francesco che abbiamo conosciuto a Somasca, poi Lignano e ora siamo qui, in questa meravigliosa isola, accolti e accompagnati con una attenzione speciale, quella di chi ama. Ho incontrato persone nuove in contesti diversi, amici, parenti o semplici conoscenti e ho vissuto una sensazione di “potente leggerezza”… non saprei come altro definirla, non mi capita spesso ricevere senza chiedere, sentirmi “vista” e per questo ancora più libera di comprendere il nuovo. Le nostre radici comuni, il valore dell’Approccio Ecologico Sociale, hanno sviluppato una miriade di esseri diversi tra loro che condividono lo stesso orizzonte, la Pace e la Giustizia Sociale. Io ho sentito questa condivisione di intenti e orizzonte e ho vissuto i momenti di disaccordo come crescita, come esercizio di trascendenza. Non essere in tanti mi ha permesso di sentirmi vicina a tutti e questo mi ha fatto molto piacere e non saprei trovare qualcosa di negativo, che mi abbia disturbata: sono poco obiettiva? Forse, ma so che questo incontro di formazione mi ha dato serenità , fiducia e forza per andare avanti, dentro di me e con tutti voi. Un grazie di cuore a tutti, proprio tutti. Chissà dove ci porterà il nostro cammino, magari ci ritroveremo.

Poesia Sufi Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma è un pascolo per le gazzelle, un convento per i monaci cristiani è un tempio per gli idoli, è la Ka’ba del pellegrino è le tavole della Torah, è il libro del Sacro Corano. Io seguo la Religione dell’amore, quale mai sia la strada che prende la sua carovana: questo è mio credo e mia fede. [Grazia B.]

«Sconfinamenti per me è stata una conferma, nel senso che ogni corso è unico. Ci si confronta con le famiglie e non solo, nel gruppo eravamo Servitori Inseganti, famigliari di club, una persona che faceva parte di un’altra associazione e si è avvicinata al mondo del Club e al metodo Hudolin. Nel nostro gruppo si è detto di trovare una pace interiore già all’interno della famiglia, in modo che si possa trasmettere all’esterno. È stata una bella esperienza da ripetere ogni anno. Saluti » [Roberto T.]

«Per me è stato un vero e proprio “sconfinamento”, un corso lontano da qualsiasi altro posto sia mai stato che comunque, a parte la meravigliosità della Sardegna, mi ha stupito per l’atmosfera serena che si è creata immediatamente…. (oserei dire di pace). Il tema e le riflessioni di gruppo sul titolo proposto hanno portato a una lettura profonda sui significati delle radici personali e sugli orizzonti condivisi e sulla nostra effettiva capacità e impegno a praticare la giustizia sociale… Un elemento per me importante è stata la partecipazione nel mio gruppo di persone estranee alla vita dei Club, che si sono messe in discussione e hanno permesso a “noi addetti ai lavori” di tornare “con i piedi per terra “, a ripensare al percorso fatto e condividerlo insieme, senza dare niente per scontato. Un ringraziamento caloroso a Marcella e Francesco, sia per il costante impegno e l’organizzazione del Corso, che per la loro accoglienza personale in questa meravigliosa terra». [Loris C.]

«Questo Corso mi ha portato a vedere e capire meglio i miei limiti e mi ha dato una rinnovata motivazione ad agire su questi per cercare di superarli. Mi è piaciuto lo spirito di comunità accogliente e propositiva che ha animato tutto il convegno. Ringrazio gli organizzatori per l’ottimo lavoro svolto e tutti i partecipanti per i contributi dati e di cui mi sono arricchita» [Rita C.]

«Ho partecipato con vivo interesse a questa manifestazione, e nonostante il Corso di Sensibilizzazione che ho fatto a Nuoro dal 27 al 31 ottobre 2025, mi rendo conto di essere molto indietro nella conoscenza della metodologia e delle sue basi teoriche. Avevo dato anche la mia disponibilità per entrare nei Programmi ma quando poi mi sono stati indicati dei casi sui quali intervenire ho preso coscienza della mia impreparazione. Non dispero per questo che possa arrivare il tempo che anch’io aiuti qualcuno ad uscire dal tunnel dell’alcol e iniziare il percorso di una vita migliore. Quello che solo in parte io ho iniziato a conoscere e sul quale ho molto da lavorare anche perché io faccio parte della categoria dei problemi alcolcorrelati complessi soffrendo di un disturbo psichiatrico: il disturbo bipolare. Per poter parlare dell’alcologia occorre acquisire anche un vocabolario, un glossario di parole nuove che ancora non ho acquisito. È stato divertente vedere come da un tema dato si arrivi con un dibattito collettivo che porta poi a un documento di sintesi che illustra tutte le ragioni, le problematiche, i dubbi, i pensieri espressi dal collettivo. Anche questa è per me una pratica nuova in cui devo fare esperienza. Vi ringrazio per tutto ciò che mi avete trasmesso» [Mario S.]

«Conosco un po’ il Club perché ogni tanto in famiglia se ne parla. Però è la prima volta che partecipo a Sconfinamenti. Nel mio gruppo ho trovato delle persone molto preparate e interessanti, soprattutto Angelo che ha spiegato bene ogni cosa ognuno di noi dovrebbe fare, specialmente accogliere, senza porci troppe domande, cercare di dare una mano a coloro che anche inconsciamente chiedono aiuto. Non so se io sono adatta, se sono la persona giusta per far parte di questo Club, di questa grande e bella famiglia. ho incontrato in queste tre giornate persone pronte anche ad ascoltare i miei problemi perché non è sempre facile parlare di noi stessi… Ringrazio tutti quanti e…atras bortas» [Pinella B.]

«Sconfinamenti 2026 – Radici e orizzonti: in cammino verso la pace e la giustizia sociale. Anche quest’anno l’appuntamento con Sconfinamenti giunge al termine, lasciandomi in dono un’immensa ricchezza fatta di emozioni, amicizie, riflessioni e momenti di vera crescita e formazione. Il tema di quest’anno si è rivelato particolarmente attuale e intrecciato con la realtà che stiamo vivendo. Ho compreso che la pace deve innanzitutto nascere dentro di noi: è un seme prezioso che va coltivato ogni giorno con cura, amore e responsabilità. La pace, però, non è solo assenza di conflitti: è anche giustizia sociale. Significa costruire una società in cui ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e valorizzata, senza che nessuno venga lasciato indietro. Promuovere l’uguaglianza, difendere la dignità di ogni essere umano e creare opportunità per tutti sono gesti concreti che rendono la pace una realtà possibile. Solo quando siamo in pace con noi stessi possiamo diventare una luce per chi ci circonda, portatori di speranza e costruttori di pace. Possiamo contribuire a diffondere questi valori nella nostra comunità attraverso il nostro impegno civile quotidiano, trasformando anche i piccoli gesti in strumenti di cambiamento. Nei nostri club siamo chiamati ad accogliere la diversità senza pregiudizi, riconoscendo che ogni persona porta con sé una storia, un’esperienza e una ricchezza unica. È proprio dall’incontro, dall’ascolto e dalla condivisione che nascono comunità più inclusive, solidali e giuste. Porto a casa la consapevolezza che la pace non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma un cammino da percorrere insieme, giorno dopo giorno, con coraggio, responsabilità e attenzione verso gli altri. Perché ogni gesto di giustizia, anche il più piccolo, è già un autentico atto di pace. Ringrazio di cuore tutti gli amici che hanno partecipato a questa esperienza, in particolare coloro che hanno attraversato il mare per essere al nostro fianco. La vostra presenza, le vostre storie personali e le preziose esperienze maturate nei vostri Club hanno rappresentato un dono di grande valore. Un grazie sincero va anche alle famiglie del Club di Sant’Antioco, che hanno partecipato per la prima volta a questo evento, facendosi coinvolgere con entusiasmo. Un ringraziamento speciale alle Suore, che con la loro dolcezza, disponibilità e discrezione hanno fatto sì che tutto si svolgesse nel migliore dei modi, facendoci sentire accolti come a casa. Infine, un pensiero speciale va a Francesco, mio compagno di vita e di viaggio. Grazie per l’impegno, la dedizione e la passione che ogni anno metti nell’organizzazione di questo evento. Il tuo lavoro, spesso silenzioso ma instancabile, è fondamentale perché tutto questo possa prendere forma e diventare, ancora una volta, un’esperienza emozionante. Sconfinamenti non è solo un evento, ma un autentico cammino condiviso di crescita, amicizia e speranza. A si biri tottusu a s’annu chi enidi.» [Marcella F.]

«Sconfinamenti 2026. Eccoci, anche quest’anno, per l’ottava volta, abbiamo portato a fine questo che si è fatto, di anno in anno, appuntamento tanto atteso quanto irrinunciabile e non solo per gli amici della Sardegna. Grazie allora, di cuore, a tutte le amiche e gli amici dell’Arcat Sardegna, che si sono prodigati perché tutto andasse per il meglio; grazie alle suore “Serve della carità” per la gentilezza e la discrezione con cui ci hanno ospitato; grazie all’Associazione “Albeschida” che, con il teatro, ogni anno contribuisce con originalità, intelligenza e cuore alle nostre riflessioni, portandoci così intensamente dentro la cultura Sarda e dentro le tematiche universali della vulnerabilità umana; grazie a tutte le persone e associazioni esterne al mondo dei Club, che ci aiutano e ci costringono a stare dentro le comunità, pur continuando la riflessione sul nostro agire come Club – la necessità di spiegare a voi il nostro pensare ed agire, ci ha indotti a conoscere meglio lo stesso nostro sentire, anche costringendoci ad approfondire l’essenza della nostra terminologia, quasi a farla innanzitutto più nostra, o meglio, ad aiutarci a partecipare più profondamente e con migliore chiarezza al pensiero Hudoliniano ed all’approccio Ecologico-sociale, proprio per poterlo rendere con la necessaria chiarezza. Il clima particolarmente sereno e partecipe, appassionato a tratti, in cui ci siamo immersi, i lavori in gruppo e le conseguenti restituzioni in plenaria, il film particolarmente centrato sulla figura del servitoreinsegnante, il momento in cui siamo stati personalmente scelti da una poesia, hanno certamente contribuito alla buona riuscita dei lavori, permettendoci di sperimentare di fatto orizzonti di un futuro di pace e giustizia sociale, partendo dalla conoscenza e valorizzazione delle radici del nostro agire e pensare personale, familiare e comunitario. Proprio su questo vorrei soffermarmi. Questo corso si titola fin dall’inizio “Sconfinamenti”, a significare la volontà/necessità di guardare oltre, di “trascendere” la nostra spiritualità antropologica e quella delle nostre comunità, e l’urgenza di un pensare ed un agire ecologico umano, anche in relazione alla progressiva regressione culturale e politica dell’umanità intera ed alla sempre più evidente mancanza di una giustizia sociale, necessaria a rendere possibile anche solo pensare ad un futuro di pace. È per noi sempre più urgente ritornare alle nostre radici, riconoscendo il forte valore innovativo della scuola di pensiero hudoliniana, sia nel costrutto intellettuale, culturale e scientifico, che nella sua traduzione pratica delle comunità multifamiliari dei Club – la riflessione sviluppata ci ha portati ad intravvedere la valenza di forte sovversione positiva dell’approccio ecologico sociale. La centralità della famiglia, (nella sua evoluzione continua), è in questo processo la parte più innovativa e “sconfinante” del pensiero hudoliniano, stando a significare la necessità di costruire insieme un passaggio “politico” che porti le famiglie da destinatarie passive di servizi e di soccorso, a protagoniste attive e consapevoli di una migliore qualità della vita, costruendo così i presupposti di una “scienza” pensata, praticata e orientata all’umano. Altrettanto rivoluzionaria è la proposta conseguente di attivare le comunità multifamiliari dei Club, come agenti di un concreto possibile cambiamento degli stili di vita orientato al bene comune. Per finire con l’importanza della formazione e dell’educazione ecologica continua, come agente portante di questo cambiamento, testimoniata in una vita di studio e di lavoro della famiglia Hudolin, (infine vi prego di continuare). Io penso che l’anno prossimo potremmo dedicare le nostre riflessioni proprio alla forte valenza “sconfinate” dell’approccio Ecologico-Sociale e del Club, riflettendo su quanto ci siamo lasciati cambiare da questa proposta, su quanto ci siamo lasciati penetrare dal pensiero ecologico-sociale, su quanto questo pensiero è ancora “sconfinante” e attuale, oltre che utile a produrre un cambiamento nella direzione della pace e della giustizia sociale. Tre sono i tempi: “il presente del passato – il presente del presente – il presente del futuro” (S. Agostino, vescovo di Ippona), vale a dire le radici che ci ancorano saldamente, l’azione con cui diamo concretezza al pensiero ed il sogno che ci orienta nel progetto di un futuro di giustizia e di pace. Al lavoro dunque e alla lotta – arrivederci a “Sconfinamenti 2027”, e grazie ancora di cuore a tutte e tutti per questa splendida avventura» [Angelo T.]

«Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di Sconfinamenti, appuntamento annuale dell’ARCAT Sardegna che, da diversi anni, rappresenta un’importante occasione di incontro, confronto e crescita. Il tema di quest’anno, “Radici e orizzonti: in cammino verso la Pace e la Giustizia Sociale”, si inserisce in un contesto storico e mondiale segnato da guerre, conflitti e profonde disuguaglianze, che si ripercuotono sulla vita sociale, culturale e relazionale delle nostre comunità, alimentando un diffuso senso di incertezza nei confronti del futuro. Questa iniziativa ha offerto uno spazio di riflessione e di dialogo su temi che erano particolarmente cari a Vladimir Hudolin, soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Le sue riflessioni mantengono ancora oggi una straordinaria attualità: il passato continua a riproporsi e richiama ciascuno di noi alla responsabilità di agire per promuovere il cambiamento nelle comunità, contrastando l’indifferenza, il silenzio e l’accettazione passiva di scelte che conducono inevitabilmente alla distruzione delle relazioni, della convivenza e della dignità umana. Il momento storico che stiamo vivendo richiede un impegno personale, sociale e culturale. Ci invita a interrogarci sul nostro ruolo e sulle nostre responsabilità nei confronti del futuro, non solo del movimento associativo, ma dell’intera comunità umana. La Spiritualità Antropologica proposta da Hudolin richiede oggi una rinnovata consapevolezza e una visione dell’essere umano fondata sulla solidarietà, sulla corresponsabilità e sulla costruzione della pace. I Club, attraverso il loro patrimonio di relazioni, esperienze e umanità, rappresentano luoghi concreti nei quali questi valori possono essere vissuti e tradotti in azioni quotidiane. I gruppi di lavoro hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sul significato della pace e della giustizia sociale, interrogandosi sulle proprie scelte personali e sul ruolo che i Club possono svolgere all’interno delle comunità in cui operano. Da questo confronto sono emerse riflessioni, proposte e responsabilità condivise che costituiscono il patrimonio più prezioso di questo incontro e che andranno a comporre le conclusioni finali. Come ci ricorda Hudolin: “Bisogna sottolineare la necessità di lavorare per la pace, la pace nel cuore, che poi si trasmetterà a livello familiare, comunitario, nazionale e planetario.” Per questo motivo egli invitava a introdurre stabilmente, nei convegni e nei congressi, una riflessione sul tema della pace. Abbiamo raccolto questo invito con la consapevolezza che la pace non può essere costruita nel mondo se prima non diventa un atteggiamento interiore, una pratica quotidiana e uno stile di relazione. È un cammino impegnativo, ma è il percorso verso il quale continuiamo a tendere, iniziando da ciascuno di noi, dai nostri Club e dalle nostre comunità». [M. Teresa C.]

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